ULYSSES
The Gift Of Tears

Etichetta: Symbioses Music / Musea
Anno: 2009
Durata: 62 min
Genere: prog rock / metal


Mi stanno arrivando tantissimi album prog rock/metal in questo periodo, segno che la scena continua ad essere florida in tutto il mondo. Questa volta è il turno degli Ulysses, gruppo olandese nato nel 1998, che giunge con "The Gift Of Tears" al suo secondo album, dopo un debutto nel 2003 intitolato "Symbiosis". Rispetto al primo album la formazione è cambiata e quindi abbiamo un nuovo cantante, Michael Hos, e un bassista, Casper Kroon, che vanno ad affiancarsi a Ron Mozer (tastiere), René Van Haaren (batteria) e Sylvester Vogelenzang De Jong (chitarra).
L'arrivo del nuovo cantante, poi, incide particolarmente sulla direzione artistica del gruppo, perché coincide con una maggiore attenzione ai testi: in tutto l'album, infatti, il gruppo si impegna ad affrontare temi importanti e reali, raccontando storie di dolore come nel caso di "Anat", la composizione cardine dell'intero CD che parla di due genitori che perdono la loro figlia di un anno a causa di un tumore al cervello. Non a caso, infatti, nella biografia allegata al CD quasi non si parla di musica ma tutta l'attenzione viene focalizzata su questo aspetto.
Personalmente ho apprezzato i testi dell'album, che sono molto sentiti e, pur non essendo dei lavori eccelsi di letteratura, mostrano sicuramente un livello superiore a quello di molti colleghi. D'altra parte ho sempre preferito porre l'accento più sulla musica e quindi diamo uno sguardo a queste sette composizioni che danno vita a "The Gift Of Tears".
Gli Ulysses suonano un neo-progressive rock che ogni tanto vira verso il prog metal dei Fates Warning e dei Dream Theater più leggeri. Le caratteristiche tipiche del genere ci sono tutte: composizioni molto lunghe, arrangiamenti articolati, atmosfere intimiste e riflessive, perizia tecnica innegabile e un uso delle tastiere piuttosto vintage, con suoni di hammond e moog. L'elemento che più si discosta, forse, è proprio il cantato di Hos, che predilige toni medio/bassi.
Sfortunatamente, la presenza di tutte le particolarità del genere comporta anche una perdita di personalità, senza contare che, purtroppo, il gruppo finisce per infilare nelle sue composizioni anche una serie di cliché che rendono un po' troppo prolissa la narrazione musicale. Insomma, il CD è decisamente lungo e le canzoni, che si aggirano tutte tra i sette e i nove minuti più due punte rispettivamente da dodici e quattordici minuti, sembrano troppo involute su loro stesse. La sensazione è che siano state allungate perché 'si fa così' e non perché la composizione lo richiedesse.
Così brani come "Family Portrait", "Guardian Angel" e "How Much More" finiscono per essere 'verbose' e pesanti. Molto meglio, invece, la suite da quattordici minuti, "Anat", che si dimostra effettivamente il brano più importante dell'album e riesce, paradossalmente, a stancare di meno pur essendo il pezzo più lungo del lotto. Segno, questo, che non mancano agli Ulysses le capacità per gestire masse sonore così importanti.
Per quanto mi riguarda, infine, ho apprezzato molto "Silence Of The Night", l'una composizione breve (tre minuti scarsi) del CD: solo piano e voce con rumori metropolitani a fare da sfondo, grande pathos e un'interpretazione sentita di Michael Hos.
A conti fatti, quindi, questo "The Gift Of Tears" mi pare il lavoro di una band che deve ancora crescere, trovando i giusti equilibri in modo da valorizzare le proprie innegabili potenzialità. Il salto di qualità potrebbe essere alle porte, ma ancora non è arrivato.
(Danny Boodman - Marzo 2009)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Ulysses: ulysses@Symbiosesmusic.nl
Sito Ulysses: http://www.ulysses-online.nl/

Sito Symbioses Music: http://www.Symbiosesmusic.nl/

Sito Musea: http://www.musearecords.com/