ULVHEDNER + GALDRER
Ferdasyn + Trolldomsanger
Etichetta: Northern Silence Productions
Anno: 2006
Durata: 4 min
Genere Ulvhedner: black/viking metal
Genere Galdrer: black/viking metal
Ulvhedner e Galdrer: chi sono costoro? Sono due gruppi norvegesi
praticamente sconosciuti, dalle storie completamente diverse. Gli
Ulvhedner hanno mosso i primi passi addirittura agli inizi degli anni
'90, mentre i Galdrer si sono formati solo nel 2004. Ambedue le band,
però, esordiscono ufficialmente con questo split. Per i Galdrer, si
tratta del debutto assoluto, mentre gli Ulvhedner hanno alle spalle
qualche demo, di cui l'unico ufficialmente riconosciuto si intitola
"Ferdasyn".
Questo split si presenta con una doppia copertina. Per i Galdrer vi è
il disegno di una foresta, con tanto di cascata. Per gli Ulvhedner, la
foto di un tizio armato di bastone, sul ciglio di un dirupo.
La formazione che ha inciso la parte di split degli Ulvhedner
consiste in Ildaar (voce e chitarre - anche con i Tristania) e Hoftun
(batteria). In realtà, sia il sito che il foglietto promozionale
allargano la line-up a questi altri elementi: Vingvar (chitarra),
Tenghel (basso) e Sigbjodn (tastiera).
I Galdrer invece sono composti da Blekjesdrotten (voce, chitarra,
basso), Kjeppulv (chitarra acustica), Naglapungen (chitarra) e Thorlja
(chitarra acustica, batteria).
Partiamo con gli Ulvhedner.
"Svartavatn" parte come una furia, dimostrandosi subito norvegese
fino al midollo. Voce distorta e gracchiante, chitarre zanzarose,
successioni armoniche minimali, batteria frequentemente in blastbeat.
La traccia poi si evolve su ritmiche più moderate e su un riffing
popolaresco, che ricorda molti gruppi viking (più sulla falsariga del
progetto Isengard o degli Hades piuttosto che degli Enslaved,
comunque). La melodia è molto evidente, suonata dalla chitarra solista.
L'arrangiamento è arricchito da sporadici effetti sonori.
"...Atter Er En Ny Tid Omme" è meno violenta della traccia precedente,
ma ne riprende tutti gli stilemi. Il riffing è tipicamente vichingo,
ricco di quella melodia in minore che i gruppi nordici ci hanno
insegnato ad apprezzare. Ogni passaggio è velato da un buon piglio
eroico. Buona anche la sezione arpeggiata, adattissima a stemperare la
tensione accumulata nelle battute precedenti. In questa traccia, le
linee vocali sono intonate da tale Asengrim, anzichè dal solito Ildaar.
"Sanitorium" mette in mostra una vena melodica addirittura più
accentuata. La ritmica è spedita, e gli Ulvhedner riescono a creare una
buona sensazione di tensione. La struttura delle canzoni è sempre
semplicissima, e prende vita da successioni armoniche basilari e da
difficoltà esecutive pressochè inesistenti. Il gruppo non sembra molto
potente. Probabilmente patisce una qualità di registrazione sì pulita,
ma poco dinamica.
"Dreven I Dauden Av Slit" è, a parer mio, la canzone più bella del
lotto. Il riffing iniziale è molto intrigante, ed anche nel suo
sviluppo riesce a "prendere" l'ascoltatore. Infatti, quasi tutta la
parte di split deli Ulvhedner non ce la fa a stupire. Tutto sa di già
sentito, e non fa certo gridare al miracolo, soprattutto per quanto
riguarda i più avvezzi a certe sonorità. Brano eroico, sfora nella
title-track. "Ferdasyn" è una composizione sintetica, di ambient
minimale, che ricorda tanto, tanto l'ultimo Burzum. Non è un paragone
buttato lì... ci somiglia veramente molto da vicino!
Un melodia antica ("Norrøn Himmel"), suonata da una chitarra
acustica, introduce "Ferdatokt", la canzone che apre la parte di split
dei Galdrer. Stilisticamente, la musica non si discosta molto da quella
proposta dagli Ulvhedner. La qualità di registrazione è meno nitida, ma
forse comunica un senso maggiore di "oscurità". Sì, ecco, i Galdrer mi
sembrano più oscuri e cattivi degli Ulvhedner. E' una questione di
semplice impressione, perchè anche qui c'è tanta melodia ed i suoni non
sono violenti più di tanto.
L'impressione diventa ancora più evidente con "Urskogens Svarta
Djup". In questo caso, la musica è tesa allo spasimo. Non è veloce, ma
c'è un forte clima di suspence. Le successioni armoniche sono
rigorosamente in minore: ascoltando più volte i brani dei Galdrer, si
capisce che i musicisti hanno uno spirito molto notturno, cupo.
Un po' diversa è la title-track, più dinamica e variegata. C'è
tanta melodia, riff ben congegnati, su una solida struttura
black/viking. Rispetto alle altre composizioni del gruppo, questa mi
sembra la più catchy. L'utilizzo di un arrangiamento più elaborato
potrebbe mettere anche i Windir tra le fonti di ispirazione di questa
band (con le debite differenze).
La loro parte di split è conclusa con un breve strumentale per chitarra intitolato "Frost".
In conclusione, si sono dimostrati migliori gli Ulvhedner o i
Galdrer? Beh, è questione di gusti. I due gruppi sono molto simili, sia
come proposta musica che come qualità complessiva del songwriting.
Ambedue sanno suonare e, sicuramente, si esprimono nella maniera più
spontanea possibile. Perdono molto per quanto riguarda l'originalità:
la struttura troppo semplice delle canzoni, unita ai continui richiami
ad altri gruppi, non riesce ad intrigare. I due gruppi fanno incetta di
cliché e suonano come mille altre band black/viking.
Perciò, posso dare alle due band un voto più che sufficiente, ma
non superlativo. E' importante che lavorino e si diano da fare. Una
nota di merito comunque alla Northern Silence che è andata a scovare
questi due gruppi underground norvegesi.
(Hellvis - Giugno 2006)
Voto Ulvhedner: 6.5
Voto Galdrer: 6.5
Contatti:
Mail Ulvhedner: ulvhedner@ulvhedner.com
Sito Ulvhedner: http://www.ulvhedner.com/
Sito Northern Silence Productions: http://www.northern-silence.de/