TYRANT
Grimoires
Etichetta: World Chaos Productions
Anno: 2005
Durata: 67 min
Genere: black/power/gothic metal sinfonico e melodico
Dunque, il Giappone. Un paese da sempre in bilico tra salde tradizioni
orientali ed irresistibili lusinghe occidentali. Molti gruppi hanno
trovato nel paese del Sol Levante una sorta di asilo dorato, una ricca
celebrità locale. Già questo è un sintomo di quanto sia particolare
questo paese. Ma il Giappone non si è limitato soltanto ad assorbire le
influenze provenienti dall'occidente. Nel corso degli anni, infatti,
tanti gruppi si sono affacciati alla ribalta del rock in generale, e
del metal in particolare. In alcuni casi, le band nipponiche non
avevano nulla da invidiare ai colleghi del resto del mondo. Anzi, erano
veramente ottime. Altre volte, invece, quelle realtà sembravano
ingenue, pacchiane e francamente trascurabili. Questi limiti non
nascevano da una carenza di mezzi o di tecnica: la tecnologia
giapponese è sempre stata all'avanguardia, ed i musicisti si sono
costantemente dimostrati preparatissimi. Eppure, qualcosa è sempre
mancato. Cosa? E' difficile dirlo, ma è altrettanto facile notarlo
qualora si ascoltasse un disco di questo tipo. La tecnica c'è, il tiro
pure, la canzone è ben strutturata ma... si sente che qualcosa non và.
Penso che manchi l'anima, quella "sensazione" in grado di trasformare
una nota fredda in un suono vitale e comunicativo. Che sia una
questione di retaggio culturale o altro, non sta a me dirlo. Fino ad
ora ho scritto al passato, ma questa situazione continua ancora ai
giorni nostri (e, mi sia concessa una digressione, tale discorso non
riguarda più soltanto gruppi giapponesi): i Tyrant ne sono il classico
esempio. Musicisti ineccepibili, arrangiatori precisissimi eppure... Ma
andiamo con ordine, e presentiamo questa band. Si è formata nel 1994 da
un'idea di Keisuke (voce). Il primo sforzo si è concretizzato nel promo
"Black Crown", una cassetta di black primitivo. In realtà, il fondatore
già stava guardando al futuro. Grande appassionato di musica classica,
ha dato sfogo a questa sua ispirazione con il secondo promo "Under The
Dark Mystic Sky", del 1995. Lo stesso titolo verrà riutilizzato nel
1998 per l'album di debutto, edito dalla Pulverized Records. Nel 2002 è
stata la volta del secondo full-length intitolato "Legend". Nel corso
degli anni, lo stile dei Tyrant si è fatto sempre più pomposo e
teatrale.
"Grimoires", l'oggetto di questa recensione, ha avuto una gestazione
piuttosto lunga. Il gruppo è infatti entrato allo studio Nest
nell'ottobre del 2003, ma il CD è stato completato solo alla fine del
2004.
La formazione, collaudata ormai da anni, vede Keisuke alla voce, Z3
alla chitarra, Masato al basso, Toshiya al batteria e Ayumi alle
tastiere.
Graficamente, "Grimoires" si presenta molto bene. La copertina, in
cartoncino abbastanza spesso, è tra il bianco ed il marroncino.
Raffigura una bella ragazza, fotografata dal basso in alto. Il
libretto, ricco di testi e fotografie, conta ben venti pagine! I
musicisti sono ritratti in tipico corpsepaint, eccezion fatta per la
tastierista. Non è però la confezione che deve interessarci, ma la
musica contenuta nel CD. Beh, cari lettori, obiettivamente le canzoni
sono tutte ben suonate ed arrangiate con criterio. Eppure sono così
pacchiane! Davvero, non c'è cosa peggiore di chi abbia mire
intellettuali, e voglia a tutti i costi "nobilitare la propria musica
con influenze classiche!. Stilisticamente, i Tyrant suonano un metal
estremo e sinfonico, ricco di melodia. Le influenze principali vengono
dal black (la voce, soprattutto), dal power e dal gothic. Ciò che più
mi irrita, è il continuo richiamo alla musica barocca. Insomma,
possibile che quando si parli di "influenze classiche", certi gruppi si
riferiscano solo ai quei quattro brani di musica barocca che hanno
ascoltato su un CD, comprato in offerta all'autogrill? La musica
classica, o meglio sinfonica, è un universo così vasto... Perché tanti
gruppi insistono sulle medesime melodie, sulle solite pseudo-fughe
ricalcate da qualche concerto del settecento, o dai classici più
abusati di Bach? Beh, i Tyrant riescono nell'impresa di pescare
abbondantemente tra quanto di più pacchiano abbiano prodotto il power
ed il black sinfonico negli anni '90. Il mio giudizio non può essere
entusiasta, anzi... Eppure scommetto che questo CD godrà di un buon
successo. Questo perché la maggior parte del pubblico metal vuole
questo tipo di musica. E' il mercato a dimostrarlo.
Sono convinto che i Tyrant siano grandi appassionati di ciò che fanno,
e suonano con un certo criterio. Non è facile registrare un album in
modo così impeccabile e perfettino. Le composizioni di "Grimoires" non
sono facili da eseguire. Eppure, sanno tutte di già sentito. Non una
volta: cento, mille volte. Dare un'insufficienza a questi giapponesi
sarebbe ingiusto, perché sanno suonare. Ed anche perché non fanno altro
che andare incontro al gusto di un determinato tipo di pubblico.
Peccato che, se dovessero continuare per questa strada, verranno presto
dimenticati. Perché la loro musica è alla fin fine fredda, troppo
perfetta: senza, e con poca anima. E tutti quei richiami ad un
occultismo ed una spiritualità che con l'oriente hanno poco a che
vedere... Poi chissà, magari in Giappone vigono leggi diverse da qui, e
saranno ricordati negli anni futuri. Chissà. Chi vivrà vedrà.
(Hellvis - Ottobre 2005)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail Tyrant: katyr@ve.netyou.jp
Sito Tyrant : http://www.tyrant.jp/
Sito World Chaos Prodution: http://www.world-chaos.com/