VOIVOD
Angel Rat
Etichetta: Mechanic - MCA
Anno: 1991
Durata: 44 min
Genere: hard rock
Gli effetti ritardati del passaggio ad una major come la MCA si fanno sentire solo nel secondo disco uscito per la nuova etichetta, questo Angel Rat che cambia parecchio le carte in tavola dell'ensemble canadese. Innanzitutto il bassista Blacky lascia il gruppo, pur mantendo il suo ruolo per le registrazioni in veste di session-man, e la chiusura del ciclo Korgull con il precedente "Nothingface" permette al rimanente terzetto la rivitalizzazione della propria matrice sonora, sia in termini musicali che lirici.
Il principale aspetto che balza all'orecchio e' la semplicita'. Semplicita' della struttura (la classica forma-canzone domina su quasi tutto il disco), semplicita' esecutiva e semplicita' melodica. Grazie ad una certa classe compositiva e strumentale, che consente arrangiamenti di un certo livello, il disco, rispetto al passato, si presenta come una "raccolta" di canzoni, tutte di medio-alto livello e senza cadute di tono, forse con un paio di pezzi al di sopra della media ("Clouds In My House" e "Freedom"), dove Snake, con voce dolce e soave, si immedesima in psiche immaginarie e fortemente turbate.
La versatilita' e la profondita' dello stile vocale sono il pezzo forte di "Angel Rat", in contrasto con linee di basso cupe ma vivaci che supportano pattern ritmici dominati dalla dinamica di Away. In questo disco si fanno ben vive le influenze dei connazionali Rush, riscontrabili nella cura che i Voivod ci mettono nei refrain, dove le scelte riguardano l'impatto e le penetranti melodie (migliorate parecchio in confronto a "Nothingface"), e le composizioni che consentono alla sezione ritmica di tenere su da sola i pezzi, permettendo a Piggy di svariare in liberta' lungo i brani, con ampi ricorsi a fughe psichedeliche, ad arpeggi atmosferici e a poliedriche parti collanti tra le melodie.
La fantasia di Piggy, l'inserimento delle tastiere e la forte presenza dinamica della struttura ritmica consentono ai Voivod di produrre l'album piu' articolato dell'attuale carriera, prendendo le distanze dal thrash del passato per abbracciare uno stile hard rock piuttosto duttile, caratterizzato da ampie aperture melodiche, armonie semplici e quasi 'catchy' e grande cura nella fase di arrangiamento e perfezionamento dei particolari.
La capacita' visionaria dei Voivod pero' ha subito pochi mutamenti, consentendo al gruppo di elaborare testi sempre di un certo livello. Dai rapporti vari, tra un buffone da circo e la marionetta infilata nella mano destra, un epistolario e il triste mondo che lo circonda, tra un pirata e la prua della sua nave, passando per l'introspezione nelle menti prese ad analizzare il mondo che le circonda ("Panorama", "Golem"), il terzetto canadese ci presenta un elaborato triste e malinconico, dove e' il desiderio impossibile (di volare, di uscire dalla prigione del proprio corpo) a dominare tematicamente "Angel Rat". E la ciliegina sulla torta e' rappresentata da visioni distorte, psichedelicamente musicate, di queste analisi cerebrali: "Clouds In My House", "Nuage Fractal" e "Freedom" sono il manifesto lirico del disco, sicuramente di livello inferiore alla saga Korgull, ma qua proposto in miglior associazione musicale e, cosa non da poco, ben piu' diretto e "godibile".
(Melix - Aprile 2002)
Voto: 7.5
Dopo aver attraversato un brutto momento a causa della dipartita del bassista Blacky, della malattia del chitarrista Piggy (tumore al cervello) i Voivod si
riprendono facendo uscire un disco ispirato e fresco al contrario dell'incostante "Nothingface" del 1989.
"Angel Rat" si allontana dai suoi predecessori per una
maggiore accentuazione della melodia ed un maggiore rispetto della forma canzone
che sino ad ora non si era mai visto, per questo lo consiglio a chi per la prima
volta vuole avvicinarsi ai Voivod passando dalla via più semplice.
Sicuramente non sono state perse le caratteristiche
fondamentali della loro musica come si nota dall’iniziale "Panorama", veloce e
coinvolgente, dove i riff dissonanti e armonizzati ricordano i King Crimson, il
mid-tempo spaziale "Clouds In My House" o l’atmosferica e sognante "Angel
Rat" dalle chiare influenze pinkfloydiane, ecco forse sono proprio queste tre
atmosfere che senza cadute di tono ritroviamo per tutto l’arco dell’album,
accentuate poi da un'ottima produzione che svela ogni piccola sfumatura.
Lo so che i Voivod non sono un gruppo facile ma andate oltre le mode, i pregiudizi
o l'aspetto esteriore (non nascondo che le copertine ad opera del batterista
Away, nonostante il significato simbolico e metaforico, non mi hanno mai
entusiasmato) e scoprirete un gruppo dalla grande personalità che ha fatto della
sperimentazione il suo motto.
Ricordatevi poi che troverete "Angel Rat" sempre in
offerta (massimo 10-11 euro) quindi non avete scuse.
(carma1977 - Aprile 2002)
Voto: 9
Uno dei miei gruppi preferiti, dopo la svolta
avvenuta verso la sperimentazione sonora hanno prodotto buonissimi album, questo forse è leggermente inferiore ai precedenti ma comunque
rimane un prodotto di buona musica.
(metalchurch - Aprile 2002)
Voto: 8
Non ci sono parole per dirvi quanto ami quest'album!
Oltre ad esserci legato col cuore (dato che conobbi i
Voivod ormai quasi 9 anni fa proprio con questo disco),
ogni volta che metto la title track, "Clouds In My House",
"The Outcast" oppure "None Of The Above" vado in estasi!
Il livello generale è superlativo, ma forse c'è qualche episodio
in tono minore, come "Freedom" e "Twin Dummy".
(Randolph Carter - Novembre 2003)
Voto: 9.5