VESEN
Ugly

Etichetta: Art Music
Anno: 2005
Durata: 46 min
Genere: thrash metal e non solo


I lettori di Shapeless avranno notato ormai l'attenzione che sto dedicando alla scena thrash norvegese. Cresciuta all'ombra del black metal, si è sviluppata in maniera autonoma e, a poco a poco, ha raggiunto un livello di tutto rispetto. Gli ultimi anni, soprattutto, hanno fatto registrare un'impennata qualitativa, con la nascita di giovani band ricche di talento: gli Audiopain, ad esempio, ma anche i Blood Tsunami. E questi Vesen. Nati alla fine del 1998 col nome di Svarte Faen, da un'idea di Thomas Ljosåk (chitarra, voce) e Dag Olav Husås (batteria), hanno dovuto aspettare sino all'anno successivo per pubblicare un demo: "Ilddåp". Questo lavoro ha messo in evidenza tutti i limiti e l'inesperienza del gruppo, appena ribattezzatosi Vesen, allora dedito al black metal. Limiti parzialmente smussati al traguardo del secondo demo, "From The Sickest Minds", datato 2001. Purtroppo, nonostante l'inserimento di sezioni gothic, anche questo lavoro non è stato ben accolto dalla critica. Il gruppo ha deciso quindi di dare una svolta decisiva al proprio stile, dedicandosi al genere che i musicisti sentivano più loro: il thrash metal. "Disturbance", pubblicato nel 2002, ha rappresentato il primo passo verso la giusta direzione. I Vesen, consci della mossa azzeccata, si sono quindi esibiti in svariati concerti, in compagnia di Behemoth, Susperia, Audiopain, Chton e altri. Ritornato in studio per registrare un nuovo demo, il gruppo ha vissuto un periodo di difficoltà. Alla fine della fiera, la formazione è passata da cinque a quattro elementi, ma questo non ha impedito di pubblicare, nel luglio del 2003, "Masterpiece". La critica, questa volta, ha plaudito la maturazione del gruppo.
"Ugly" è il loro album di debutto. Registrato ai Fias Co Studio sotto al supervisione di Sverre Dæhli (Audiopain), il CD gode di una buona qualità di registrazione. La formazione vede, oltre ai fondatori Ljosåk e Husås (batteria), Ronny Østli (chitarra, voce) e Kenneth Solbø Andersen (basso). Østli suona con Husås anche nel gruppo avantgarde Smile Carved Sour. Alla registrazione dell'album, hanno partecipato svariati ospiti, che citerò nel corso della recensione.
La copertina è verdastra, sporca e sembra raffigurare un cervello. Il libretto, di due pagine, contiene i ringraziamenti.
Il CD è aperto, sorprendentemente, da una melodia delicata. Il titolo è tutto un programma: "Calm Before The Storm". Infatti, dopo appena un minuto di calma, ecco il suono inasprirsi: è l'inizio di "Taste My Disease", un attacco thrash violento e dai suoni marci! La voce, urlata ma al tempo stesso melodica -tipo quella di Tom Araya- ci sta a pennello. Penso sia una novità in casa Vesen: nel demo "Masterpiece", le vocals erano principalmente black. I riff sono taglienti, e le chitarre danno dimostrazione di una grande creatività. La ritmica è spaccaossa, nella migliore tradizione del thrash. Anche il brevissimo assolo di chitarra, ad opera come tanti altri dell'ospite Stian Kråbøl, non si allontana dai canoni del genere. Col procedere del brano, le vocals si fanno più graffianti, e la ritmica più cadenzata. Ad un certo punto l'impatto sembra scemare, a causa di alcune sezioni in arpeggio. In realtà, la traccia si sviluppa in un lungo crescendo, che ripete il tema principale all'infinito. "Taste My Disease" si conclude in maniera meno esplosiva rispetto al suo inizio, in un'atmosfera di sensibile oscurità.
"Hate" parte come una coinvolgente cavalcata thrash. La voce è un digrigno black. Il riffing è nervoso, ed i musicisti si dimostrano molto bravi nell'interpretare le loro parti. Non che la struttura di questo brano sia particolarmente complessa, ma gli artisti ci mettono grinta da vendere. I Vesen però amano sorprendere: ecco partire un assolo molto melodico, inaspettato e lontano anni luce dagli standard del thrash! Siamo più sui territori del rock, tanto per dare una definizione vaga! La traccia però ritorna subito a farsi più inquietante: il coretto che urla "Hate! Hate!", non può che fare il suo figurone dal vivo! Bella traccia!
