VALIANCE
Wayfaring

Etichetta: Black Lotus Records
Anno: 2004
Durata: 42 min
Genere: power metal


Debbo dire che mi spiace non aver mai sentito nominare i Valiance prima d'ora. Spiace perché questa è una signora band con ottime potenzialità e un sound veramente intrigante, tanto che trovo strano constatare come solo la Black Lotus Records si sia interessata seriamente al loro prodotto. Con tutto il rispetto per l'etichetta greca appena citata, penso che questa band avrebbe meritato una casa discografica e una distribuzione migliori. I Valiance sono una realtà sottovalutata, un gruppo che ha dei contenuti sia a livello musicale, sia a livello di songwriting.
I Valiance sono attivi dal lontano 1994 (quando ancora si chiamavano Tixotropia). Il genere proposto è un power metal dalle sfumature progressive, sinfoniche e a tratti decadenti. Quello che ho tra le mani è "Wayfaring", secondo full-length. Si presenta come un ottimo lavoro sotto tutti i punti di vista. L'artwork e le foto sono curatissimi. Dal punto di vista musicale c'è da sottolineare una marcata somiglianza con i Secret Sphere di "A Time Never Come", ma, se è vero che il paragone tecnico con la band alessandrina non regge, è altrettanto vero che dal punto di vista compositivo i Valiance risultano superiori, più coinvolgenti e meno freddi del più blasonato gruppo piemontese. La produzione è valida ma per godere meglio tutti gli strumenti bisogna alzare un po' il volume dello stereo, segno che in fase di mixaggio si poteva lavorare meglio.
Il CD si apre con "The Less Beaten Path" e la successiva "Immaterial", due brani che, tra i 9 proposti, trovo paradossalmente i più brutti. Nella loro ammiccata immediatezza essi rappresentano un perfetto mix tra l'italo power metal ed il power/prog metal a mio avviso scontato e noioso. Inoltre sia le linee vocali che gli assoli in questi brani risultano veramente poco convincenti e a tema. Fortunatamente, nelle restanti 7 canzoni la situazione si ribalta completamente!
Il terzo brano è "The Secret". Definirlo stupendo non rende l'idea della completezza e del livello compositivo raggiunto dalla band in questa canzone. E' talmente bello che non avrebbe neanche più senso ascoltare il resto del CD. Sono quei classici brani che vorresti aver inventato tu prima del reale autore. Si tratta di un pezzo power/prog vicino ai Secret Sphere come sound e a i Symphony X come costruzione. La tastiera prima e il cantato dopo lanciano soavemente il pezzo che, pur mantenendo una certa aggressività assume toni tristi e drammatici, ma mai stucchevoli. Pezzo del forte, oltre la linea vocale iniziale della strofa, è sicuramente il ritornello. Talmente bello da valere da solo l'acquisto del CD. La voce qui tra l'altro risulta più pulita e apprezzabile rispetto a quella dei due primi pezzi. La fase solista delle chitarre è più curiosa e ben si cala nel pezzo, riconducendoci al ritornello che va a chiudere definitivamente il brano salendo di tono. "The Secret" è, ripeto, completo sotto ogni punto di vista, dalla durata totale della canzone, all'impiego discreto e preciso della voce, fino alla prestazione di tastiere e batteria.
La soddisfazione continua con "Gates Of Winter", pezzo power di costruzione vagamente più vicina ai Labÿrinth di "Sons Of Thunder", dove si può apprezzare a pieno l'originalità e l'anima power (spesso nel CD anche "oscura") dei Valiance. Anche questo pezzo è validissimo. Grandi assoli di gusto... insomma un title track mancata!
Si prosegue con "Neverending Flame" altro brano che riesce a destreggiarsi sapientemente dentro il power/prog e riesce, con immediatezza e senza banalità, a disegnare un atmosfera degna degli Artension di "Phoenix Rising" e "Forces Of Nature". Il ritornello "decadente" del brano si discosta dalla band americana e prepara la strada ad un primo assolo (da rivedere), un secondo assolo validissimo e un terzo di tastiera (tastiera che per altro non necessita parti soliste visto il contributo fondamentale che esercita nella band). Da sottolineare oltre alla linea vocale iniziale (armonicamente alla John West), la prestazione della batteria che, in questo brano più dei gli altri, trasmette veramente emozioni dilettandosi in diverse "tinteggiature" (meno godibili nel CD sono le troppe parti di tappeto di doppia cassa alle quali erano preferibili altre soluzioni tecnicamente più interessanti e complicate... ritornelloni power esclusi ovviamente, anche perché questo è il genere...).
