VEDONIST
Awaking To Immortality

Etichetta: Trinity Records
Anno: 2006
Durata: 37 min
Genere: death metal


Dalla Polonia, vera miniera d'oro per il death metal, ecco arrivare questi giovani Vedonist. Dico giovani perché a vederli in foto sembrano davvero dei ragazzini, e poi perché la loro formazione è abbastanza recente. E' infatti il 2002 quando i fratelli Gerhalt e Schroder formano il gruppo, e dopo dieci mesi danno vita al primo demo "The First Scream", che verrà pubblicato dall'etichetta polacca Old Temple sotto forma di split con la thrash band Brainwashed. Le registrazioni dell'album hanno invece inizio nel gennaio 2005, e dopo una sessione di registrazione di 200 ore (!) il disco vede la luce. A dicembre l'etichetta di Hong Kong Trinity Records li mette sotto contratto e così qualche mese dopo ci troviamo tra le mani questo "Awaking To Immoralità".
Questo lavoro è incentrato su un death metal di chiara scuola Schuldiner, anche se con un approccio più violento e, ovviamente, di matrice polacca. Infatti tra le influenze, oltre ai già citati Death, posso citare band polacche come Vader, Dies Irae e, soprattutto, Sceptic, anche se i nostri sono più melodici.
A fare da padrona in questo lavoro è proprio la tecnica: non saremo ai livelli dei Death o, tanto per rimanere in Polonia, dei Decapitated, ma comunque se la cavano davvero bene, soprattutto in fase solista. In fase ritmica non mancano invece grandi richiami al thrash, così come negli Sceptic, a discapito dei classici blast del death moderno.
Grande lavoro anche del bassista, che dimostra un'ottima preparazione tecnica facendosi notare spessissimo con linee indipendenti, e che crea col batterista un gran groove che però non perde mai di potenza.
Veniamo al cantante: spesso in questo genere ci troviamo davanti uno screamer o un growler più "alto", mentre invece Daffy, il cantante, si diletta in un gutturale classico, ispirato molto al Glen Benton degli ultimi lavori di Deicide e Vital Remains.
Venendo alle canzoni, non posso non citare la conclusiva "Anhedonia Society", pezzo di otto minuti in pieno stile Death, con un bellissimo assolo centrale e un finale da brividi: il miglior pezzo del lotto senza dubbio.
Non manca nemmeno una strumentale, "A Moment Of Reflection" (titolo davvero appropriato), che si pone davvero come un ottimo punto di riflessione in mezzo al massacro del CD.
Nell'inizio di "Break Of The Disembodied Altar" invece si strizza l'occhio ai Morbid Angel, con un riff che mi ha ricordato molto "Rapture", a dimostrare che le influenze del gruppo sono molte, e le si scoprono ascoltando pezzo per pezzo. Belli anche la copertina ed il libretto, con tutti i testi.
Se proprio dovessi trovare un difetto potrei dire che alcune strutture potevano essere curate meglio ed essere più scorrevoli, soprattutto nelle prime canzoni, ma questo è un difetto che hanno un sacco di gruppi, soprattutto giovanissimi.
Insomma, disco promosso a pieni voti. Spero di sentir parlare presto di questi ragazzi e, magari, vederli dal vivo in compagnia di qualche "colosso" polacco!
(DanieleDNR - Luglio 2006)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Vedonist: wulgus@wp.pl
Sito Vedonist: http://vedonist.metal.pl/

Sito Trinity Records: http://www.trinityrecords.com.hk/