UNDERCOVER SLUT
Amerikkka Macht Frei

Etichetta: Deadlight Entertainment
Anno: 2010
Durata: 42 min
Genere: hardcore/industrial/rock


Ci sono dei gruppi per i quali è difficile dare un giudizio obiettivo. Perchè, per un motivo o per l'altro, questi gruppi instaurano con il critico musicale un rapporto di diffidenza, che permane anche dopo una lunga serie di ascolti e di riflessioni. A me è accaduto con gli Undercover Slut, un gruppo francese attivo circa dal 2000. Sin dall'inizio, il gruppo ha suscitato in me una sincera diffidenza. Perchè, ecco, gli Undercover Slut mi sono sembrati terribilmente derivativi sia come immagine, che come testi e soprattutto come musica. Ascoltando questo loro "Amerikka Macht Frei", pubblicato da poco dalla Deadlight Entertainment, mi sono reso conto che, in fin dei conti, gli artisti ci hanno messo del loro. Alcune soluzioni, in particolare per quanto riguarda l'arrangiamento, sono piuttosto personali ed azzeccate. Ma nel suo complesso, questo disco ha in parte confermato i miei sospetti. Forse c'è qualcosa di sbagliato in me, anche se confido parecchio sulla mia professionalità di recensore. Se qualche lettore, dopo aver ascoltato "Amerikkka Macht Frei" avrà le mie stesse impressione, vorrà dire che dopo tutto non ho seguito stupidamente le mie concezioni musicali, ma che effettivamente gli Undercover Slut dovrebbero rivedere qualcosa.
Partiamo innanzitutto dall'immagine della band. Sia O, il cantante e leader storico della band, sia i vari Drag (chitarra), Divine (chitarra), Dav (basso) e Fake (batteria) si presentano truccati pesantemente, con un look provocatorio di matrice dark/glam, vagamente femmineo. D'altro canto, degli pseudonimi come Drag e Divine (in omaggio al famoso attore travestito dei film di John Waters?) lasciano pochi dubbi.
I titoli delle canzoni tipo "Jesus Kills! Coroner Saves!", "Creature Features", "Kastration Kar Krashes", "White Whore Conspiracy" rivelano un universo bizzarro e vagamente perverso, che flirta anche con suggestioni orrorifiche.
Per quanto riguarda la musica, gli Undercover Slut suonano un hardcore dalle forti componenti rock'n'roll, incattivito da chitarre distorte e da una pesantezza vicina al metal. In più, sovente gli arrangiamenti includono forti componenti elettroniche, campionamenti e così via: questo particolare, è l'unica cosa veramente personale della proposta musicale dei nostri. Ah, dimenticavo: la voce di O non è melodica, ma ha un'estensione davvero limitata, e preferisce mugugnare o procedere per vocalizzi monotoni, anzichè provare soluzioni più originali.
Ecco, da queste descrizioni vi sarete già fatti un'idea della musica di questi francesi. Che poi, a onor del vero, le canzoni sono piuttosto carine e "catchy", ed intrattengono l'ascoltatore soprattutto se affascinato a queste sonorità ed a queste musiche vicine al horror punk ed a certo garage.
Ma è giunto il tempo delle giliegine sulla torta. Il disco è stato prodotto da Chris Baseford, già all'opera con Marylin Manson e Rob Zombie. E' stato assistito da Will Thompson, anche lui legato al buon vecchio Rob. Tra gli ospiti che hanno partecipato alla realizzazione del CD, oltre alla scelta provocatoria di far recitare una parte al figlio di Charles Manson, Matthew Roberts, in due canzoni sono presenti (a parte Teddy Heavens dei Rebel Rebel) Eric Griffin dei Murderdolls e Wednesday 13...
E dunque il cerchio si chiude. Perchè sin dal primo ascolto, ma anche guardando soltanto le fotografie dei musicisti, le band che vengono in mente sono proprio Frankenstein Drag Queens From The Planet 13 (gruppo originario di Wednesday 13) e Murderdolls. E se già questi due gruppi, che sono uno la filiazione dell'altro, sono in un certo senso derivativi (ma spumeggianti e talentuosi), gli Undercover Slut non sono altro che la loro rimasticatura priva dello stesso talento. Certo, il gruppo punta anche sulla componente elettronica, ma solo il fatto che si siano rivolti a chi ha lavorato con Rob Zombie e Marylin Manson, è già un'ammissione di colpevolezza. Il gruppo sà di non proporre nulla di originale, e non se ne vergogna. Però non mi si venga a sbandierare, come ha fatto il Metal Hammer inglese, che gli Undercover Slut sono "la miglior band da tanti anni a questa parte". Cazzate. Gli Undercover Slut sono un gruppo onesto, ma nulla di più. Sanno intrattenere e divertire, ma in giro ci sono centinaia di gruppi più bravi ed interessanti. Tanto più che questo "Amerikka Macht Frei" contiene anche due bei filler, che con l'intro e l'outro diventano quattro, su dodici tracce.
Perciò, cari lettori, non fatevi ingannare dalle sirene. Prendete questo disco per quello che è: simpatico, carino, sfacciato. Ma non è certo un capolavoro. Nel CD è presente anche un video, tra l'altro, girato da Dean Karr (che ha già diretto per gli Amen e per Marylin Manson). In più, il disco circola in più versioni, anche in vinile ed in digipack con una canzone in più.
"Amerikkka Macht Frei" merita ampiamente la sufficienza, e forse qualcosa di più. Però non è un capolavoro. Mi spiace di essere stato un po' duro, e spero che il voto non vi allontani dal CD, se la proposta musicale del quintetto è vicina ai vostri gusti. Però mi spiace che molti gruppi innovativi ed interessanti rimangano relegati all'underground, mentre un gruppo nella norma come gli Undercover Slut pare proiettarsi verso un successo consistente e duraturo.
(EGr - Febbraio 2011)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Undercover Slut: offensiverecords@aol.com
Sito Undercover Slut: http://www.myspace.com/undercoverslut

Sito Dealight Entertainment: http://www.myspace.com/deadlightentertainment