VERZIVATAR
In The Shadows Of Sombre Clouds (MCD)

Etichetta: Old Temple Records
Anno: 2008
Durata: 30 min
Genere: black metal


Nulla so di questi Verzivatar, tranne che vengono dall'Ungheria, da Budapest in particolare ma questo lo deduco dal myspace. La mente del progetto è Elzeril, che si occupa di tutto e che si avvale della collaborazione di Khrul alla batteria. Musica e testi sono di Elzeril. La copertina dell'album è nera e grigia, ed anche le foto ritraenti delle foreste (credo) sono in bianco e nero. Bisogna dire che questo lavoro è già stato pubblicato dalla Folterkammer,sotto forma di demo. Unica altra traccia è uno split del 2007 con un'altra band ungherese ed una statunitense.
Quattro sono le tracce di questo MCD dedito ad un black metal più tradizionalista che mai, per un totale di mezz'ora di musica.
Partiamo subito con la prima traccia, "Sadness Of The Night Forest". Scream malatissimo ed acutissimo che accompagna un ritmo veloce, composta da una chitarra non molto chiara. Riffs ripetitivi al massimo composti secondo vangelo del black si susseguono veloci e deprimenti.
"Melancholic Dead Dreams" (che titolo ottimista) ha un inizio più blando, con le solite urla malatissime. Sa molto di depressive black metal questa traccia, paragonabile a quelle dei cechi Trist o dei lituani Svartthron. Tutto coincide: ritmo lento e depressivo, chitarra minimale al massimo e cantato intollerabile all'orecchio dell'ascoltatore medio. Ritmo che cala costantemente, raggiungendo quasi una melodia tristissima e ritornando all'inizio della traccia. Nove minuti che da un lato possono sembrare eterni per la ripetitività del genere ma che invece sembrano passare in un attimo.
"Walking Through The Empire Of Eternal Snow" è una strumentale che inizia con folate di vento per scatenare al massimo una chitarra velocissima. Ancora rumori di vento e chitarra stavolta più lenta. Davvero bei riffs black si susseguono velocissimi. Questa traccia è tutto un cambio di tempo: rumori del vento-velocità-rumori del vento-lentezza e si ricomincia. Senza dubbio la parte veloce prende i meriti perchè rispetta in pieno i canoni del genere. Siamo giunti così all'ultima traccia di questo MCD, "Caducous Riverside Shadows", la più lunga del disco.
Ripèrende lo stile depressive della seconda traccia: anche qui molti sono i cambi di tempo, chitarra incazzatissima e batteria che tiene abbastanza bene il ritmo.
Ripetitivo fino all'ossessività, solo i cambi di tempo variano la canzone che altrimenti risulterebbe un po' troppo monotona anche per questo genere.
È sicuramente un buon punto di partenza questo MCD, che rispetta la tradizione minimalista del black con pennellate di depressive qua e là. Certo, non è consigliabile ad orecchie leggere perchè è un disco di non facile ascolto anche per il genere proposto. La produzione non è granchè ma sicuramente nella media di questo tipo di produzioni, quindi non si può considerare un vero e proprio difetto. Il difetto che danneggia questo quadro positivo dell'album è l'originalità. Purtroppo di album sullo stile di questo ce ne sono a bizzeffe e quindi per qualcuno potrebbe essere semplicemente un disco in più. Però ciò non rende giustizia alla verità dei fatti, perchè la qualità si vede, soprattutto in vista di un album futuro. Una cosa è certa, la Old Temple non è un'etichetta sprovveduta e se ha deciso di dare una possibilità a questo progetto un motivo ci deve essere. Per cui voglio dare fiducia a questi Verzivatar. Assolutamente da avere per i fans del black più scarno e tradizionalista, ed anche quelli che amano sonorità depressive non rimarranno delusi. Tutti gli altri possono provare ad accostarsi ai Verzivatar, ma come già detto la proposta musicale è adatta solo ai già citati fans.
(Kaiser Zar Luka - Dicembre 2008)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Verzivatar: http://www.myspace.com/verzivatar

Sito Old Temple: http://www.oldtemple.com/