UNLIGHT
The Nordic Stormbringer

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2003
Durata: 33 min
Genere: black metal / death di scuola svedese


Gli Unlight sono un quintetto tedesco che suona un black metal a tratti pesantemente influenzato dal death svedese. "The Nordic Stormbringer" è stato registrato agli Iguana Studio con la seguente formazione: Blaspherion (chitarra e voce), Lamia (tastiere), Necron (chitarra), Lord Grond (batteria) e Tartaros (basso). Da qualche settimana a questa parte la tastierista Lamia ha però lasciato il gruppo che è ora alla ricerca di qualcuno che la rimpiazzi. La band si ispira in parte agli storici gruppi norvegesi, in parte alla scuola black svedese (Marduk su tutti). Anche gli accenni al death sembrano ispirati a certi gruppi svedesi degli anni novanta come i Dawn. La vena melodica è piuttosto accesa, specialmente nei mid-tempo, anche se non ammorbidisce più di tanto lo stile del gruppo. La presenza delle tastiere non è ingombrante, visto che fungono sostanzialmente da accompagnamento.
Questo CD contiene 6 canzoni violente e dirette che spaziano dal black al death metal di matrice svedese. L'opener "Through The Gate" è il classico assalto sulla scia dei Marduk di "Heaven Shall Burn... When We Have Gathered". Ritmiche serrate con qualche stop seguite da accelerazioni implacabili. Riff veloci e cantato scream sono le caratteristiche di questo pezzo veloce, violento e senza compromessi. C'è spazio anche per qualche lugubre nota di sintetizzatore prima di un finale nuovamente sugli scudi. Decisamente un bel biglietto da visita.
Con la title-track ci spostiamo verso sonorità più atmosferiche. Accanto ai blast-beat compaiono mid tempo sorretti da un tappeto di tastiere che ricorda parecchio "In The Nightside Eclipse" degli Emperor. Le sonorità sono praticamente le stesse anche se la produzione è più nitida.
"Mandragora" inizia invece con un arpeggio, un po' alla Immortal. Musicalmente si colloca a metà tra death e black. La strofa trae spunto nuovamente dal death di scuola svedese, mentre il ritornello, ancora con le tastiere in evidenza, è caratterizzato da un incedere epico tipicamente black. Le ritmiche non sono quasi mai tirate, in un pezzo che presenta pure un intermezzo atmosferico ed affascinante molto azzeccato. Il cantato alterna scream e growl demoniaci. Solo nel finale la band si concede un'accelerazione.
"Seed Of Evil", introdotta dai rintocchi di una campana, è un altro buon esempio di death/black piuttosto semplice ma efficace. La melodia è marcata anche nelle sporadiche accelerazioni in chiave black. In questo caso, però, i mid tempo si fanno un po' troppo ripetitivi tanto da rendere questo pezzo il più zoppicante dell'intero lavoro.
Neppure "The Hour Of The Dead" si discosta da questi canoni: l'aggressività lascia sovente spazio a momenti riflessivi ed atmosferici. Neppure in questo caso siamo di fronte ad un capolavoro ma nel complesso è una composizione onesta ed a tratti interessante.
La conclusiva "The Immortal Emperor" si pone invece a metà tra gli Emperor e gli Immortal del periodo "At The Heart Of Winter". Dei primi sono caratteristici soprattutto gli immancabili innesti di tastiera, mentre degli Immortal alcune successioni di accordi supportati da una ritmica quasi marziale, potente ma mai serrata. Oltre a tutto questo, si riconoscono anche alcuni accenni al death, particolarmente nel riffing.
La produzione di questo CD è buona, molto nitida e sufficientemente potente. Ogni strumento è facilmente distinguibile e si può ascoltare facilmente ogni singolo particolare. Pure il basso si riconosce senza problemi, anche se il lavoro svolto da Tartaros è a tratti anonimo (solo nella title-track si distacca dalle chitarre). Buona anche la scelta dei suoni, corposi e ben definiti.
"The Nordic Stormbringer" è invece carente in quanto ad originalità: in molte occasioni dà l'impressione di già sentito. Queste sei canzoni sono sì immediate ma anche prevedibili. Le influenze principali degli Unlight si riconoscono al primo ascolto. Se la band riuscirà a staccarsi un poco da queste fonti di ispirazione, darà sicuramente alla luce qualcosa di più interessante. E' vero, in buona parte queste canzoni sono caratterizzate da un discreto numero di cambi di tempo con passaggi frequenti da ritmiche indiavolate ad altre cadenzate, ma ciò non basta a rendere originale la proposta del gruppo. Non si tratta di una proposta musicale assolutamente spersonalizzata comunque: alcuni stacchi sono efficaci e ben riusciti e fanno sì che canzoni come "Mandragora", "Through The Gate" e "The Immortal Emperor" siano assolutamente godibili. Potrebbero far valere al gruppo un contratto con qualche etichetta, vista la loro qualità.
Nessuno mette in mostra abilità tecniche di rilievo: ciascuno si è limitato a svolgere la sua parte ma nel complesso l'esecuzione è precisa e convincente.
Il libretto è di otto pagine e contiene i testi e le foto dei membri del gruppo.
Che dire? Un altro prodotto piacevole da ascoltare, forte della sua immediatezza ma che è destinato principalmente ai fan del genere. Non regala emozioni imperdibili ma alla fin fine potrebbe rivelarsi un buon acquisto. Se non è l'originalità quello che cercate, allora "The Nordic Stormbringer" potrebbe fare al caso vostro.
(BRN - Febbraio 2005)

Voto: 7


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Mail: unlight@unlight.org
Sito internet: http://www.unlight.org/