URUK-HAI + SYMBIOSIS
United / Symbiosis
Etichetta: AMF Productons
Anno: 2007
Durata: 48 min
Genere: ambient
Sulle pagine di Shapeless torna a farsi sentire Valerio Orlandini, la
mente che si cela dietro al nome Symbiosis, che ci propone un nuovo
lavoro che unisce alcune composizioni del suo progetto, unite a sei
tracce composte dall'austriaco Alexander Wieser, in arte Uruk-Hai.
Questo split tape è stato prodotto in sole 500 copie dalla AMF
Productions, l'etichetta fondata dallo stesso Orlandini per diffondere
la musica di alcuni degli artisti di sua conoscenza, e sicuramente
potrebbe incontrare l'interesse di coloro che amano le atmosfere arcane
delle antiche leggende e che si sentono rigenerati nella contemplazione
dei vasti e sublimi paesaggi nordici.
Entriamo più nello specifico della proposta dei due artisti. Il lato A
del nastro è affidato a Uruk-Hai che, come si può intendere facilmente
dal nome, cerca con la sua musica di ricreare alcune delle
ambientazioni care a J.R.R. Tolkien e al suo "Il Signore Degli Anelli".
L'ambient di "United", quindi, non è una musica opprimente, fredda e
ripetitiva, ma al contrario lascia che la mente viaggi in terre
lontane, splendide e immerse in quel calore dorato dell'estate e nei
colori del primo autunno. A voler fare dei paragoni, la musica di
Uruk-Hai potrebbe in parte ricordare i lavori meno cupi di Mortiis,
riletti però con una affascinante chiave celtica che si rifà
direttamente ad artisti come Loreena McKennitt e Enya (quest'ultima
omaggiata anche da una cover). Indubbiamente questi rimandi vanno
imputati alla presenza di una voce femminile che ricorda parecchio le
due muse citate: a partire da questo lavoro, infatti, Wieser ha deciso
di farsi accompagnare dalla cantante greca Hildr Valkyrie, che aggiunge
non poco al risultato finale. A mio parere, infatti, i brani più
riusciti sono proprio quelli in cui compare la voce, che conferisce
quel tocco di magia in più in ogni intervento: è il caso dell'intro
"Hel", breve ma estremamente evocativa, oppure della terza traccia
"Riders Of Rohan", in cui la musica e la voce si fondono in una
ambientazione guerresca che si allontana dalla quieta contemplazione
degli altri brani in favore di un approccio più secco. Molto buona
anche "May It Be", la cover del brano di Enya presente anche nella
colonna sonora del film de "Il Signore Degli Anelli", così come anche
la delicata ed eterea "Into The Great Unknown".
Discreto anche se leggermente meno intrigante è il lavoro di Orlandini
che, almeno in queste composizioni, prosegue con quanto fatto nel
precedente lavoro "Passages" (già recensito qui su Shapeless). In
realtà da qualche tempo a questa parte Valerio sembra essersi dato alla
composizione di brani più vicini all'elettronica sperimentale degli
anni '70 (Brian Eno, Tangerine Dream, Klaus Schulze...), ma in questa
facciata autointitolata la musica sembra ancora rifarsi ad alcuni
artisti vicini, almeno concettualmente, alla scena estrema: l'autore fa
i nomi di Mortiis e Munruthel come fonte di ispirazione, ma io
aggiungerei anche gli ultimi lavori di Burzum, con le loro atmosfere
gelide e ripetitive e, tuttavia, sempre evocative e malinconiche.
A differenza della musica di Uruk-Hai, più calda e colorata, nella
musica dei Symbiosis dominano i colori freddi dell'inverno: la proposta
è minimale, semplice e dosata, con pochi suoni che pian piano si
sommano e si intrecciano tra di loro. La qualità non è certo negativa
ma, devo dire, mi sono trovato anche io a concordare con quanto detto
da MoonFish nella recensione di "Passages": se i tappeti sonori sono
sempre ineccepibili e curati, la linea melodica principale continua ad
essere un po' troppo scontata, anche a causa della scelta discutibile
di suoni. Quando i campionamenti cercano di mantenere sonorità eteree e
ultraterrene funzionano, ma quando cercano di riproporre i suoni di
veri strumenti o delle linee melodiche più accentuate, finiscono per
risultare troppo sintetici e finti, dando il temuto effetto 'midi da
videogioco vecchio fantasy' (è il caso di "In The Fields Of Eternal
Spring"). Migliori da questo punto di vista sono proprio il lungo brano
di apertura, "Travelling Through Rivers & Woods Of Memories", e
quello conclusivo, "Subliminal Instructions To The Void", che segna
l'episodio più noise ed estremo del lavoro.
Per concludere, quindi, possiamo dire che entrambe le facciate sono
sicuramente interessanti e degne di un ascolto. In generale alcune cose
potrebbero migliorare dato che, nel caso di Uruk-Hai la proposta tende
ad essere un po' derivativa, mentre per "Symbiosis" c'è la questione
degli arrangiamenti di cui parlavo prima, ma rispetto a molte altre
proposte dello stesso genere direi che il livello non è certo
disprezzabile. Se volete dare una chance a questo lavoro, il nastro è
disponibile per soli 5 euro, incluse le spese di spedizione.
(Danny Boodman - Luglio 2007)
Voto: 7
Contatti:
Mail Uruk-Hai: barbarians@liwest.at
Sito Uruk-Hai: http://uruk-hai.dragonsbreath.tv/
Mail Symbiosis: nightscapes@virgilio.it
Sito Symbiosis: http://www.symbiosis.tk/
Sito AMF Productions: http://amfprod.atspace.com/