VIRGIN STEELE
Hymns To Victory
Etichetta: T&T - Sanctuary/Noise Records
Anno: 2001
Durata: 78 min
Genere: epic
La seconda compilation di De Feis dopo The Books of Burning, contiene
brani scelti dai lavori precedenti dei Virgin Steele partendo dal loro
terzo lavoro, Noble Savage, fino all'ultimo House of Atreus pt.II.
Qui non ci sono reincisioni dei pezzi come invece e' accaduto per Books.
De Feis si e' limitato a rimasterizzare il tutto offrendo invece qualche
mix alternativo agli originali, e inserendo un paio delle solite inutili
nuove canzoni che ormai sono diventati un classico nelle riedizioni
della band.
Sinceramente non capisco la necessita' di rimasterizzare TUTTI i pezzi
e non solo quelli della prima era che uscirono solo su vinile, visto
che alcune selezioni sono veramente recentissime ed erano gia' molto
pulite cosi' com'erano. Bah!
Il disco comprende la bellissima Noble Savage (dall'album omonimo); una
versione alternata di Spirit of Steele (una bonus track dalla riedizione
di Noble Savage su cd) decisamente inferiore alla prima release; il
capolavoro The Burning of Rome (da Age of Consent); I Will Come for You
(da Marriage of Heaven and Hell pt.I); A Symphony of Steele, Crown of
Glory, Emalaith (Marriage pt.II); Invictus (omonimo); Kingdom of the
Fearless, Through the Ring of Fire (House of Atreus pt.I); Flames of Thy
Power (House pt.II); le due bonus song recuperate dai fondi di magazzino
sono Saturday Night e Mists of Avalon.
Non spendero' altre parole su questa raccolta se non per dire che
sono piu' le belle canzoni rimaste fuori che altro. Invece di inserire
i due pezzi inediti e anche canzoni come Flames of Thy Power, Through
the Ring of Fire, Crown of Glory, potevano sicuramente piazzarci dentro
altri classici incredibilmente omessi come We Rule the Night, Veni Vidi
Vici, On the Wings of the Night, Thy Kingdom Come, Cry Forever (come mai
l'intero Life Among the Ruins e' stato messo da parte?), The Wine of
Violence, e diversi altri ancora. In particolare l'omissione di Veni
Vidi Vici e' a dir poco sciagurata, visto lo status di classico che il
pezzo ha subito raggiunto presso i fan. Ne sarebbe uscito un greatest
hits da paura, roba da distribuire davanti alle scuole per far capire ai
ragazzini cosa e' la vera musica invece di quelle robe mosce che
ascoltano per intruzzirsi a puntino. E anche da far sentire per bene
ai cosiddetti fan del power e dell'epic di polistirolo che non hanno
la piu' pallida idea di cosa sia la vera epicita'.
Insomma questo disco compone assieme a The Book of Burning una raccolta
sicuramente poco riuscita che non riesce a portare la vera testimonianza
di quanta buona roba abbiano prodotto i VS nel corso della loro lunga
(e in passato persino interrotta) carriera. L'ascolto dei due dischi
scorre via liscio, per carita', ma lascia in bocca una forte sensazione
di incompiuto.
Meglio aspettare le ristampe di Jack Starr e poi
prendersi
uno a uno e con pazienza tutti i cd (e chi ha i soldi anche i vinili) di
questa band: e' sicuramente una discografia da avere completa. A mare
invece questi due confusi pastoni!
Peccato... un'occasione mancata.
(Mork - Marzo 2002)
Voto: s.v.