VOIVOD
Dimension Hatröss
Etichetta: Noise
Anno: 1988
Durata: 41 min
Genere: thrash progressivo
Dopo aver conquistato la terra e gli spazi cosmici credete che una creatura come il Voivod possa acquietarsi contemplando placidamente il passato?
La collisione tra due protoni (anzi, tra il protone e il suo 'mirror-image'), provocata dal Voivod seguendo l'ottavo programma di un fantomatico esperimento, genera un microcosmo corrispondente ad un'altra dimensione, Hatröss appunto, nella quale il nostro eroe si butta a capofitto, determinato a mantenere fede ai propri sani principi di scoperta e conquista.
"Dimension Hatröss" e' un concept sperimentale del gruppo, che si diletta a narrare, come nei migliori romanzi sci-fi, le avventure del Voivod in questo microuniverso parallelo, caratterizzato da una societa' post-nucleare governata da entita' senzienti anarchiche ed oppressive.
A tematiche così mostruose corrisponde la piena maturazione compositiva del gruppo stesso, supportata da una produzione di pari livello. Se Away si mantiene sui soliti livelli eccelsi non possiamo non notare come le capacita' esecutive e strumentali degli altri componenti tendano verso l'alto: dall'intensita' furiosa e roboante delle linee di basso alla versatilita' vocale di Snake, piu' integrato ed espressivo rispetto a "Killing Technology". L'espressivita' del cantante si rivela bene nell'interpretazione adottata per differenti situazioni: dal duetto Voivod/selvaggi in "Tribal Convinctions" alla voce asfittica dell'inizio di "Brain Scan", passando per tonalita' aliene (mi esalta parecchio il "let me know before I go..." del bridge di "Technocratic Manipulators").
Trovo sia da sottolineare soprattutto la poliedricita' del lavoro di Piggy, che in questo disco esprime tutte le sue qualita': i ritmi tendenti verso le medie velocita' rispetto al passato consentono al chitarrista una molteplicita' di soluzioni, tra veloci riff, recupero delle distorsioni psichedeliche, furiosi assoli ben distribuiti nei brani e melodie progressive ("Cosmic Drama", per fare un esempio lampante), che richiamano molto ai gruppi anni '70, specie Pink Floyd e King Crimson.
Queste radicate influenze si riscontrano anche nelle strutture dei pezzi, i quali seguono grossomodo la linea delle due parti di "Killing Technology", ma si rivelano schematicamente piu' evoluti, nonche' piu' fluidi e scorrevoli nel proporre 'canzoni' e schegge metalliche di incredibile intensita'. A parte la relativamente accessibile "Technocratic Manipulators", le composizioni sono piuttosto complesse, mentre in "Brain Scan" e "Cosmic Drama" viene persino esplicitata nei testi la suddivisione tra corpo e suite conclusiva. L'equilibrio nell'alternare parti thrash con dilatazioni melodiche, che non implicano assolutamente calo di tensione, e' un altro aspetto della maturita' raggiunta, tanto che i pezzi non presentano eccessiva durata e parti prolisse. E, chiariamoci subito, se il disco e' solamente intorno ai 40 minuti, l'impressione finale e' che ci sia qualcosa di sbagliato nel conteggio del tempo per la notevole quantita' di carne messa a cuocere.
L'aver "raffinato" queste ispirazioni prog, che nei dischi precedenti erano rozzamente abbozzate, consente al gruppo una miglior capacita' espressiva delle tematiche in primis (e un album come "Dimension Hatröss" deve molto a questo aspetto), ma anche quella possibilita' di guardare al di la', di spingersi oltre a quanto detto in ambito metal (ma non solo) fino ad allora. Il saper unire la psichedelia e le melodie degli anni '70 con le sfuriate di un thrash ricercato, le esplorazioni e i sogni di Away, lo stile visionario che permea il concept di fondo, permette al gruppo di compiere un salto di enormi dimensioni rispetto alla concorrenza, ed e' soprattutto per questo che i Voivod si trovano circondati da un alone mistico in grado di portarli al livello di band di culto.
Quello che il quartetto canadese ha capito è che molto spesso sono la visione fantastica della realta', l'immersione profonda nei propri sogni (ed incubi), la fervida immaginazione ad avvicinarci alla comprensione della realta' stessa, piu' di quanto un'analisi calcolata e razionale possano fare. "Dimension Hatröss" e' un avvertimento, un monito per quello in cui la nostra societa' potrebbe trasformarsi da un momento all'altro. La popolazione di quel mondo, pur improbabile nella sua dimensione spazio/temporale, e' molto simile alla nostra attuale, per l'accento che il gruppo pone sui loro bisogni (la religione, la liberta') e sugli aspetti negativi (il potere e le armi per mantenerlo). La determinazione di vivere e il rifiuto di subire passivamente il destino, punti cardine dell'esistenza di un essere come il Voivod, vengono riproposti, dopo la parentesi del disco precedente, nella seconda parte del concept. L'effetto dovuto all'intervento di un agente esterno (l'arrivo del Voivod, appunto), con la sua analisi della situazione e le decisioni intraprese per portare un cambiamento, per mutare la situazione ("Macrosolutions To Megaproblems"), causano tutta una serie di traumi culminanti con la decisione di distruggere Hatröss, mediante l'immenso potere acquisito dalle stesse entita' che prima lo governavano (for a lost dimension - have a wise solution).
Quest'ultima parte, tragica ed epica allo stesso tempo, e' l'apice del disco, in pratica la concentrazione di tutto quanto detto negli album precedenti. Inoltre gli aspetti del dialogo tra il Voivod e la sua mente in "Psychic Vacuum", aprono nuovi interessantissimi scenari per il futuro, quasi ad anticipare la chiusura del ciclo concluso con il successivo "Nothingface".
(Melix - Novembre 2003)
Voto: 9
Questo è il mio album preferito dei Voivod, dove il gruppo comincia a viaggiare per lo spazio (in tutti i sensi) e a creare musica veramente schizzata. Ci vuole un bel po' per digerirlo ed apprezzarlo in pieno (è obbligatorio ascoltarlo leggendo i testi!), ma il bello sta tutto qui: è un album che ad ogni ascolto rivela qualcosa di nuovo. E poi basta il solo titolo "Macrosolutions To Megaproblems" per esaltarmi, heehhehe!
(teonzo - Novembre 2003)
Voto: 9.5
Anche per me "Dimension Hatröss" è il disco migliore dei Voivod.
Non vedo una differenza netta con gli altri album, a parte i primi 2
e forse "Negatron", nel senso che sono tutti di qualità eccelsa.
Ma questo li supera di un baffo, perché la folle genialità di questi
brani non sarà più eguagliata a tali livelli. Forse una simile dose di
pazzia può essere riscontrata solo in "Angel Rat", altro album capolavoro.
Non esiste proprio che non abbiate nella vostra collezione questo CD!
Eppoi è a prezzo ridotto!
(Randolph Carter - Novembre 2003)
Voto: 10