URTO
Numbers (promo)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 34 min
Genere: thrash metal


E' domenica pomeriggio quando scrivo queste righe, e mi porto addosso i sintomi di un sabato sera selvaggio: emicrania e torcicollo killer. E' un vero peccato, perché non posso celebrare degnamente l'ascolto di questo "Numbers" dei siciliani Urto, con del salutare headbanging!
Già nel dare un'occhiata alla grafica prevedevo di dover far saltare qualche vite del collo, visto che aveva tutta l'aria di essere un disco di hardcore old-school, o metal-core al limite! Ed alla fine verifico che non mi sono sbagliato di molto.
"Numbers" è l'esordio, sotto forma di un promo di 7 pezzi autoprodotto, degli Urto, band localizzata a Partanna, in provincia di Trapani, "a pochi chilometri dal paese che ha dato i natali ai Nuclear Symphony", come dichiarano essi stessi nella loro bio. Gli Urto sono dediti ad un bel thrash metal con tendenze hardcore, come quello di una volta! Sì, come quello di Vio-lence e soprattutto degli Anthrax di "Among The Living" (uno dei miei dischi preferiti di tutti i tempi!)... Ah, che lacrimoni!!
Scendendo nel particolare possiamo capire già tutto dal primo brano "Bugger Off", in pratica un lungo attacco a Lars Ulrich (!!!), dal riffing massiccio e preciso, dai tempi clamorosamente thrash e da una voce che, per timbro e melodie utilizzate ricorda un po' quella di Joey Belladonna, ex Anthrax, appunto! Un altro ottimo brano ottimamente thrash è "Freedom", che non fa che ribadire i concetti già appresi. Qualcos'altro si trova in "The Second Coming", il brano più complesso del lotto, con tanto di momenti di blast-beat, ma non preoccupatevi, non si sconfina in altri generi, si rimane sempre nel thrash.
I testi, ad eccezione di "Bugger Off" e questa "The Second Coming", che è una poesia di Yeats, sono tutti a esplicito sfondo sociale e politico, come si confa a chi fa della musica tendenzialmente vicina all'hardcore, che è *sempre* stato politico. Non capisco chi considera la politica un argomento tabù nella musica... Posso capire che in certi generi stoni, ma in certi altri è l'anima di tutto! Prendete l'oi!: toglietegli la politica (di destra o di sinistra che sia), e cosa rimane? Vabbè, sto divagando, torniamo agli Urto. In generale si fa una critica dell'abuso di potere dell'occidente, dell'Impero Americano in particolare, sul resto del pianeta, soprattutto per quanto riguarda la gestione quantomeno 'sbarazzina' che si è fatta della guerra! Alla critica degli Urto non sfugge neanche il dittatore serbo Milosevic, bersaglio diretto del loro brano "Hitlerosevic". L'unica riserva è che l'inglese utilizzato (ad eccezione di Yeats, ovviamente!) mi risulta poco credibile, come se i testi fossero stati prima scritti in italiano e poi tradotti.
Purtroppo non è un granché nemmeno la parte grafica, realizzata a livelli amatoriali. E ovviamente non mi riferisco ai contenuti, anti-militaristi e di critica sociale, a cominciare dalla copertina che ritrae due losche mani che si scambiano denaro per... Ottenere bambini, a quanto pare? A che scopo?... Brrr...
Per il resto l'esecuzione è buona, la registrazione niente male, ed il più del piacere è dovuto al fatto che da un po' non ascoltavo questo genere proposto da una band nuova!!... Il disco più recente del genere che ho credo sia datato 1990!... Certo, il rischio è che si vada a finire in uno sterile (ma piacevole, però!) revival, ma in fondo cosa c'è rimasto da inventare?
(MoonFish - Luglio 2004)

Voto: 7.5


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