VEHEMENT
All That's Behind
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 46 min
Genere: thrash metal
Chi è addentro al panorama underground nostrano, non potrà di certo
smentirmi se mi rivolgo al Veneto come una delle regioni della nostra
penisola più produttive e valide a livello heavy metal, per quasi tutte
le tipologie di generi. Eccovi un altro esempio di quanto affermato
finora, ovvero i veronesi Vehement, quartetto dedito ad un thrash metal
dalle forti tinte moderne, ma comunque ancora saldamente ancorato agli
stilemi e a certi soluzioni decisamente old school. "All That's Behind"
è l'esordio discografico del combo, che forte di una produzione
decisamente al di sopra della media, cerca a denti stretti di
fuoriuscire dall'anonimato; il CD è stato autoprodotto proprio nel 2008
in un numero limitato di copie, ma ciò non toglie che la band sia
comunque alla ricerca di un contratto discografico, e seppur lo
ribadirò, se lo merita decisamente tutto.
Sono dieci le tracce che compongono "All That's Behind", per un
totale di tre quarti d'ora di buona musica, sempre indiavolata e mai
banale, che fonda la propria "filosofia di pensiero" sull'impatto dei
brani; non troverete cali di tensione, e l'obiettivo principale che
esce allo scoperto è quello di voler spingere sull'acceleratore fino
all'ultimo secondo. Non mancano partiture ragionate, anzi, se ne
trovano in quasi tutti i brani, ma anch'esse non cedono terreno e
gridano a gran voce la violenza sonora dei quattro ragazzi. Volessimo
utilizzare un metro di paragone, credo che la penultima fatica dei
veterani Testament, "The Gathering", possa essere un'ottima definizione
di quanto i Vehement sono riusciti a ricreare col loro primo
full-length.
"All That's Behind" si apre con "Al Suelo Todo El Mundo", intro
strumentale a coronare la cronaca di un golpe, per lasciare spazio a
"The Slow Drowning of Morality", molto ultimi Nevermore
nell'impostazione, che pur non muovendosi su tempistiche
particolarmente elevate, riesce comunque a mietere vittime. La
titletrack dell'album è forse la punta di diamante, nella quale si può
riassaporare quel gusto di thrash anni'80 di cui si è parlato in
precedenza, e le seguenti "Preachers of Warfare" e "Mask" sono
improntate nella medesima maniera, ma decidono di puntare su ritornelli
più facilmente assimilabili. "Slaughter-House of Parliament" è una via
di mezzo fra i mid-tempo di casa Slayer (leggasi "Season in the Abyss",
"South of Heaven", "Mandatory Suicide"...) e la vena moderna dei
Vehement, mentre la successiva "Memento Mori" preferisce ispirarsi alla
scena thrash teutonica, sancita dalla immediatezza del brano stesso.
Mix delle influenze citate le seguenti "High Blood Pressure" e "No
Reason To Fight For", mentre la conclusione della fatica è affidata a
"The Art of Oppression", strumentale che vede l'alternarsi di amici
della band all'interno del brano, i quali si cimentano in quattro
differenti partiture soliste, per poi lasciare spazio ad una "ghost
track" dall'impronta speed, che risulta uno degli episodi meglio
riusciti di "All That's Behind".
Molto interessanti tutti gli spunti solisti contenuti in "All
That's Behind", e a costo di risultare scontato, è sempre un bene
sottolineare come l'esecuzione sia pressoché ottima in tutte le sue
sfaccettature; forse potrebbe risultare monotona a lungo andare la
prova vocale di Michele Cordioli, presente nell'album nella doppia
veste di cantante e bassista, ma questo per chi non è particolarmente
avvezzo al genere... infatti dimostra potenza e urla la rabbia per
tutta la durata, rabbia sancita anche dai discorsi impegnati che
caratterizzano tutte le liriche dei brani.
In conclusione, un album decisamente interessante e prodotto
professionalmente, che merita per davvero non solo l'attenzione dei
soliti addetti al lavoro (sempre impegnati nella scoperta di nuove ed
interessanti formazioni) e di quei pochi strenui cultori
dell'underground nostrano, ma anche un contratto che valorizzi le
potenzialità di una band che ha dimostrato e sicuramente dimostrerà in
futuro le sue doti, sia a livello di songwriting che di serietà nel
porsi nei confronti della propria musica... ascoltare per credere, e
supportare!!!
(PaulThrash - Novembre 2008)
Voto: 7.5
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Sito internet: http://www.vehementweb.com/