UNLOVED
Killersongs (MCD)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 25 min
Genere: crossover con influenze gothic e inserti di elettronica


Proprio come mi avevano anticipato l'anno scorso in sede di intervista, tornano sul mercato i tedeschi Unloved, con un nuovo entusiasmante MCD che farà la gioia di tutti coloro che, come me, hanno amato il loro precedente lavoro, "My Way To Run". Sempre nell'intervista, Markus, chitarrista del gruppo, aveva presentato i tre nuovi acquisti della band, ovvero Renè (batteria), Felix (basso) e Matthias Weber, violista che, pur facendo parte della line-up da tempo, non aveva potuto partecipare alle registrazioni di "My Way To Run".
"Killersongs", seguendo l'esempio del suo predecessore, si presenta già ottimamente, grazia ad una grafica curatissima, azzeccata e professionale sotto ogni aspetto. Ancora una volta a farla da padrone sono i colori caldi, il porpora ed il bordeaux che, assieme al nero, danno vita ad una copertina elegante e raffinata, che raffigura una clessidra dentro cui navigano strane creature e un vascello. Ovviamente non potevano mancare gli onnipresenti riferimenti alle more, frutto 'totem' della musica degli Unloved: nel risvolto di copertina, infatti, troverete addirittura la ricetta della 'Caipi Robuso', un cocktail a base di more, appunto. Sempre sfogliando il bellissimo libretto (tutto in tedesco, purtroppo), scopro che, curiosamente, anche questa volta Matthias Weber è assente nelle composizioni, mentre fa capolino un nuovo collaboratore, Vurtex, che si occupa di gran parte degli inserti elettronici, accompagnato dalle tastiere della brava Rika.
Passando nello specifico dei cinque brani presenti nel MCD, ci si rende conto che la band è decisamente maturata, rifinendo con attenzione tutti i particolari della propria proposta musicale e imboccando una strada ancora più personale e moderna. La componente gothic del loro sound è sempre più marginale, tanto da non fare quasi più riferimento ad una scena musicale, quanto piuttosto ad un'atmosfera generale, sommessa e malinconica. Al contrario diventa sempre più presente il lato moderno delle loro composizioni, che si arricchisce grazie ad un massiccio uso dell'elettronica. Il risultato è qualcosa di assolutamente personale, fuori dagli schemi, elegante e bizzarro allo stesso tempo.
Prendiamo per esempio il brano di apertura, "Greed": gli Unloved prima ci introducono nel loro mondo raffinato, fatto di chitarre acustiche e atmosfere rilassate, poi di colpo si animano ed iniziano a introdurre loop elettronici, riff robusti ma mai troppo aggressivi e una batteria dinamica e fantasiosa. Il risultato è spiazzante, ma affascina proprio per la sua stranezza.
Si percepisce la voglia di sperimentare del gruppo e questo è apprezzabile, sia negli esperimenti più riusciti e sia nelle piccole cadute di tono, come nel caso della successiva "Heading Nod", un brano che, portando all'eccesso tutte le caratteristiche citate, finisce per essere un po' troppo frammentato, come se ancora gli Unloved dovessero aggiustare il tiro. Ciononostante, il brano scorre piacevolmente e si fa notare per il bell'intermezzo al pianoforte di Rika.
Il brano seguente, invece, non teme confronti e, a mio avviso, si candida senza dubbio a capolavoro della band. "Pandora", ecco il titolo, è un piccolo gioiello in cui il sestetto si lascia avvolgere dalle sue influenze più romantiche, per dare vita ad un brano caldo, con le chitarre limpide e pulite a dialogare con le splendide orchestrazioni di Rika, mentre, di tanto in tanto, fanno capolino strumenti come il mandolino e la fisarmonica a dare un tocco folcloristico. Splendido!
Niente male anche "Come Posing", sebbene qui, di tanto in tanto, si ripresenta quella sensazione di smarrimento che si avverte in "Heading Nod". Comunque è doveroso citare la splendida prova di Shya al microfono: la sua voce, senza strafare, riesce a creare una gamma ricchissima di intonazioni e variazioni, che le permettono di interpretare i brani ora con voce piena, ora con un semplice sussurro.
Il MCD si conclude con "Drifting Away", il mio pezzo preferito dopo "Pandora", in cui gli Unloved danno ancora segno della loro fantasia, trasformando un brano che inizia con dolci melodie acustiche, in un pezzo movimentato e quasi ballabile, con tanto di tromba in prima linea.
Insomma, se già con "My Way To Run" questi sei musicisti si erano fatti notare, adesso hanno confermato di avere il talento necessario per lasciare il segno. Dispiace vedere una band così dotata costretta a dei MCD autoprodotti ma, d'altra parte, è più che condivisibile la scelta di presentare al pubblico un prodotto più breve ma competitivo e curato in ogni sua parte, dalla produzione all'artwork. Sperando che presto la situazione possa volgere a loro favore, quindi, supportateli al meglio e non perdetevi "Killersongs".
(Danny Boodman - Febbraio 2006)

Voto: 8


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