TVANGESTE
Firestorm

Etichetta: Worldchaos Production
Anno: 2003
Durata: 44 min
Genere: black metal sinfonico


I Tvangeste si definiscono alfieri del black metal orchestrale prussiano. Formatisi nel 1996, dopo il singolo "Blood Dreams" e il demo "Thinking..." hanno ottenuto un buon successo con l'album "Damnation Of Regiomontun". Questo lavoro ha venduto 5000 copie tra Russia, Bielorussia e Ucraina. Nel 2000 i Tvangeste sono stati eletti come la miglior band russa dell'anno. In seguito a svariati problemi e cambi di line-up, l'album successivo ha fatto fatica a venire alla luce. Per fortuna nel 2002 la situazione pare rasserenarsi e le registrazioni di "Firestorm" vengono portate a termine.
Questa è la line-up all'uscita del disco: Michael "Miron" Chirva (chitarra e voce), Naturelle Chirva (tastiere), Nikolay Kazmin (chitarra), Vano Maioroff (basso), Victoria Koullbachnava (tastiere e flauto) e Cezar "Czarek Mielko" (batteria). Attualmente un nuovo membro è entrato a far parte della band. Si tratta del bassista Max Naumoff, considerato un virtuoso dello strumento. Al suo arrivo, Vano Maioroff è passato alla chitarra ritmica.
La Worldchaos, l'etichetta giapponese che li ha messi sotto contratto, ha garantito al gruppo una buona promozione. Anche la copertina è di qualità sebbene le immagini rappresentate non siano il massimo della vita.
Volendo fare le cose in grande, per "Firestorm" i Tvangeste si sono circondati di numerosi ospiti: Olaa come voce solista, Ekaterina Sapogova come violino solista ed arrangiamento degli archi, la Baltic Symphony Orchestra ed il Prussian Chamber Choir.
Un breve brano malinconico suonato dagli archi prepara il terreno ad "Under The Black Raven's Wings". Vediamo subito quali sono i tratti caratteristici della musica dei Tvangeste. La canzone è un buon esempio di black metal sinfonico dagli arrangiamenti sofisticati. La voce di Miron è molto teatrale, non dissimile da quella di Dani dei Cradle Of Filth. Vivace ed aggressiva, riesce ad essere inquietante quando le sovraincisioni si fanno incalzanti. La musica è magniloquente soprattutto quando interviene l'orchestra o quando il coro canta in stile operistico. L'orchestrazione pomposa può portare alla mente i Therion, anche se il quintetto russo è decisamente superiore alla band svedese. Mentre Johnsson e soci trasformano le loro ambizioni sinfoniche in pacchianeria bella e buona (mi spiace per i fan ma questa è la mia opinione), i Tvangeste dimostrano di avere un minimo di buon gusto in più. Le sonorità ne risultano arricchite, una manna per chi adora questo genere, e le atmosfere si fanno variegate ed interessanti. La band è preparata tecnicamente ed ispirata. Peccato che l'assolo di chitarra sia stato mixato un po' basso.
"Birth Of The Hero" mette in mostra le altre due possibilità espressive del cantante: il narrato e l'utilizzo della voce pulita. Come per il brano precedente anche in questo caso la struttura compositiva è complessa, ricca di cambi di tempo e di atmosfera. La melodia è molto spiccata. Naturelle e Victoria sono abili a creare bizzarri passaggi di tastiera, anche se i richiami agli Arcturus si sprecano. Un piccolo punto a sfavore risulta dall'intervento del coro a metà brano: tanto maestoso quanto inutile.
Più ricca di verve, ma non necessariamente più veloce, è la successiva "Fire In Our Hearts". La traccia è caratterizzata da una tensione di fondo che si fa palpabile per tutta la sua durata. La melodia è meno efficace rispetto a quanto ascoltato in precedenza. La parte degli archi paga il dazio a "La Masquerade Infernale" (vedi "Ad Astra"): se in precedenza l'influenza di Sverd & Co. era soltanto accennata, qui si fa palese. Degna di interesse è la sezione in cui Victoria suona il flauto traverso. Un suono inedito e delicato, un'ulteriore colore per il quadro che i Tvangeste vogliono dipingere.
"Perkuno's Flame" è una canzone molto triste. Il ritmo veloce non riesce a nascondere la malinconia e l'astio di cui il testo è pregno. I versi sono umidi delle lacrime dei pagani sconfitti due volte, fisicamente e spiritualmente. Il violino solo, suonato dall'ospite Ekaterina Sapogova, comunica più mestizia che mille parole. Mi complimento con i Tvangeste per l'abilità dimostrata nel coniugare la potenza con l'atmosfera. In "Perkuno's Flame" il risultato è grandioso e fa ben sperare per il futuro. Il talento c'è, deve soltanto maturare.
La speranza fa capolino anche testualmente. Allo scoramento del brano precedente si sostituisce lo spirito di vendetta di "Godless Freedom". I pagani sono stati sconfitti ma non sterminati. Il desiderio di riappropriarsi di quanto è perduto rende più forti l'orgoglio ed il coraggio. Attraverso i passaggi tecnici e le deliziose coloriture delle tastiere, la canzone procede spedita e potente. Il finale è più morbido ma pur sempre severo.
Una nervosa introduzione di archi caratterizza "Storm". Questa traccia è molto gradevole, completa di tutti gli attributi del black sinfonico più melodico. Alcune band simbolo di questo genere farebbero carte false per appropriarsi dei diritti di questa canzone. Non che sia un capolavoro ma è almeno mossa da una fresca e sincera ispirazione.
E' necessario spendere qualche parola sull'ottimo lavoro strumentale della band. Tutti i musicisti sono discretamente tecnici e sciolti nell'esecuzione. In particolare, Cezar è un batterista preciso e potente.
"Tears (Tears will wash off the Blood from my Sword)" conclude il disco in maniera convincente. Tra i particolari degni di attenzione vanno segnalati i cori ad inizio brano. Anche in questo caso le atmosfere sono malinconiche e questo rende particolari i Tvangeste rispetto ad altre band di black sinfonico.
"Firestorm" è veramente un bell'album, piacevole ed emozionante. Alcuni passaggi sono forse un po' derivativi, altre volte c'è qualche caduta di tono. Globalmente però non c'è da lamentarsi. Il gruppo è promettente e sin da quest'album si intravedono idee molto interessanti e personali. Ora sta alla band svilupparle a dovere.
Gli amanti del black sinfonico melodico possono acquistare "Firestorm" senza riserve. Ah, una cosa importante: è consigliata una visita al sito della band dove è anche possibile scaricare qualche brano.
(Hellvis - Settembre 2003)

Voto: 7.5


Contatti:
Tvangeste
Avtoremontnaya 2,2
Kaliningrad
236023
RUSSIA
Mail Tvangeste: post@tvangeste.com
Sito Tvangeste: http://www.tvangeste.com/
Sito Worldchaos Production: http://www.world-chaos.com/