Ecco ora un brano più datato, già apparso nel demo "Masterpiece": "Idolatry Of The Flesh". L'inconfondibile attacco di batteria inietta altro fuoco nelle vene dell'ascoltatore! Questa canzone tende decisamente più al black (non sfigurerebbe in un album dei Disiplin). La struttura è semplice, ma l'esecuzione è pesantissima. Adoro questa traccia! Rispetto alla versione su demo, le chitarre si sono fatte più sporche ed il cantato è, a parer mio, meno potente. Rimane comunque un ottimo esempio di ciò che i Vesen sanno fare! Meno thrash del solito, sebbene non manchino cadenze di quel genere!
Anche "Masterpiece" è tratta (ovvio) dal demo precedente. Il riff iniziale è di quelli killer! Rispetto alla versione originale, il suono è più pieno e le voce gridata ha preso il posto del digrigno black. Ecco, stilisticamente le vocals possono essere comparate a quelle di "Taste My Disease". "Masterpiece" è uno dei brani nei quali il thrash è espresso nella sua forma più pura! Ideale per i nostalgici, ma anche per tutti quelli che amino scatenarsi in folli headbanging! Diretta e priva di fronzoli: perfetta.
Ecco ora la title-track! In questa traccia canta Ausslavia, ospite d'eccezione, all'epoca delle registrazioni ancora nei Disiplin. Si tratta di un mid-tempo marcio, dalle tonalità piuttosto oscure. L'incedere è pesante e goffo. Una caratteristica inedita per il gruppo norvegese, accentuata ancor di più dalla presenza di un cantante diverso. E' l'ennesima riprova che dai Vesen ci si può aspettare di tutto! Con il vantaggio che il loro songwriting è sì eterogeneo, ma ogni canzone è accomunata da uno stile inconfondibile!
"War", nonostante il titolo banale, segna il ritorno del quartetto al thrash più sanguigno! Naturalmente, la musica è il solito crogiolo di influenze. Tutto però è tradotto nel linguaggio dei Vesen: grinta, riff vincenti e ritmica trascinante!
Meno lenta e più nevrotica, è la successiva "Collapse". La fluidità del ritmo è stoppata da diverse irregolarità ritmiche. Inoltre, l'elemento black è più evidente: il suo virus infetta una struttura metal atipica. Bella la coda melodica finale.
Accordi di chitarra acustica, aprono la vera sorpresa dell'album: "The Harmony", una canzone lenta e melodica, interpretata dalla bella voce dell'ospite Stian Sandersen. Questo individuo, ex Vesen ed ora negli Abzintas, è accompagnato nella sua esibizione da Annette Gulbrandsen, cantante degli Aphelion. Dove sia finito il thrash, è difficile dirlo! Ritengo comunque che il non porsi limiti espressivi, porterà i Vesen molto lontano. A meno che, col passare del tempo, non rendano ancora più eterogeneo il loro stile, col rischio di diventare dispersivi! Si tratta, né più né meno, di una traccia goticheggiante. Dalle note si evince che parte dei riff siano stati composti da Erilaz, un altro ex-membro dei Vesen.
Ecco ora il gran finale: "See You In Hell". Un altro titolo abusato, ma che non può mettere dubbi in testa all'ascoltatore! Si tratta di puro, fottutissimo thrash! Ideale per lasciarsi andare, per sentire il metal scorrere nelle proprie vene! Ogni tanto è salutare staccare da intellettualismi vari o atmosfere troppo sofisticate. No! Puro e semplice impatto, seppur nobilitato da un genuino talento nel songwriting, e dalla volontà di non essere banali!
Terminata la track-list ufficiale, ecco partire improvvisamente un arpeggio di chitarra. E' la ghost track di "Ugly". Si sentono parecchi effetti sonori. Il CD termina così, misteriosamente.
Cosa dire in conclusione? Beh, che i Vesen promettono molto bene! Si sente che il loro songwriting è naturale, a buona pace della coerenza. Forse dovrebbero focalizzare un pochino di più la proposta musicale, ma già così hanno pubblicato un ottimo prodotto! In futuro potranno fare sfracelli, se non dovessero involversi. Vesen: l'ennesima buona realtà di questa formidabile scena thrash norvegese!
"Ugly" può essere acquistato presso il sito della Duplicate Records (http://www.duplicate-records.com) o quello della Vendlus Records (http://www.vendlus.com/).
(Hellvis - Settembre 2005)

Voto: 8


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