LUCA TURILLI
King Of The Nordic Twilight

Etichetta: Limb Music Products
Anno: 1999
Durata: 50 min
Genere: power sinfonico


Dopo due ottimi album da studio con i Rhapsody esce finalmente l'esordio solista di quello che è a mio avviso il più grande artista italiano di sempre in campo metal. Ricordo la grande attesa che avevo per questo disco e, proprio come mi aspettavo, il CD in questione si è rivelato un CAPOLAVORO. Il lavoro rispecchia i contenuti presenti nei due precedenti lavori dei Rhapsody, ovvero power metal epico con inserti di musica classica, qui però in veste un po' più energica, e testi fantasy. La musica in pratica è l'unione del veloce power tedesco alla Helloween, reso maggiormente pomposo dalla presenza di tastiere, violini, flauti e numerosi cori. Inoltre il chitarrista triestino ha dato al lavoro un qualcosa di cinematografico, grazie alla presenza di parti narrate e di intermezzi, che sembrano trasportare da una sequenza all'altra. Turilli per questo lavoro si avvale della collaborazione di Sascha Paeth al basso e Robert Hunecke-Rizzo alla batteria a formare la sezione ritmica, di Miro alle tastiere e di Olaf Hayer dietro il microfono, quest'ultimo davvero un eccellente cantante, capace di raggiungere picchi altissimi con la sua voce. La produzione affidata al solito Sascha Paeth è molto ben curata e il suono, come su Symphony Of Enchanted Lands dei Rhapsody risulta molto pulito. Ma ora lasciamo da parte i discorsi di contorno che, seppur necessari, non riescono a spiegare l'ennesima gemma che è riuscita a creare la fantastica mente del Turillone. L'album innanzitutto è strutturato sulla falsariga di quelli della sua band madre, ovvero dieci canzoni, di cui un intro e la lunga suite finale (in realtà su questo album c'è pure un'undicesima traccia nascosta). Si parte con "To Magic Horizons", classica apertura piena di cori e con parti cantate in latino, per poi passare al primo vero brano dell'album, "Black Dragon", pezzo veloce e potente che fa decollare immediatamente il disco e fa notare la gran voce di Hayer (cantante migliore rispetto a Fabio Lione). La successiva "Legend Of Steel" è un altro pezzo veloce, uno dei migliori dell'intero album, anche se scegliere i brani più meritevoli è davvero dura vista l'alta qualità presente su tutto il CD. Con la seguente "Lord Of The Winter Snow" si rallenta un po' il ritmo e ci si trova davanti a un pezzo folkeggiante davvero ben fatto. Si passa quindi a "Princess Aurora", primo pezzo lento dell'album e interamente affidato a una voce femminile. Segue "The Ancient Forest Of Elves" (canzone scelta come singolo, di cui esiste pure il video, che chiunque dovrebbe vedere), brano veloce e un altro dei migliori episodi, se non il migliore, di tutto l'album. "Throne Of Ice" invece è un intermezzo infarcito di cori, che precede un pezzo veloce e aggressivo come "Where Heroes Lie". Si rallentano di nuovo i tempi con "Warrior's Pride", grande ballad, dove si può notare la bravura di Olaf, pure su altre tonalità, difatti su questo brano è proprio la sua bella voce a farla da padrone. La conclusiva e lunga "Kings Of The Nordic Twilight" è un'altra delle songs più belle del disco, impossibile da spiegare in poche parole, perchè accade di tutto, pezzi veloci, parti rallentate e un testo FANTASTICO! Il CD si conclude con una traccia nascosta, cantata da una voce femminile e priva di accompagnamento musicale. In conclusione che dire...non ci sono parole per descrivere questo CAPOLAVORO, uno dei dischi più belli di sempre, che solo il genio di Luca Turilli poteva riuscire a sfornare. Se amate il genere e non possedete ancora questo album, credo sia il caso di andare immediatamente a procurarselo, se invece non volete proprio saperne del Turillone, beh...non sapete cosa vi perdete! TURILLI RULES!!!!! He'll conquer the world with his Emerald Sword!!!!!
(Metal Axe - Gennaio 2002)

