USIPIAN
Dead Corner Of The Eye

Etichetta: Metal Fortress Entertainment
Anno: 2005
Durata: 48 min
Genere: death metal


I danesi Usipian sono sorti dalle ceneri dei Gothic Domain. Il gruppo si è formato nel 1995, ma il cambio di nome ha avuto luogo soltanto nel 2000. Con il vecchio monicker, la band ha pubblicato il promo "An Everborn" ed il MCD autoprodotto "The Human Spirit Massacre".Come Usipian, è stato invece pubblicato un due tracce promozionale che ha riscosso un certo successo tra la critica. I buoni responsi hanno spinto il gruppo a ristamparlo come 7" limitato, dal titolo "Clouded Restrainment". Questo lavoro ha anche sancito l'inizio della buona collaborazione con l'etichetta svedese Metal Fortress.
Tra l'agosto ed il settembre del 2004, gli Usipian sono entrati allo Starstruck Studio per registrare l'album di esordio, sotto la supervisione di Anders Lundemark (Exmortem, Konkhra). Il titolo scelto per il full-length è "Dead Corner Of The Eye".
La copertina raffigura una città dalle geometrie aliene. L'autore dell'artwork è Dan Seagrave, già noto per i suoi lavori con i Morbid Angel. In effetti, le forme aguzze degli edifici ricordano molto da vicino quelli disegnati sulla copertina di "Formulas Fatal To Flesh".
Il libretto conta ben dieci pagine, ricche di testi, contatti e ringraziamenti. Ci sono anche le fotografie dei vari membri della band, vale a dire: Toke Kristof Eld (voce), Jeppe Hasseriis e Tais Pedersen (chitarre), Nis R. Larsen (batteria) e Kent Værens (basso).
Passiamo subito al commento della musica. Gli Usipian sono caratterizzati dall'utilizzo di sonorità molto cupe, e da un arrangiamento ben stratificato con lievissimi inserti melodici. Prendiamo, ad esempio, l'opener "Dead Reckoning": la prima impressione è che i danesi suonino alla Morbid Angel, ma più lenti. Il gutturale di Toke è pieno e profondo; gli assoli sono atonali, in perfetta linea con il genere. La sezione ritmica è precisissima, ed è sempre pronta ad esprimersi in tutta la sua violenza. In genere per si punta più alla pesantezza che alla velocità. Ottima la tecnica dei musicisti, sempre in grado di giocare su riff di ottima fattura. Le due chitarre si intrecciano, creando tessuti sonori di estrema efficacia. In molti casi, le coloriture delle due chitarre sono preziose, molto belle.
"Multiplied Inhuman Disrupture" ricalca le idee proposte nel brano precedente, ma con meno efficacia. Gode però di una bellissima sezione rallentata, veramente evocativa e soffocante. Il punto di forza degli Usipian, lo si nota subito, è l'estrema oscurità del suono, che stritola tra le sue spire l'ascoltatore. La scelta dei riff è sempre particolare: alcune volte si rivelano banali, altre volte estremamente originali. Manca forse un po' la continuità. E' chiaro però che il quartetto punti principalmente all'evocatività delle composizioni, più che alla violenza fine a sé stessa. Come nel finale di "Multiplied Inhuman Disrupture", non potentissimo ma carico di suspence.
"Clouded Restraintment" è un onesto brano death metal, più schietto e diretto dei precedenti, anche se lo stile opprimente è sempre in primo piano. Anche "Brought Within Chains" è una buona composizione, ma in questo caso si sente una forte spinta melodica. Anzi, diciamo pure che siamo in pieno territorio death melodico. Le battute iniziali sono distanti anni luce da quanto ascoltato finora. Alcuni puristi potrebbero pensare che questa composizione non c'entri nulla col contesto dell'album. A parer mio, si tratta di una valida dimostrazione di creatività. Insomma, gli Usipian scrivono la musica che vogliono, e lo fanno con qualità. Non si tratta del classico death melodico da due soldi. Certo, qualche strizzatina d'occhio alla Svezia c'è, ma non influisce più di tanto sulla bontà della canzone. Begli arrangiamenti, ed ottima esecuzione.
La title-track altro non è che uno strumentale melodico e delicato: una pausa tra le bordate death metal, che tornano sfolgoranti in "World Without Skin". Qui ci ritroviamo nuovamente in territorio death metal classico, in questo caso cattivo e brutale. Non si tratta di un brano molto originale, ma merita attenzione.
"Selfless" è una traccia lenta e più diretta delle precedenti. Punta molto sull'impatto e sull'alternarsi di pause ed esplosioni sonore. Gli Usipian dimostrano di essere dei veri schiacciasassi, e riconfermano che il death metal possa benissimo fare a meno della velocità, e spaccare ugualmente!
"Shadows Of The Once Unseen" è un altro bel brano melodico, che fa il paio con "Brought Within Chains". Degno di nota, mette in evidenza le influenze metal classiche del quintetto. Il risultato è convincente, soprattutto per la creatività dimostrata. Sembra sempre che cedano alla tentazione di uniformarsi ai cliché più modaioli del death melodico, per poi spiazzare l'ascoltatore con variazioni imprevedibili.
La melodia viene dissipata dall'incedere sanguinario di "Predators Of An Unbound Sea", traccia che mette in evidenza le buone doti tecniche della band, alla ricerca in questo caso di dissonanze ed atmosfere aggressive.
L'album si conclude con la violentissima "An Everborn", scritta da Rune Gregersen, dalla continua ritmica in blastbeat. Abbastanza diversa dalle altre, è strutturata ai limiti del black metal melodico di matrice svedese. Una mosca bianca, un apprezzabile diversivo.
Dunque, questi Usipian si dimostrano una band matura, in grado di dire la sua in un panorama affollato quale quello del death metal. "Dead Corner Of The Eye" è un album indirizzato agli amanti del death più tradizionale, ma che non disdegnano qualche lieve tentazione melodica. Ho gradito questo album, ed invito i lettori a visitare il sito della band per scaricarsi qualcosa. "Dead Corner Of The Eye" non può che crescere con gli ascolti, e vale più di tanta robaccia propinataci ogni anno dai gruppi più famosi. Perciò, non sottovalutate la carica distruttiva degli Usipian!
(Hellvis - Dicembre 2005)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Usipian: toke@usipian.dk
Sito Usipian: http://www.usipian.dk/

Sito Metal Fortress Entertainment: http://www.metalfortress.com/