VICIOUS RUMORS
Word Of Mouth

Etichetta: Rising Sun
Anno: 1994
Durata: 48 min
Genere: heavy/power metal


Come ben si sa i primi anni novanta non furono certamente i migliori per l'heavy metal. Erano gli anni del grunge e delle contaminazioni e c'era un gran fermento nelle scene più estreme come death e black, per non parlare del nascente movimento prog metal lanciato letteralmente in orbita dal secondo disco dei Dream Theater o dell'esplosione dei Pantera; il metal di derivazione anni '80 quindi era stato messo un po' in disparte sia dai giornali che da buona parte del pubblico.
Come ho detto in altre recensioni io ho adorato certe cose prog metal, mi piacevano e mi piacciono un sacco Soundgarden, Pearl Jam, Faith No More e compagnia bella, ma non posso certo dire - sarebbe un grave errore - che la qualità di certe uscite in campo heavy metal fosse "bassa": pensiamo ai gruppi storici come Judas Priest o ai Saxon ("Painkiller" e "Solid Ball Of Rock" uscirono alla fine del 1990) o all'incredibile ascesa del movimento tedesco (Gamma Ray, la rinascita dei Grave Digger, la conferma dei Running Wild, il successo dei Rage ecc.). Dall'altra parte dell'oceano non erano certo messi male in quanto a qualità, basti pensare ai grandissimi Savatage (che con la svolta di "Gutter Ballet" e "Streets" persero però un po' di pesantezza), all'eccellente "Simbol Of Salvation" degli Armored Saint o a gruppi come Metal Church e Vicious Rumors. Ecco, Metal Church e Vicious Rumors, il power metal, come veniva definito all'epoca...

Lasciamo da parte la chiesa metallica e parliamo dei Vicous Rumors, gruppo sicuramente sottovalutato nel corso della loro carriera (negli ultimi anni un po' in declino, almeno dal punto di vista discografico). Nel 1991 avevano dato alle stampe il grande "Welcome To The Ball", ottimo esempio di metal americano con grandi pezzi quali "You Only Live Twice", "Savior From Anger", "Abandoned" ecc. Un disco bellissimo - anche a diciotto anni di distanza - che ottenne come prevedibile ben poca considerazione. Ma i Vicious Rumors continuarono per la loro strada, cambiarono bassista e si ripresentarno nel 1994 con "Word Of Mouth".
Un disco valido, diverso dal precedente e un po' più al passo coi tempi per quanto riguardava la produzione (curata da Micheal Rosen), il suono era infatti più moderno e grosso, nelle intenzioni forse più cattivo... anche se siamo lontani dal processo di "panterizzazione" che colpì molte band (qualcuno ha detto Jag Panzer?!)...

Il disco si apre alla grande con "Against The Grain" che, introdotta da un breve giro dal sapore quasi country, mette subito in chiaro quali sono le intenzioni del gruppo, ovvero riffing veloce e cattivo, cantato potente e sezione ritmica che pompa a più non posso. Siamo ai limiti del thrash in certe scelte, la strofa arpeggiata è invece un vero e proprio marchio di fabbrica. Ottimi alcuni interventi di chitarra e ben congegnati stacchi e break improvvisi. Insomma un'ottimo pezzo d'apertura bissato dal leggermente inferiore "All Right Reserved", potentissimo nel riffing e monolitico in certe soluzioni. Le chitarre di Geoff Thorpe e Mark McGee ci danno dentro che è un piacere, sciorinando assoli e rifiniture a getto libero.
"The Voice" è una bella canzone, che gioca sull'alternanza pulito/distorto e la seguente "Thinking Of You" risulta invece un autentico macigno, pesantissima nel riffing e nell'incedere.
"Thunder & Rain", divisa in due parti, è dedicata all'amico Chriss Oliva dei Savatage scomparso l'anno pecedente in un incidente automobilistico. Molto bella, con un Carl Albert veramente ispirato.
"No Fate" apre il secondo lato e anche qui siamo ai massimi livelli, un mid tempo potente ed elaborato, ben cesellato dai chitarristi e dotato di un chorus sicuramente orecchiabile ma non pacchiano.
In "Sense Of Security" si raggiunge l'apice della velocità, un'autentico tripudio di doppia cassa, interroto solo da un'apertura centrale che permette di respirare e gustare il buon lavoro degli affiatatissimi Geoff Thorpe e Mark McGee.
"Dreaming" mantiene fede al titolo, almeno nella sua "sognante" parte iniziale mentre "Building #6" viaggia tra arpeggi ipnotici e riffing serrato. Non bellissimo il chorus mentre i soli sono sempre ben suonati e interpretati e Albert continua a deliziarci con la sua voce dalle mille sfumature.
Ultimo pezzo l'ottimo "Mynistry Of Fear" (l'advanced tape rilasciato al tempo dalla Rising Sun lo segnalava come "Ministry Of Fate"), Vicious Rumors al 100% e con questo ho detto tutto. Ben costruito, veloce, creativo... gran pezzo insomma!
Chiusura vera e propria affidata ai neanche due minuti dell'acustica "Music Box".

Era difficile nel 1994 tornare dopo tre anni e far finta che, musicalmente, non fosse accaduto niente. I Vicious Rumors tornarono più moderni, ma non troppo. O meglio all'epoca qualcuno storse il naso per quella che sembrava una sorta di tradimento, riascoltato oggi... mah, un certo cambiamento ci fu, sopratutto nella produzione, ma l'impronta del gruppo era comunque ben tangibile.
A me sembrò un disco di transizione e sono ancora oggi convinto che lo fosse, almeno nelle intenzioni. Purtroppo i passi successivi del gruppi non furono "centrati" al 100%, diciamo così...
Quel che è certo è che sen era quasi impossibile ripetere un disco come "Welcome To The Ball", bisogna riconoscere comunque che il gruppo fece un buon lavoro.
Un album spesso snobbato e sicuramente da rivalutare per gli appassionati, anche se chi non li conosce farebbe bena a partire dai precedenti.
La nota dolente a margine di questa recensione è che "Word Of Mouth" fu anche l'ultimo capitolo inciso dal grande Carl Albert che nel 1995 fu coinvolto in un incidente automobilistico e perse la vita. Di lui si è sempre parlato poco, forse perchè era uno "poco fumo e molto arrosto", ma anche in questo album dava ampia dimostrazione di essere uno dei migiori e più caratteristici cantanti per quanto riguarda un certo tipo di heavy metal.
(Linho - Dicembre 2009)

Voto: 7.5


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