Il CD scorre via veloce con la cattiva maestosa e paranoica "Victim Of My Pride", pezzo dedito a un melodic power/prog dai toni scuri. Qui forse la batteria ha all'inizio del pezzo la piccola colpa di non valorizzare a fondo alcuni riff. Il brano fila alla grande e attraverso diversi ponti giunge al ritornello, anche stavolta diverso e distaccato rispetto al sound del pezzo. Anche questo ritornello trasuda una maestosità e tristezza difficilmente descrivibile se non con le parole stesse del cantante ("I'm the victim of my life") e con i duetti di chitarra paranoici che preparano la strada a un arpeggio americano alla "When Dream And Day Unite" dei Dream Theater.
Il settimo pezzo è "Recall", un brano che mischia le influenze più disparate. Per dare l'idea del sound del pezzo bisogna citare i Labÿrinth di "No Limits", i Queen, gli ultimi lavori dei Lacuna Coil, e un po' di sano spirito hard rock. I paragoni possono risultare un po' forzati, ma risulta difficile descrivere il sound per fortuna originale dei Valiance. La cosa più interessante di questo brano sono gli assoli di chitarra, nei quali si possono trovare tanto le note di Petrucci quanto quelle dei grandi chitarristi hard rock. (Curiosamente le prime 7 stupende note del primo solo (3:04) sono praticamente uguali all'inizio assolo di "Stai Con Me" di Dodi Battaglia dei Pooh) Il tocco di genio arriva alla fine del pezzo dove percussioni e chitarre acustiche si sostituiscono al brano, che sfuma riportando il tema ad una dimensione più calda.
Il penultimo pezzo è "Free Men's Cage". Si tratta di power/prog all'italiana orientato al thrash. L'idea è simile a quella proposta dai Labÿrinth nel loro ultimo CD con la canzone "Just A Soldier". La linea vocale iniziale è invece involontariamente "rubata" al Fabio Lione di "In The Shade". La "pazzia" melodica di questa ottima band sfocia in un pre-ritornello interessantissimo, bello e assurdo allo stesso tempo perché ben si discosta da quanto creato prima, senza però dar fastidio. Il ritornello non è dei più azzeccati, anzi, però a dire il vero è forse più bello il testo del ritornello che il ritornello stesso. Ottima invece la fase solista.
Il viaggio nella musica dei Valiance si chiude in una ballad unplugged composta da un arpeggio che si situa a metà tra Angra, Hammerfall e i black metaller norvegesi Aeternus, da sempre dediti ad arpeggi che fanno rabbrividire per la loro delicatezza e malinconia. Le percussioni rendono e danno un senso maggiore a ogni nota della chitarra, mentre il cantante si trasforma per pochi minuti in un menestrello, anche nell'intento (forse) di dare un senso di chiusura al CD.
Se si può fare una critica costruttiva a queste nove tracce, si potrebbe parlare di un basso fortemente penalizzato in fase di registrazione e mixaggio; di suoni di batteria assolutamente migliorabili (rullante e tom su tutti) e del logo Valiance fatto con caratteri utilizzati da molti gruppi metal (di cui ora ricordo ad esempio i Theocracy). Ma restano particolari minimi che non riescono ad intaccare un lavoro che merita, ripeto, merita l'acquisto immediato!!!
Che dire... i Valiance meritano rispetto per la loro musica. Questa che può sembrare una frase scontata è invece un grande complimento. Di certo solo una band con grande esperienza, sia al di fuori che dentro "la saletta", poteva concepire un lavoro così bello, articolato ed emozionante. Qui si parla di pezzi che trasudano passione, la passione di chi suona innanzitutto e soprattutto per se stesso, per l'amore per la musica. Bravi e... forse... a lungo incompresi.
(Majesty - Febbraio 2004)

Voto: 8.5


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Sito Valiance: http://www.valiance.it/
Sito MKM Promotion: http://www.mkmpromotion.tk/