VILLAIN
Only Time Will Tell
Etichetta: Relentless Records (recensita la ristampa della Cult Metal Classics)
Anno: 1986
Durata: 45 min
Genere: Power Americano
Anche se potrebbe risultare scontato e banale non posso che dedicare questa recensione al mai dimenticato Carl Albert, cantante che dopo aver militato in due leggendarie cult metal band come Ruffians e Villain, esordì nel 1988 con i Vicious Romors dando alle stampe l'indispensabile "Digital Dictator" e marchiando a fuoco con la sua stupenda voce i dischi a seguire dei Rumori Viziosi fino a "Words Of Mouth", per poi spegnersi nel 1995 in tragiche circostanze.
"Only Time Will Tell" è il titolo del primo e unico lavoro dei Villain, nonché uno dei cinque vinili più rari e costosi che il metal abbia mai partorito. Se anche voi come me non siete disposti a spendere 550 euro per l'LP originale vi consiglio caldamente di tuffarvi immediatamente nella ricerca di una delle 700 copie in vinile (oltre alle 700 in CD) che la Cult Metal Classics ha ristampato recentemente. L'alone di leggenda che aleggia intorno a questo disco, considerato all'estero un'indispensabile esempio di power metal americano, un gioiello di immane valore artistico, ha fatto sì che la mia ricerca verso questa ristampa (esaurita poco dopo l'uscita) diventasse quasi una ragione di vita.
Purtroppo dopo il primo ascolto la delusione è stata grande, anzi grandissima. Come spesso accade, la fama leggendaria che ricopre questi pezzi rari è data solamente dalla loro scarsa reperibilità e non dall'effettivo valore artistico. L'iniziale "Kamikaze" mi aveva fatto ben sperare, una classica power song made in U.S.A. graziata dall'ugola del grande Albert, con un ritornello forse un po' scontato ma di sicuro impatto. Buonissima "Only Time Will Tell", un mid tempo classicamente americano dove si possono notare alcuni richiami ai Metal Church più cadenzati. Da questo punto in poi il livello diventa altalenante, alternando pezzi più che sufficienti ad altri decisamente mediocri come del caso della cover dei Queen "Tie Your Mother Down", metallizzata quanto volete ma assolutamente fuori luogo in un contesto come quello che i Villain voleva proporci. Carine "Hungry For Glory" e "Don't You Forget It", due classiche power song anni '80 che comunque non giustificano il fanatismo che soprattutto in Gemania regna intorno a questo lavoro, osannato fino all'inverosimile.
Analizzandolo per quello che è, "Only Time Will Tell" risulta essere un piacevole esempio di heavy metal vecchio stampo valorizzato dall'ugola di Carl Albert, che con la sua presenza giustifica un'eventuale vostro acquisto, consapevoli che "Digital Dictator" è tutta un'altra storia.
(Stefanungol - Luglio 2003)
Voto: 6
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Sito Cult Metal Classics: http://www.cultmetalclassics.com/