UNFRAGMENT
Vices And Verses

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 43 min
Genere: death metal


Gli Unfragment si sono formati in Francia nel 2000, e nel corso degli anni hanno pubblicato diversi lavori: due demo nel 2001 ("Sentenced To Death" e "At Death's Door"), l'album del 2002 "In Meanderings Of Aïn-soph" e "Vices And Verses" del 2005. Questo secondo full-length è stato interamente autoprodotto, e sia la registrazione che il missaggio sono stati fatti in casa: ciò nonostante, il livello qualitativo è molto buono.
La formazione che ha inciso il CD vede Antonio Michot al bassi, Fabien Bartaud alle chitarre ed alla programmazione della batteria e Jerome Guibert alla voce. I musicisti vantano anche esperienze con i Vehemens, i Tryskhell, i Sirventes e i Mortal Remains.
Bella la copertina, di colore verdastro e che mostra tanti corpi mescolati fra di loro in un effetto fluido. Il libretto contiene tutti i testi.
Si inizia con "Necrophages". Molto violenta, dai riff di ottima fattura, risulta un esempio di death/brutal di ottima fattura. Growling profondo e malvagio. Un'opener di tutto rispetto.
"Vice And Verses" aggiunge un po' di melodia, creando un'atmosfera di forte tensione. Molto bello l'arrangiamento, con le armonie di chitarra raffinate, che rendono più gustoso il riffing serrato. Da segnalare anche un assolo di chitarra. La melodia è comunque oscura, e siamo distanti anni luce dal death melodico svedese. Un brano davvero emozionante.
"My Brother" è ancora un brano melodico. E la melodia, come prima, è triste e cupa, carica di tensione e minaccia. Lo stile è personale, e l'esecuzione è decisamente violenta. La tecnica è buona, ma è asservita al songwriting. Tanti cambi di ritmo, e la solita maestria nell'arrangiamento, sempre in grado di dar vita a tante sfumature. Bella canzone, anche se un po' più nella norma rispetto alla due tracce precedenti.
"Words Of Another Time" è marcia e cattiva, e alterna sezioni ritmiche lentissime ad altre più concitate. Quello che colpisce è l'estrema negatività della composizione, che non lascia spiragli alla luce. L'arrangiamento è più scabro rispetto ad altri brani del CD, ma come al solito il lavoro delle chitarre è notevole. Talvolta, la proposta musicale degli Unfragment rasenta il techno-death. Il death metal di questo gruppo non è mai scontato: si sentano ad esempio gli improvvisi vocalizzi puliti, così semplici come idea, ma altrettanto spiazzanti in un disco death.
"A Nos Defunts...", una canzone praticamente attaccata alla precedente, è furiosa e terremotante. Riffing serrato, ritmica distruttiva, la melodia utilizzata come semplice corredo ad un brano estremo e privo di compromessi. Due minuti e mezzo di violenza cieca.
"Alesia", agile e arrembante, è un brano death stuzzicante in ogni sua parte. Ci sono anche passaggi più ricercati ed atmosferici, ed è proprio questo eclettismo a rendere gli Unfragment così intriganti. L'ascolto del CD è divertente e ricco di emozioni, ma al tempo stesso non è affatto scontato. Ad ogni ascolto saltano all'orecchio particolari sempre nuovi. Siamo al cospetto di un gruppo di valore!
"Sentenced To Death" è un ottimo esempio di arrangiamento ben congegnato. Potrebbe essere considerato un brano dei Death in versione più brutale. L'ennesimo episodio di death emozionante e stuzzicante, in un disco che non finisce mai di stupire. Da segnalare una sezione melodica che, però, è anche la parte più scontata dell'intera canzone.
"Inflamed Way". Un massacro nero come la pece. La melodia è sempre presente, ma è perfettamente funzionale a questa assalto infernale, pregno di tutta la negatività possibile ed immaginabile. L'arrangiamento è perfetto; il gutturale del cantante è potente e sfacciato come non mai. Bello il riff principale, che rimane subito in testa.
"Assiah" è un brano meno aggressivo del precedente, con però un tasso tecnico maggiormente pronunciato. Da notare il gran lavoro melodico delle chitarre, sempre pronte ad emozionare ed a stupire.
"Conquerir Les Reves" è invece uno strumentale molto cupo, che potrebbe ricordare anche qualcosa del black moderno. La melodia è semplice ma efficace. Chitarre e basso danno vita a qualcosa di bello, pur senza esagerare in tecnica.
Con "Dark Hours" si ritorna su territori aggressivi, anche se la melodia questa volta smussa l'impatto in maniera notevole. Ancora una volta, però, gli Unfragment mettono in mostra una decisa personalità, che rende la loro musica così personale.
"Mon Frere", gemella di "My Brother, è una delle canzoni più particolari del CD, cantato con voce pulita ed in francese. Immaginatevi una canzone pop francese, sdolcinata, resa con un impatto metal. Davvero bella, da ascoltare e riascoltare. Una bizzarria che rasenta il genio. E' un esempio di come questi Unfragment non siano mai scontati! Da sola vale l'acquisto del CD.
Peccato che il gruppo non abbia goduto di più considerazione. Ciò nonostante è ancora attivo. Speriamo che presto ritorni con altri piccoli capolavori. Per ora, spulciate i vari mailorder nella speranza di trovare "Vices And Verses", piccolo gioiello del death transalpino.
(Hellvis - Novembre 2008)

Voto: 8


Contatti:
Sito internet: http://www.myspace.com/unfragment