VINDICATOR + METAL WITCH
Outbreak Of Metal Vol. 1
Etichetta: Slaney Records
Anno: 2009
Durata: 46 min
Genere Vindicator: speed thrash
Genere Metal Witch: heavy metal
Ci eravamo lasciati con la recensione di "Let There Be Blood", esordio
discografico dei Vindicator, e ritorniamo a parlare di loro a seguito
di questo split album con i veterani tedeschi Metal Witch, edito nel
2009 dalla neonata etichetta irlandese Slaney Records. Sembra che
l'usanza di realizzare i cosiddetti "split" sia ritornata ultimamente
di moda, pur non essendo mai stata una strada abbandonata, in
particolar modo dalle falde più oltranziste dell'heavy metal, e mi
riferisco più nel dettaglio al panorama death metal. Non sono merce
rara nemmeno l'unione di forze all'interno del filone thrash ed heavy,
e mi ricollego in particolare a quanto realizzato lo scorso anno dalla
label americana Stormspell Records, grazie alla quale sono uscite alla
scoperta realtà notevoli e decisamente interessanti; sembra proprio che
la Slaney Records non voglia essere da meno. La scelta delle band, per
il sottoscritto, è azzeccata a metà, e seppur sia già pronta,
confezionata e distribuita una seconda doppia release, mi accingo solo
ora ad analizzare questo primo tentativo, a mio modo di vedere comunque
ben riuscito.
Se i Vindicator si affacciano solo in questi ultimi anni sul
mercato discografico, i Metal Witch sono già da tempo alle prese con il
magico mondo dell'underground, essendo sempre rimasti in una dimensione
piuttosto ristretta, che ben poco ha avuto da dire al di fuori dei
confini della patria natia, la Germania appunto; pensate che la band
nacque nel lontano 1982, si sciolse nel 1987, per poi ritornare a
calcare i palchi nel 1998. Nel qui presente platter potrete trovare ben
12 tracce, equamente suddivise fra le due band, per un consistente
totale di 46 minuti, più che esauriente per placare la sede di metal e
farsi un'idea ben precisa delle potenzialità dei protagonisti.
Se i Vindicator decidono di non pubblicare esclusivamente
materiale proprio, inserendo due cover (rispettivamente di The
Anti-Nowhere League ed Indestroy) i Metal Witch sono di tutt'altro
avviso, ed oltre a cinque brani da studio, troviamo sempre un inedito
(dal testo pungente), ma questa volta registrato live. Ma veniamo a
quanto contenuto in "Outbreak of Metal Vol.1".
Se volete farvi un'idea delle influenze e delle reminescenze che
inducono a pensare a nomi più blasonati per i Vindicator, vi consiglio
di cercare la precedente recensione dell'album di debutto; le
coordinate rimangono le medesime, anche se i nostri dimostrano di
essersi rimboccati le maniche ed aver lavorato duro sul proprio
songwriting e sugli arrangiamenti dei brani. Non resta che augurare
loro ancora una volta di trovare a breve un rimpiazzo, e poter
nuovamente dare alle stampe nuova musica inedita nel più breve tempo
possibile.
Apre la arrembante "The Dog Beneath The Skin", un concentrato di
adrenalina allo stato puro, figlia del thrash e dello speed metal più
intransigenti, che non potrà che indurre la vostra testa a muoversi
all'unisono con la ritmica del brano. "Shock Trauma" non è da meno, ma
risulta un mix fra momenti più prettamente tirati e mid tempo più
ragionati, così come "Humanarchy" che la segue a ruota, che ritorna a
calcare sull'acceleratore così come sembra trovarsi a proprio agio su
tempi rallentati. Chiude la prova 100% Vindicator la strumentale "Old
And Decrepit", che vede la band alle prese con una più assidua ricerca
della melodia. Di ottima fattura le due cover, rispettivamente "I Hate
People" e "U.S.S.A", fedelmente riproposte.
Giunge il tempo dei Metal Witch, che attingono in pieno dalla
fonte dell'eterna NWOBHM, seppur gli echi del metal classico teutonico,
senza citare i classici nomi portanti che tutti conosco almeno per
sentito dire, non sono difficili da distinguere. I 6 brani presenti
provengono dal full length "Risen From The Grave" del 2008 (le prime 3
tracce), dalla demo "Ready To Burn" del 2002 (le 2 successive), più il
brano dal vivo già citato mai inserito in precedenti lavori.
Si parte con "Believe In The Power Of Rock", un brano trascinante
che racchiude in sé il pensiero classico che anima il quintetto in
questione; niente sconti, i cliché propri del genere di riferimento ci
sono tutti, nessuno escluso. "The Couht Has Risen From The Grave" non
potrà non farvi anche solo pensare di sfuggita agli Iron Maiden, di cui
vengono ripresi, senza troppo badare a farli realmente propri, riff ed
impostazione del brano in toto. Di certo la composizione seguente
risulta maggiormente convincente; "Valley Of The Kings", dagli echi e
dal sapore rivolti all'oriente, uniti ad una vena che si potrebbe
facilmente accostare al filone thrash metal. "The Curse Of The Wolf" e
"Ready To Burn" appartengono ad un passato più remoto del combo, che a
differenza di quanto si potrebbe immaginare, sembra decisamente più
compatto e sicuro delle armi a propria disposizione rispetto che nei
primi 3 brani; non ci sono sorprese, le principali ispirazioni
rimangono le più classiche immaginabili, ma come detto, nel complesso
risultano convincenti. "Kiss My Ass" chiude in sintonia col lotto, con
un colorito testo riferito a certe esperienze negative a livello
musicale per le quali la band è transitata in passato.
Di certo strapperà più di un sorriso la marcata pronuncia inglese
macchiata di tedesco che traspare nel corso dell'opera; vi basterà
ascoltare il refrain di "Believe in the Power of Rock" o di "The Curse
Of The Wolf" per capire di cosa sto parlando, alla stregua di quelle
pronunce piuttosto "italianeggianti" che i metalheads nostrani erano
soliti udire nel corso degli 80s e prima metà dei 90s dai gruppi che si
avvicinavano al genere nella nostra penisola così assuefatta dalla
musica popolare.
Se proprio mi si chiedesse quale metà salvare, non avrei molti
dubbi sullo scegliere la prima, essendo grazie ad essa che il voto
finale impenna e l'impressione generale è decisamente positiva, ma sono
pur sempre sicuro che uno strenuo defender si sentirebbe in dovere di
smentirmi riguardo ai navigati Metal Witch, che come traspare dalle
parole spese, non mi hanno del tutto convinto con la prova di ambedue i
demo riportati all'interno di questo split album.
Non resta che consigliare l'acquisto a quanti non possono fare a
meno di thrash ed heavy classico, fermo restando che il merito del
suggerimento va in particolare ai Vindicator; tuttavia, qui potete
trovare due esempi di come i due generi vengano tutt'ora concepiti ed
applicati nelle proprie regole fondamentali da appassionati per
appassionati, cosa chiedere di più?
(PaulThrash - Novembre 2009)
Voto Vindicator: 7.5
Voto Metal Witch: 7.5
Contatti:
Sito Vindicator: http://www.myspace.com/savindicator
Sito Metal Witch: http://www.myspace.com/metalwitches
Sito Slaney Records: http://www.myspace.com/slaneyrecords