TWISTED INTO FORM
Then Comes Affliction To Awaken The Dreamer

Etichetta: Sensory Records / Intromental Management
Anno: 2006
Durata: 44 min
Genere: techno-metal


Twisted Into Form è il secondo album dei Forbidd... no, ops, ho sbagliato! I Twisted Into Form sono un nuovo gruppo norvegese, condannato a vita a sentirsi dire che era meglio che scegliessero un altro nome. Si tratta di un progetto parente degli Spiral Architect, sia perché ci sono coinvolti Kaj Gornitzka (chitarrista) e Leif J. Knashaug (cantante sul demo), sia perché lo stile è molto simile. La line-up è completata da David Husvik (batteria, già negli Extol) ed Erik Aadland (basso). Il gruppo è stato messo sotto contratto dalla Sensory Records, già etichetta degli Spiral Architect, e l'album è stato mixato da Neil Kernon (già al lavoro con gli Spiral Architect). Poi che non si lamentino se durante la rece farò dei paragoni con gli Spiral Architect...
L'album rientra nel calderone del techno-metal, ossia un metal tecnicissimo e con poche concessioni a momenti di facile ascolto. La differenza con gli altri album simili sta principalmente qua: gli altri sono (quasi sempre) solo cerebrali, e momenti semplici non si trovano nemmeno col binocolo. I Twisted Into Form invece hanno cercato di non far scoppiare troppo la testa dei loro ascoltatori: qua e là si trovano semplici arpeggi senza sbrodolamenti, oppure anche un finale doom in una canzone. Ma non illudetevi troppo eh! Per la maggior parte del tempo si viene sballottati a destra e sinistra da cambi di tempo, riff incasinati e tutto quello che fa amare/odiare il genere.
La voce di Leif non ha un timbro molto facile da digerire, e le sue linee vocali ricordano quelle dei Control Denied. Ovviamente non c'è mai una sola traccia di chitarra, male che vada sono doppiate. Gli assoli sono molti ma tutti di breve durata e spezzettati, e questa caratteristica è il principale ostacolo durante i primi ascolti (almeno nel mio caso). Il basso è bello medioso e sempre in primo piano. La batteria, manco a dirlo, ci spara una bella lezione di tecnica. Le canzoni, come detto sopra, sono belle intricate ma sempre con qualche parte più rilassata a spezzare l'andamento incasinato: c'è l'inizio arabeggiante, lo stacco arpeggiato, la parte jazzata, il finale doom, il paio di versi in semi-growl, la parte con suoni meccanici ed un riff thrash (che fa tanto "Renewal")... non si può accusare i Twisted Into Form di aver voluto strafare col tecnicismo spinto dall'inizio alla fine.
La produzione non mi esalta molto, il mixaggio è fatto bene (e d'altronde...!), sono proprio i suoni di partenza che non mi esaltano, specie della chitarra. La confezione non so come sia, in mano ho il promo. Posso dire che in copertina c'è una foto di un albero spoglio in tinte nero e marrone. Di solito la Sensory fa ottime confezioni, quindi credo che il prodotto in vendita sia di livello da questo punto di vista.
Ed ora mi tocca riprendere quanto detto nell'introduzione: come posso evitare di paragonare i Twisted Into Form con gli Spiral Architect? Un se pò! Apprezzo la voglia di inserire alcune variazioni leggere che diano respiro all'ascoltatore, questo è sicuramente il lato migliore del lavoro. Paragonando il resto, ossia le parti puramente techno-metal, non si può fare a meno di notare come siano inferiori a quelle di "A Sceptic's Universe": sono meno esagerate, meno ispirate, meno intriganti. E questi sono due passi indietro. Quindi in totale fa un passo indietro. Si tratta sempre di un bell'album, intendiamoci, e merita un voto alto, ma non posso fare a meno di dire che mi aspettavo di meglio.
(teonzo - Dicembre 2006)

Voto: 8


Contatti:
Sito Twisted Into Form: http://www.twistedintoform.no/

Sito Sensory Records: http://www.lasercd.com/

Sito Intromental Management: http://www.intromental.com/