VLAD IN TEARS
...After The End... (Promo)

Etichetta: autoprodotto / MKM Promotion
Anno: 2006
Durata: 42 min
Genere: dark rock / symphonic metal


La nascita dei Vlad In Tears è legata alla figura di Kris, cantante e fondatore del gruppo, che, innamorato delle sonorità oscure e avvolgenti del dark metal di band come gli H.I.M., inizialmente decide di dare vita ad una tribute band per poi concentrarsi su brani propri, dando vita a questo album autoprodotto, finalizzato al raggiungimento di un contratto discografico. Oltre a Kris (voce e piano), nella line up troviamo il bassista Dario, il chitarrista Alex e il batterista Mikele,
Il sound della band, naturalmente, è fortemente influenzato dalla proposta musicale di una band come gli H.I.M., da cui prende il gusto per l'oscuro e la sensuale decadenza, tuttavia questa non è l'unica componente del sound dei Vlad In Tears. Il quartetto infatti integra la sua musica con una forte componente sinfonica, figlia di un certo metal pomposo ed enfatico che gioca con orchestrazioni magniloquenti ma ancora malinconiche. Troviamo quindi una base elettrica di chiaro stampo dark metal, con chitarre distorte ma non troppo, batteria cadenzata e una voce profonda e calda, su cui si innestano delle tastiere enfatiche e ricche di sonorità romantiche di tradizione sinfonica.
In generale la band se la cava discretamente, componendo una manciata di canzoni curate sotto ogni punto di vista (pur con tutti i normali limiti di una autoproduzione), però bisogna dire che ancora c'è un bel po' di strada da percorrere prima di arrivare alla meta.
Il primo brano, "Freedom From The God", funziona piuttosto bene, fondendo le due anime del gruppo fino a creare un equilibrio che, pur senza brillare di originalità, riesce ad accattivarsi l'ascoltatore. Sfortunatamente, però, la qualità crolla pericolosamente già nei due pezzi successivi, "Cemetery Of The Soul" e "After Death": la prima, in particolare, soffre di una pessima prestazione vocale che, cercando di essere sofferta e ricca di pathos, finisce per risultare un miagolio lamentoso davvero poco incisivo. Da qui in avanti l'album è piuttosto altalenante: di tanto in tanto si percepisce qualche bel guizzo, come nella lenta e oscura "Beautiful Damnation"; l'ottima "Woods Of Madness", giocata su una bella melodia malinconica e qualche azzeccato inserto di pianoforte; e l'energica "After The End", con le chitarre in evidenza ad omaggiare il lato più rock della band. Troppo spesso, però, si sentono anche brani sottotono, ovvero la maggior parte di quelli in cui la componente sinfonica è predominante, come in "Blood And Tears", "Strange Illusion" o "Woods Of Madness (Requiem)".
Cosa aggiungere, quindi? Io auguro ai Vlad In Tears di riuscire a procurarsi un contratto con questa loro release, però consiglierei loro di cercare di esplorare nuove strade, magari cercando di esplorare ulteriormente la loro personalità musicale, in modo da staccarsi dai cliché più abusati del genere.
(Danny Boodman - Giugno 2006)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Vlad In Tears: vladintears@libero.it
Sito Vlad In Tears: http://www.vladintears.com/

Sito MKM Promotion: http://www.mkmpromotion.tk/