VIRGIN STEELE
Invictus

Etichetta: T & T
Anno: 1998
Durata: 75 min
Genere: epic


"Invictus" e' l'album dei Virgin Steele da alcuni piu' odiato, e da altri il piu' amato.
"Invictus" e' l'album della rabbia di De Feis.
"Invictus" e' la risposta al "Triumph Of Steel" dei Manowar.
"Invictus" e' il disco che gettai da parte incazzato dopo averlo sentito per la prima volta.
"Invictus" e' l'album che riprendo quando voglio che le incazzature diventino la mia forza e la mia armatura.
"Invictus" e' una stagione in purgatorio.
"Invictus" e' una serie di colpi di ariete che schiantano le band false metal e le spingono a chiedere pieta' per la loro musica di legno e di gesso.
"And in the Morning,
Two Will remain
To carry us onward,
To Guard the Flame"

Sparita la poesia degli album del ritorno in scena, imprigionata la melodia in pochi spazi angusti (splendido l'epico finale della fredda "Mind, Body, Spirit"), a passo di marcia militare questo album non lascia scampo a chi nutre anche un solo dubbio sull'integrita' metallica di David De Feis e di Edward Pursino. Questo non e' album per i deboli d'animo, non e' musica per chi e' incapace di perseverare negli ascolti difficili, scalando questa autentica torre di ossidiana un centimetro alla volta. Lavoro estremamente ostico e difficile, facile a esser lasciato in un angolo a causa di giudizi superficiali e formulati troppo in fretta (faccio atto di mea culpa in prima persona per questo), "Invictus" e' sintetizzabile dalla canzone che lo apre: "Invictus" appunto... in questo pezzo e' contenuta l'essenza di tutto il disco.
Tante, troppe le finezze che vanno scovate una per una, ascolto dopo ascolto.
Tante, troppe le canzoni da riscoprire e rivalutare (la lunga "Sword Of The Gods", l'epicissima seppure breve "God Of Our Sorrows", la canzone di conquista "Dominion Day", la complessa e variegata "Whisper Of Death").
Ma "Invictus" e' anche l'album in cui si avverte per la prima volta quella cristallizazione cerebrale dello Steele sound. Qui si bruciano definitivamente i ponti con l'irruenza giovanile del gruppo dei primi quattro dischi, e anche con l'equilibrio del periodo Marriage, di cui "Invictus" pur costituisce una terza parte in qualche modo illegittima. Tutto questo prepara la strada all'ingresso dei due "House Of Atreus" nel panorama del metal moderno, qui infatti troviamo gia' in forma compiuta tutti quei temi compositivi del nuovo epic intellettuale a cui De Feis sta dando forma compiuta in questi anni d'inizio millennio.
Album che rimarra' per sempre uno spartiacque nei gusti dei fan, "Invictus" e' soprattutto il disco che contiene una delle piu' grandi canzoni di conquista mai udite da orecchie metallare: "Veni, Vidi, Vici". In alto le spade!!!!
(Mork - Maggio 2003)

Voto: 8