VERMINOUS
Impious Sacrilege

Etichetta: Xtreem Music
Anno: 2003
Durata: 31 min
Genere: death metal svedese


Dopo aver registrato un demo e un mini sotto il nome di Delve, i nostri cambiano monicker in Verminous, fanno uscire un 7" e poi quest'album, costituito da 9 canzoni senza dubbio ben fatte, coese, incazzate nere e trascinanti. Tutto questo in due anni.
Un'intro di piano carica di tensione (con tanto di frasetta registrata al contrario) si fa seguire dalla partenza della velenosissima "Spawn Of Satan's Curse", che dà le coordinate per tutto il resto del disco, relativamente "vecchio" stampo sì, ma non certo nostalgico né evitabile, anche se è chiaro che non sconvolge assolutamente nulla.
Sostanzialmente vedo i Verminous come dei Dismember con melodia quasi zero (e quando c'è è malvagia), molta più violenza, riff più articolati e tagliuzzanti, molto più pestaggio in velocità, e una dose di efferatezza parecchio Slayeriana. Insomma molto più estremi.
Con questa versione promo non mi sono stati forniti i testi, ma dai titoli, da un paio di frasi parlate stile confessione serial killer fuori di testa, e da quel poco che ho capito dallo screaming del cantante, le tematiche dovrebbero essere sataniche. In effetti questi particolari (a cui si deve aggiungere la bella copertina "madonna col bambino") potrebbero far pensare a gruppi come Deicide, ma musicalmente i Verminous non evocano scenari solfurei, né soprattutto appartengono alla scuola americana, anche se dei piccoli rimandi ci sono. Devo dire che basterebbe molto poco ai Verminous per approdare ad immaginari più gore (un suono di chitarra leggermente meno swedish, delle vocals ultragutturali e il gioco sarebbe praticamente fatto), mentre la blasfemia non viene comunicata almeno musicalmente.
In questo disco non c'è molto di cui parlare in modo negativo, se non fosse per l'assenza totale di variazioni, da una song all'altra, della formula del gruppo (sufficientemente personale); onestamente questo potrebbe rompere le palle anche a chi si nutre quotidianamente di musica simile, va quindi da sé che sconsiglio l'acquisto di "Impious Sacrilege" a chi non ha ancora a casa tutti i classici del death più corrosivo. Per il resto, chitarre e basso tirano su un macello bastardo che è un piacere (i riff sembrano spuzzi di acido lanciati su un bambino), il drumming è letteralmente indiavolato, infine le vocals raschiano bene e coinvolgono un sacco aiutando a creare nelle canzoni una ritmicità in un certo senso "easy" e di sicura presa (per chi è abituato ad ascolti in questo settore). In più c'è questo feeling estremo e perverso che personalmente adoro quando riesce così bene... e mi consola che i Verminous vengano dalla Svezia, data la quantità di gruppi in ultima analisi inoffensivi che ha sfornato recentemente questo paese.
Sono convinto che questo disco avrebbe avuto un potenziale commerciale enorme (nel suo settore), se solo la produzione fosse stata tutta lustra, con 800 chitarre per canale, 62 voci in contemporanea, cassa triggerata col suono di un M16 e rullante tipo raffica di MP5... beh per fortuna non è così per quest'album eheh. Amanti dell'underground fatevi sotto.
(bist - Agosto 2003)

Voto: 7


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