VIRGIN STEELE
Age Of Consent

Etichetta: AM (rstampato su CD nel 1997 dalla T&T)
Anno: 1988
Durata: 71 min (durata del CD)
Genere: heavy


Il quarto album dei Virgin Steele ebbe diffusione molto scarsa per casini vari, e lo scoglionamento che segui' decreto' di fatto la scomparsa del gruppo dalle scene per diversi anni. Un vero peccato, perche' "Age Of Consent" rappresenta per me l'album della maturita' heavy della band. In seguito, quando i quattro si rimisero assieme, le sonorita' cambiarono in parte, facendosi piu' intricate e ancora piu' pompose. Qui invece siamo ancora nel pieno del ritmo e delle canzoni belle cariche senza altra pretesa che fare del sano metallo epico e fumante. E che canzoni!
In particolare questo disco (che vede la stessa formazione del precedente: De Feis / Pursino / O'Reilly / Avayzan, anche se O'Reilly figura solo di nome in quanto il basso lo suonano DeFeis e Pursino) contiene la mia track favorita mai realizzata dal gruppo: "The Burning Of Rome", un pezzo epicissimo e indimenticabile, che e' un po' il simbolo di tutta la loro carriera perche' come testi e musica c'e' dentro veramente un pastone del meglio che sapevano e sanno fare. Assieme a "Veni Vidi Vici" (da Invictus) e a "Noble Savage" (dall'album omonimo) forma una triade di canzoni che spazzano via dalla faccia della terra intere annate di plastic-triggered-false metal (Hammerfall!... anybody home?). Ascoltare questo pezzo e meditare!
Altre canzoni significative di questo disco sono l'intensa "Tragedy", l'ottima "On the Wings of the Night", le metallissime "Seventeen" e "Chains of Fire", la scontata ma piacevole "Cry Forever" (che verra' poi ripresentata nell'album della reunion "Life Among the Ruins". E tra le bonus track dell'edizione cd, la cover di "Desert Plains" (una bella e poco nota canzone dei Judas Priest), dove De Feis giustamente paga il pegno ai suoi maestri ispiratori.
Un ottimo acquisto questo disco, da avere assieme a "Guardians Of The Flame", "Noble Savage", e ai due "Marriage". Un vero peccato che al momento della sua uscita non sia stato accolto come meritava, perche' per certi versi come qualita' media delle canzoni sta forse qualche punto sopra a "Noble Savage". Bene ha fatto De Feis qualche anno fa a ripresentarlo ai fan nella riedizione in CD, visto che il vinile originale era praticamente introvabile. Meno d'accordo sono sul fatto di rimescolare l'ordine originale delle canzoni rispetto al vinile, e di infilarci dentro svariate bonus track che come spesso avviene non aggiungono nulla di particolare e anzi forse tolgono addirittura qualcosa a livello qualitativo d'insieme.
(Mork - Gennaio 2003)

Voto: 9.5