VIRULENCE
A Conflict Scenario

Etichetta: Morbid Records
Anno: 2001
Durata: 26 min
Genere: grind/jazz


Questo è il primo album degli statunitensi Virulence, il cui stile si può definire come grind/jazz, ma occhio a non pensare di trovarsi di fronte a qualcosa di simile alle follie di John Zorn chiamate Naked City e Painkiller: i Virulence partono dal grind e ci aggiungono sopra delle parti jazz, mentre i gruppi di Zorn partivano dal jazz suonando quel genere con attitudine grind, quindi il risultato finale non è propriamente simile. Nell'album sono presenti un'intro, 6 brani cantati ed uno strumentale, e tutti risultano essere schizzati, tecnici e casinisti allo stesso tempo. La componente principale, come dicevo sopra, è quella grind: in ogni canzone sono presenti stacchi di puro grind, con tutti gli strumenti sparati a manetta a cercare di fare il più casino possibile. Ma queste parti di puro grind durano sempre solo pochi secondi, e vengono intervallate da parti miste grind/jazz ed anche a parti di puro jazz. Le parti in cui mescolano il grind ed il jazz sono molto varie: possiamo avere pezzi in cui la batteria si lancia in giochi di fino mentre le chitarre continuano a sparare riff grezzi, oppure parti in cui la batteria continua a martellare mentre le chitarre suonano scale senza la minima distorsione... pure il basso si alterna in tutte le combinazioni possibili, ed il risultato finale è che si rimane spiazzati ad ogni secondo che passa mentre si ascolta questo album. La voce è l'unica cosa costante, si tratta di un growl urlato senza infamia e senza lode, e risulta uguale dall'inizio alla fine.
La produzione è sufficiente ma nulla più. Probabilmente non si poteva fare molto di meglio, visto che il grind ha bisogno di suoni sporchi e grezzi, ed il jazz di suoni puliti e curati... qui siamo sempre a metà strada: le parti grind hanno suoni abbastanza grezzi ma non quanto servirebbe, e viceversa le parti jazz hanno suoni puliti ma non quanto serve. Comunque sia i vari strumenti si riescono a distinguere sempre senza problemi, ed è già qualcosa. La confezione è discreta, l'artwork fa pensare a tutto tranne che ad un gruppo grind (sono tutte fotografie di fiori stampate in giallo e nero), ed il libretto contiene tutti i testi.
In conclusione trovo questo album molto buono, sia per l'originalità che per la qualità. Se cercate qualcosa di strano questo album potrebbe fare per voi, a patto che riusciate a digerire sia il grind che il jazz. Se amate solo il grind credo vi farà cagare e lo troverete troppo raffinato e fighetto. Se amate solo il jazz allora cambiate zine, siete su quella sbagliata, hahahaha! Se invece cercate qualcosa di pazzo e spiazzante allora fateci un pensiero, ne vale la pena. Occhio che è un album cervellotico, con tutti i cambi che ci sono non viene minimamente voglia di fare headbanging o pogare, l'unica possibilità è ascoltarlo in silenzio e quando non si ha il mal di testa (ci penserà questo "A Conflict Scenario" a farvelo venire, hehehehe).
(teonzo - Settembre 2002)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.virulencegrind.com/




I Virulence hanno bisogno di crescere (e anche di una produzione che sappia quando essere pulita e quando scaraventarsi nella sporcizia). Hanno bisogno di rintracciare una miglior rotazione tra le parti grind e quelle jazz, hanno bisogno di scovare le migliori soluzioni nei lampi in cui si legano, hanno bisogno di esaltare sia la facciazza lercia che quella slavata del loro sound, senza che nessuna delle due venga livellata dall'altra. In poche parole hanno bisogno di riuscire almeno nella metà delle cose che scodellano, a tutt'oggi, i Cephalic Carnage. C'è da lavorare, ma i presupposti non sono affatto male.
(Orion - Ottobre 2002)

Voto: 7



Le parti più jazz mi son piaciute tutte (e molto), mentre alcune di quelle "a metà" tra i due stili lasciano un po' a desiderare. Il tipo di distorsione usata è poco adatto a questo tipo di Grind non violentissimo, ci vorrebbe qualcosa di più roboante. Oltre alle urla, non eccezionali, c'è una chicca vocale, un simpatico gorgoglìo (tipo Regurgitate o Cock And Ball Torture, per intenderci) che ogni tanto viene fuori. Un buon album nel complesso, ma si dovrebbe inasprire di più la parte violenta (soprattutto il cantante), e trovare riff più efficaci.
(bist - Novembre 2002)

Voto: 7