UNLOVED
My Way To Run (MCD)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 19 min
Genere: gothic metal


Finalmente! Che piacere sentire un prodotto fresco e innovativo in campo gothic metal! Anzi, la proposta degli Unloved è variegata e originale al punto che racchiuderla in un genere musicale è fin troppo restrittivo: l'ho chiamato gothic metal giusto perché mi sembra che la matrice di partenza sia quella, anche se nella loro musica troviamo davvero le influenze più disparate.
Partiamo con ordine: la band tedesca muove i primi passi addirittura nel 1995, inizialmente come band grunge/punk (!!) di compagni di scuola, e da allora inizia una continua evoluzione sonora, accompagnata da costanti rivoluzioni di line-up. Nel 2004 Shya (voce), Markus (chitarra, basso), Rika (tastiere), Sascha (chitarra) e Jens Maluschka (batteria) danno alle stampe questo MCD autoprodotto di quattro pezzi, affacciandosi così nel mercato musicale.
Prima di passare a descrivere "My Way To Run", aggiungo che la band non sembra ancora stabile a livello di formazione visto che, dalla pubblicazione di quest'album, sono entrati nella band tre nuovi elementi: Renè Gertler (batteria), Felix Mehlhorn (basso) e, soprattutto, Matthias Weber al violino, che sicuramente aggiungerà un ulteriore spessore alle composizioni degli Unloved.
Iniziando l'ascolto, una batteria volutamente ovattata ci introduce alla prima canzone del MCD, "Lost", che comincia lentamente, con malinconiche chitarre acustiche, sorrette da un tappeto di tastiere, che accompagnano la brava Shya. Il brano poi prosegue in un crescendo elettrico continuo fino all'apice del brano, che si dissolve in un finale malinconico di pianoforte. Un ottimo inizio che mostra già una band matura dal punto di vista del songwriting e dell'esecuzione, capace di passaggi pieni di feeling e sentimento.
Il secondo pezzo, "Elbs", è invece quello più legato a un contesto metal, grazie a una struttura molto compatta e ad accelerazioni con tanto di doppia cassa. La canzone è sicuramente buona ma, vista la grande varietà delle altre composizioni, risulta essere il brano meno interessante.
Un ennesimo mutamento di stile lo si avverte chiaramente nel terzo pezzo, "Kanto Robuso", che affascina per la sua particolarità. Si tratta, infatti, di un brano che unisce, in maniera efficace, dolci e soavi partiture acustiche con veloci stacchi di metal moderno, vicini a certe soluzioni usate nel crossover, tanto da ricordare addirittura band come i Guano Apes. Se a parole può sembrarvi un accostamento improbabile, vi assicuro che il tutto funziona alla grande, dando vita così a un brano moderno, dinamico, energico, eppure velato da una malinconia di fondo che farà felice gli amanti di sonorità più riflessive.
Si continua sugli stessi lidi anche con la title-track, che spinge ancora di più verso sonorità al passo coi tempi: le strofe di "My Way To Run", infatti, scandite da una linea di basso davvero azzeccata, ci presentano un appeal pop di sicura presa e grandi melodie. La voce di Shya raggiunge qui il suo apice con un'interpretazione sbarazzina: un incrocio tra la Gwen Stefani del periodo No Doubt e Cristina Scabbia dei Lacuna Coil. La band, a sua volta, non è da meno e riesce ad essere personale e convincente in ogni parte.
Un'ultima considerazione positiva sul bellissimo artwork: messi da parte i soliti colori freddi, la band opta per una grafica calda, giocata sui marroni e sul rosso, con fiori, piante e frutti di bosco.
Sicuramente un MCD di quattro pezzi è troppo poco per dare un giudizio definitivo sugli Unloved, poco più di un demo. Tuttavia sono convinto che ci siano tutti i presupposti per la nascita di un'ottima band. Aspetto con fiducia il loro primo full length: il primo assaggio è stato decisamente buono!
(Danny Boodman - Aprile 2005)

Voto: 8


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