V.A.R.
15 Years Fast Like Bikila
(7")
Etichetta: Zero Budget Productions
Anno: 2004
Durata: 19 min
Genere: thrash metal incazzato
"Volevo che il mondo sapesse che il mio paese, l'Etiopia, ha sempre vinto con la determinazione e l'eroismo". Con questa frase Abebe Bikila, il primo africano ad aver conquistato una medaglia olimpica, rispose alla domanda sul perché corresse a piedi nudi.
Fatica, abnegazione ed incrollabile passione sono anche le qualità che hanno permesso ai V.A.R. di raggiungere i quindici anni di attività, nonostante tutte le difficoltà che hanno incontrato nel corso della carriera.
Questo gruppo ha infatti cominciato a suonare thrash in un clima di semi-clandestinità a causa del regime totalitario dell'allora Cecoslovacchia. Il metal non era ben visto dai comunisti, sia per la sua natura ribelle sia per la sua provenienza occidentale/capitalista.
Per avere il permesso di suonare occorreva che qualunque gruppo amatoriale avesse un rappresentante ufficiale. Una birreria di Vratislavice decise di assumere questo ruolo, coerentemente alle tematiche "alcoliche" tanto care al quintetto. Ecco che il gruppo assunse quindi il nome di Vratislavice Alcoholic Roar o, più semplicemente, V.A.R.
I numerosi concerti permisero al gruppo di affermarsi tra i fan della musica più dura. Le loro cassette registrate erano un must per i metallari cecoslovacchi del periodo, alla pari di quelle di Master's Hammer, Root, Törr, Arakain, Vitacit, Debustrol e Krabathor.
Caduta la cortina di ferro, nel 1989, non ci furono più limitazioni per i gruppi che volevano suonare metal. I V.A.R. parteciparono con due brani alla compilation "Ultra Metal" della Monitor (1990), in pratica l'equivalente ceco di "Metal For Muthas".
Da allora, i V.A.R. non si sono più fermati. Hanno inciso due demo tra il 1989 e il '90 ("Není Se Kam Skrýt" e "Brutální Chaos"). In seguito hanno pubblicato quattro album: "Personal Destruction" (1992), "Závilost" (1995), "Pod Vodou" (1998) e "Rozdovojen Ale Schopen" (2001). Nel mezzo, tanti concerti (presenze fisse all'Open Hell e al Brutal Assault) e la partecipazione a quattro compilation.
Se i V.A.R. sono abbastanza conosciuti in patria, pochi all'estero li hanno sentiti nominare. A loro poco importa. I cinque musicisti amano bere e divertirsi, suonare ed avere un pubblico piccolo ma che li ami incondizionatamente.
Ciò nonostante, per i quindici anni di attività, hanno voluto incidere un 7" con i rifacimenti in inglese di quattro loro celebri canzoni. Che sia giunto il momento di conquistare l'occidente?
Il vinile è contenuto in un libretto di carta riciclata. In copertina campeggia l'immagine di Abebe Bikila accanto al nome del gruppo e al titolo dell'album. All'interno vi è la storia dettagliata dei V.A.R., la line-up ed i testi. La stampa è in bianco e nero.
"15 Years Fast Like Bikila" è stato prodotto dalla Zero Budget Productions in cooperazione con la View Beyond Records, la Bastard Records e la Radiation Noise Productions. Il tutto in nome dell'underground.
I V.A.R. sono Pavel "Berun" Berger alla voce, Jan "Jeny" Janota alla batteria, Jan "Šnek" Brtko e Martin "Šupy" Šmejc alle chitarre e Jiri "Vycka" Vycítal al basso.
Il vinile è stato registrato allo studio Hacienda tra marzo e aprile 2003. La produzione è discreta.
"Like Bikila" fa capire subito che i V.A.R fanno sul serio. La voce di Berun è incazzata al punto giusto (un misto tra A.C. Wild e Tom Angelripper). La band è molto grintosa: le chitarre urlano riff semplici ma efficaci; la sezione ritmica è implacabile e non perde un colpo. I suoni sono piuttosto moderni e pesanti.
"Split But Capable" è un brano meno veloce del precedente ma tecnicamente più studiato. L'impatto è sempre devastante. E' tratto dall'album del 2001 e, a momenti, scivola quasi nel death: lascio che il lettore immagini la forza d'urto del quintetto da questa mia frase!
"Requiem", nonostante il titolo, non è certo un brano funereo! Anzi, è pregno di cattiveria! I riff sono forgiati nell'ubriachezza più molesta; le vocals sono devastanti. La passione trasuda da ogni nota.
"A Few Words", la traccia conclusiva, suona parecchio alla Sodom. Un brano senza infamia e senza lode. Naturalmente va interpretato nell'ottica dei V.A.R, ovvero: "Noi thrashiamo e non ce ne fotte di essere originali!".
Ed ora, una curiosità. La band ha inviato a Shapeless "15 Years Fast Like Bikila" sia come vinile che come CD-R. Nella versione in CD è stata aggiunta una quinta traccia, molto diversa dalle precedenti. E' un brano melodico, una ballata, con tanto di tastiere! Certo, il momento aggressivo non tarda a venire ma mostra un lato differente dei V.A.R, più sensibile e meno bestione.
"15 Years Fast Like Bikila" è la giusta celebrazione di una band che ha fatto dell'amore per la musica e del divertimento le sue ragioni di vita. Molte piccole band spocchiose dovrebbero imparare da questi veterani dell'underground! Il vero metal non lo si fa con gli spadoni o col make-up ma con la passione più pura e genuina! Se pensate di aver dimenticato questo, beh, i V.A.R. sono qui per ricordarvelo!
(Hellvis - Giugno 2004)
Voto: 7.5
Contatti:
Jan Janota
Chopinova 11
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