Voto: 9.5



Premetto che non mi piace il genere, quindi siete avvisati. Non basta una produzione pompatissima e non basta copiare pari pari la formuletta magica dei Rhapsody per creare un buon album... qui ci trovo solo noia allo stato puro, cari thrashers e deathsters, state distanti da questo album!!!
(teonzo - Gennaio 2002)

Voto: 4



Premesso che adoro il power, anche quello più epico (se fatto bene), devo dire che ho trovato questo album mortalmente noioso, e poi i difetti sono sempre gli stessi: Turilli suona praticamente lo stesso assolo in ogni canzone dal primo disco dei Rhapsody e i testi sono al limite dell'idiozia. Di buono c'è solo la produzione e un discreto cantante, ma ovviamente non bastano.
(Frozen - Gennaio 2002)

Voto: 4



Ahahahaah!! Che poser!
(gg - Luglio 2002)

Voto: 2 (0 lo possono prendere solo gli Mbinu)



Un album pacco oppure un capolavoro di invenzione? Mi vengono alla mente gli sbrodolamenti che hanno accompagnato il successo de “Il Codice Da Vinci” e io chi sono per esimermi dallo sbrodolare il mio giudizio? Raccogliendo qua e là informazioni (basta leggere il libretto accluso al CD) si scopre che “King Of The Nordic Twilight” è il primo capitolo di una trilogia intitolata “Virtual Odissey”, una saga epica di ideazione del Turillone dai contenuti smaccatamente buonisti. Egli si proclama il cavaliere della luce che deve lottare contro le tenebre e la verve santa che lo pervade lo rende autore di una storia che prevede la nascita di un figlio salvatore, non di nome ma di fatto, dal tiranno Saroth che lo ebbe da uno dei tanti stupri perpetrati tra le donne del suo oscuro regno. Questa la premessa che sfocia in oracoli, dubbi e battaglie per evitare ciò che il Destino sembra aver già stabilito. L’amore di una donna è la spada luminosa necessaria a combattere ogni tipo di avversità fino allo scontro finale che è solo il primo atto di un faticoso cammino che la luce (daje con sta luce) deve affrontare. Detto così l’intreccio può risultare abbastanza interessante ma leggerlo nelle parole del Turillone fa abbastanza cagare, avrei preferito se fosse stato un predicatore TV americano a concepirlo!!
L’artwork della confezione è calibrato sui canoni degli album dei Rhapsody e inftti l’artista è la stessa persona il belga Eric Philippe che ci regala un ben realizzato guerriero impellicciato sul ciglio di una lingua di roccia aggettante impegnato a trattenere al guinzaglio la foga di un lupo bianco con una mano e a scagliare fiamme di fuoco dallo spadone che impugna nell’altra. Un paesaggio nevoso e sullo sfondo un classico castello turrito non devono far pensare che il guerriero voglia sconfiggere il gelo perenne perché è lo stesso Turillone a informarci che ama profondamente la terra in questa veste.
Il lato musicale non è eccellente come ci si aspetterebbe da uno dei due protagonisti dei Rhapsody, ma ho comprato lo stesso l’album .Senza tali premesse il lavoro sarebbe stato sicuramente più apprezzato ma non dimentichiamo che si tratta della prima prova da solista e che Turillone si è occupato di tutto, dal songwriting agli arrangiamenti musicali e alla direzione del gruppo orchestrale in cui militavano un flauto, un violino, e un cembalo. Ha voluto strafare ma ne ha ricavato un sound abbastanza originale per quanto copiato di sana pianta da “Legendary Tale” e successivamente ammorbidito e cattolicizzato sulla base della sua convinzione di essere un cavaliere della luce. Un power cristiano, bianco. Un epic/power proiettato in spazi cristallini dove celestiali voci femminili invocano la “Princess Aurora”, quinta traccia, e il vocalist Olaf Hayer fa rivivere le gesta degli eroi spremendo l’ugola su altezze considerevoli ma mai notevoli, mancando tra l’altro di una anche minima estensione verso i bassi.
Appassionati di epic non fatevi mancare questo album. Probabilmente lo ascolterete due volte al più ma chissà che non sia una buona rampa di lancio per il Turillone e che non vi pentirete di aver partecipato anche voi al primo capitolo della “Virtual Odissey”!.

( Alcheo Da Valinor - Giugno 2007)

Voto: 6.5