VIRON
NWOGHM
Etichetta: Sonic Age Records
Anno: 2006
Durata: 55 min
Genere: power / heavy metal
I tedeschi Viron, con il loro debut album, si pongono un obbiettivo non
da poco: ovvero fondare, come suggerisce il titolo, la 'New Wave Of
German Heavy Metal'. In realtà di nuovo nella loro proposta non c'è
assolutamente niente, anzi, il loro scopo è proprio quello di riportare
in auge l'heavy metal più puro e incontaminato. Come recita la loro
biografia, i Viron vogliono essere una risposta per tutti coloro che
pensano che l'heavy metal abbia imboccato troppe strade errate (dal
nu-metal al black, senza trascurare il cosiddetto 'happy metal' in voga
qualche anno fa).
La band si forma nel 2002, con il nome di Seduction, su un'idea di
Markus Jullich, il batterista dei Crematory, che, pur non facendo parte
della line-up, ricopre il ruolo di mentore per la nascente formazione.
Questa prima incarnazione della band, composta da Alexx Stahl (voce),
Thilo Feucht (chitarra), Ingmar Holzhauer (basso), Andreas Neuderth
(basso) e Martin Köhler (tastiere) si dedica ad un power metal di
stampo teutonico e registra due demo, "Ode To War" nel 2002 e "Winds Of
Valhalla" l'anno successivo.
Dopo questo primo inizio la band decide di correggere il tiro, rendendo
più secca e immediata la propria musica, trasformandosi quindi in una
'true metal' band: i Viron allontanano quindi il tastierista Martin e
al suo posto ingaggiano un secondo chitarrista, Roger Dequis. Infine,
per sancire il definitivo cambio di personalità, i cinque ragazzi
optano per un nuovo nome, Viron, appunto.
Il primo passo dei Viron, quindi, è proprio "NWOGHM", un album che non
inventa assolutamente niente, ma ha l'innegabile pregio di essere una
bella mazzata sui denti, un lavoro onesto e genuino che riesce a
convincere nonostante la sua sudditanza nei confronti del metallo più
tradizionale.
Partendo da queste premesse è fin troppo facile descrivere il lavoro
della band: la musica del quintetto ripesca tutti i canoni 'sacri'
dell'estetica metallara e si lancia 11 composizioni di tutto rispetto.
L'iniziale "Blow The Fuse" è la classica opener tiratissima, un brano
potente e trascinante, con le chitarre in primissimo piano e la voce di
Stahl lanciata su tonalità acute ma aggressive. Sulla stessa lunghezza
d'onda troviamo anche la pregevole "Ride On", introdotta da un bel
lavoro strumentale e da un funambolico assolo di chitarra; "Lucifer
Arise", cattivissima e graffiante, e "Born Out Of Light", un treno
power speed in cui la doppia cassa, una volta tanto, svolge ottimamente
il suo ruolo senza stancare.
Naturalmente non mancano diversi mid-tempo schiacciasassi, come
l'epica "Viron", che mi ricorda i migliori Domine, anche per la prova
vocale di Stahl; "Bound To Die", manowariana nel suo incedere più lento
ed epico (naturalmente si parla dei Manowar di "Into Glory Ride", non
certo degli ultimi...); la rocciosa "For Her Majesty" e l'oscura
"Doomsday", introdotta da un atmosferico arpeggio di chitarra.
Assolutamente degno di nota, infine, il lento "Winds Of Valhalla", a
metà strada tra le ballate celtico/acustiche dei Blind Guardian e una
classica power ballad. Anche in questo caso, infatti, la band dimostra
di saper usare molto bene gli strumenti messi a disposizione dalla
tradizione classica, costruendo un brano che, una volta tanto, è
realmente comunicativo e non mieloso.
Insomma, sarò ripetitivo, ma la realtà è questa: i Viron percorrono
strade già ampiamente battute e, come dico sempre, i capolavori del
genere sono già stati tutti scritti, però il loro album è piacevole,
ben suonato e composto con la giusta attitudine. Il voto, quindi, non
può che essere positivo!
Ah, mi stavo dimenticando di un particolare spassoso che mi ha reso
subito simpatici questi cinque ragazzi: in pratica il CD ha
un'introduzione di una ventina di secondi che si chiama "Sander". Si
tratta di una specie di scherzo telefonico: in pratica i Viron al
completo devono aver chiamato la famiglia Sander al telefono, dopo un
paio di squilli una signora risponde al telefono dicendo "Sander" (un
po' come noi diremmo 'Pronto?') e subito i cinque si mettono a
canticchiare il riff portante di "Thunderstruck" degli AC/DC. Il
risultato, quindi, è una spassosa sequenza di questo tipo:
- Sander?
- Nanananananananaaaaa!
- Hallo?? Hallo??
Mitici!
(Danny Boodman - Settembre 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Viron: http://www.viron1.com/
Sito Sonic Age Records: http://www.sonicagerecords.com/