VASTATOR
Machine Hell

Etichetta: Inferno Records
Anno: 2010
Durata: 54 min
Genere: heavy metal


Niente da fare, questa volta la Inferno Records non ne ha imbroccata una! Dopo i pessimi Witchcurse e i trascurabili Crushing Blow, l'etichetta francese va a pescare addirittura nel sottobosco del Cile per regalarci un po' di sano heavy metal, ma anche qui i risultati non sono certo esaltanti. I Vastator sono una formazione ultra-classica, nata addirittura nel 1986, che va a pescare a piene mani da gente come Iron Maiden (meno), Judas Priest (tantissimo), Mercyful Fate ed Exciter, senza avere le carte in regola per affiancarsi a nomi di questo calibro. Non bastano nemmeno gli ospiti come Metal Mike, il chitarrista di Rob Halford, e Veronica Freeman dei Benedictum a risollevare un lavoro che vive costantemente in quel limbo degli album destinati a scomparire senza lasciare traccia. Ancora una volta le descrizioni sono quasi superflue, visto che la band mette in mostra coscientemente tutti i cliché dell'heavy metal più muscolare, fatto di melodie lineari e d'impatto, velocità, stereotipi a base di metallo, fuoco e fiamme dell'inferno. Naturalmente il cantato è pensato per essere una copia carbone del Rob Halford dei tempi d'oro, ma il povero Sr. Diaz non è all'altezza di un maestro inarrivabile di tale caratura e nemmeno di alcuni suoi epigoni di classe. Oltre a questo, poi, abbiamo una qualità di scrittura altalenante, che risulta abbastanza efficace quando getta alle ortiche ogni velleità artistica e la butta in caciara, mentre risulta assolutamente insopportabile quando si lancia in improbabili sperimentazioni, come l'insostenibile brano conclusivo ("Caleuche") con i suoi 11 minuti che puntano al doom epico risultando solo noioso e pesante. Ben vengano invece delle belle mazzate senza troppe pretese come l'iniziale "Machine Hell", brano thrasheggiante che rispolvera un po' di quella sana cattiveria ignorante che ci fa amare tanto questo genere. Stesso discorso vale per il brano con Veronica Freeman, "The Gods Give No Reply", oppure alcuni episodi in lingua madre come "Combustible En La Sangre" o "El Ultimo Grito En El Infierno", che trovano uno dei punti di forza non solo nello stile diretto e senza fronzolo, ma proprio nell'uso dello spagnolo, forse a causa di una musicalità diversa nelle parole.
Per il resto non c'è molto da aggiungere: non ci sono brani memorabili per tutti i 54 minuti di durata e al limite si riesce a scapocciare un po' qua e là, ma è più un riflesso condizionato perchè, diciamocelo, ancora una volta l'ascolto di un album come questo ha l'unico pregio di far tornare in mente tutta una serie di classici: il risultato è che, ogni volta che ho ascoltato questo "Machine Hell", mi sono ritrovato subito dopo a tirare giù dallo scaffale un "Defenders Of The Faith" o un "Don't Break The Oath", che non mi riascoltavo da tanto. Un po' poco per farsi convincere ad aprire il portafogli e comprare la nuova fatica dei Vastator. Insomma, se proprio non riuscite a vivere senza quotidiane iniezioni di metallo fumante e siete sempre alla ricerca di qualche band che rievochi il sound degli anni '80, allora potrebbe avere qualche interesse per voi una band come questa, per tutti gli altri la musica (metal e non) ha così tante derivazioni e band nuove da scoprire e i Vastator non sono esattamente in cima alla lista.
(Danny Boodman - Maggio 2011)

Voto: 5.5


Contatti:
Sito Vastator: http://www.vastator.cl/

Sito Inferno Records: http://www.inferno-records.net