VICTIMIZER (NLD)
Tales Of Loss And New Found Serenity
Etichetta: Deity Down Records
Anno: 2010
Durata: 45 min
Genere: black/death metal con influenze thrash
La biografia che accompagna questo CD inizia così: "I Victimizer
suonano metal. Death, black, thrash, senti quello che vuoi sentire. A
loro non importa ed è sempre stato così dal 1996". In realtà, secondo
me la componente black prende il sopravvento, ma è altresì vero che c'è
una notevole dose di death metal nello stile del gruppo olandese. La
vena thrash, invece, è posta in secondo piano, pronta ad emergere
giunsto in qualche circostanza.
Come avrete notato leggendo sopra, si tratta di un gruppo che è
sulla scena da parecchio tempo. Bisogna però attendere il 2003 per
vedere realizzato il primo album, intitolato "Divided As One",
autoprodotto. In precedenza, comunque, si era messo in luce suonando
concerti in compagnia di grossi nomi, quali Disharmonic Orchestra,
Asphyx, Last Days Of Humanity, Death Squad e Altar. Seguirono anni
travagliati, nei quali la formazione mutò spesse volte, fino a
stabilizzarsi con l'arrivo del singer Niels Feekes. Il 2007 fu un anno
cruciale per il gruppo: da un lato, la soddisfazione di pubblicare l'EP
"The Spiral Down"; dall'altro, la dipartita del chitarrista fondatore
Sacha Soute, dovuta a seri problemi di salute che gli hanno impedito di
continuare la sua avventura con i compagni. A seguito di ciò, la
canzone "For What Matters Now", l'ultima alla quale Sasha ha
collaborato, ha assunto un significato speciale per la band.
Dopo qualche concerto accanto a Entombed, Hail Of Bullets e altri
ancora, i Victimizer riuscirono ad ottenere un contratto discografico
con la "Deity Down Records", per la quale è uscito da poco questo
"Tales Of Loss And New Found Serenity".
Come detto in apertura, il gruppo propone un black/death metal
ricco di contaminazioni, tirato ma al contempo melodico. Per dare
un'idea, immaginate uno stile molto alla maniera svedese, tra Dawn, The
Crown e Unanimated, ulteriormente esasperato e infarcito di riff death,
dotato di un dinamismo nettamente superiore, cantato con un growl
potente e cattivo e, infine, con l'aggiunta di qualche riff dal sapore
thrash. Nonostante i Victimizer prediligano soluzioni veloci, troviamo
anche alcuni mid tempo massicci, in stile death, qualche tempo dispari
e, occasionalmente, dei fraseggi tecnici (prendete l'inizio di "Past
The Eulogy", che sa molto da Necrophagist). Generalmente i Victimizer
riescono ad amalgamare alla perfezione stili diversi. E' tuttavia
evidente che certi brano suonano più death metal ("Left Unsung", "To
Preserve From Precipice"), mentre altri sono indubbiamente black (in
particolare "Reunited For Eternity", "Past The Eulogy").
Si tratta di brani di media lunghezza, che non spiccano in quanto
ad originalità e complessità. C'è un buon numero di cambi di tempo, è
vero, ma sono tutti articolati in maniera piuttosto semplice, non ci
sono quasi mai tecnicismi esasperati. Le carte vincenti giocate dal
quintetto sono la grinta (non c'è una sola canzone che conceda un
briciolo di tregua all'ascoltatore), la capacità di comporre melodie
intriganti, che potrebbero attirare anche chi non ascolta
quotidianamente metal estremo (ma con questo non intendo dire che si
tratta di uno stile commerciale), e la bravura nel non scadere nel
banale, anche senza avere un'approccio originale.
Stiamo parlando di sonorità moderne, ma che mantengono una sorta
di naturalezza che non guasta affatto. Per quanto possano essere
talvolta insistenti, le melodie non stancano, probabilmente perché la
veemenza del gruppo riesce ad ammutolire anche i più scettici.
Impressionante la velocità e la precisione con cui il batterista Romeo
Gerrits conduce i compagni, anche loro abili nel comporre brani
d'impatto, tecnici al punto giusto.
In certe occasioni le canzoni assumono dei contorni davvero
particolari, quando la carica espressiva delle melodie raggiunge il
culmine e si sposa alla perfezione con la brutalità scaturita dalla
sezione ritmica e dalla voce. Mi riferisco, in particolare, a "Bodhi's
Lyric", all'inizio devastante e in seguito contraddistinta da un
arrangiamento che mi ricorda i primi Amorphis. A parere mio, questa
traccia rappresenta l'apice compositivo raggiunto dal gruppo.
Molto buona la registrazione, potente ma non esageratamente
raffinata, così come il missaggio. L'impatto è garantito, specialmente
per quanto riguarda la batteria.
Se posso muovere una critica al gruppo, recriminerei sul fatto che
l'album, col passare degli ascolti, si conferma come un prodotto di
valore, ma non regala nuove emozioni -non si rivaluta, per così dire-.
Anzi, ad essere pignoli si iniziano ad intravedere alcuni momenti non
proprio brillanti, nei quali la scarsa originalità, unita ad
un'ispirazione modesta, si fa sentire un po' troppo.
Al di là di queste recriminazioni, "Tales Of Loss And New Found
Serenity" è un buon prodotto, che stupisce per intensità e impatto. Un
ascolto -e magari anche qualcosa di più- è quasi obbligatorio per i fan
del metal estremo.
(BRN - Marzo 2011)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Victimizer (NLD): http://www.victimizer.nl/
Sito Deity Down Records: http://deitydownrecords.com/