T.T. QUICK
Metal Of Honor

Etichetta: Island Records
Anno: 1986
Durata: ?? min
Genere: power americano


La band newyorkese, dopo l'esordio discografico con l'EP omonimo, realizza questo primo LP dove dimostra le sue buone capacità compositive e strumentali. Il genere li fa accostare ai primi Metal Church con influenze hard rock'n'roll.
La prima facciata si apre con tre pezzi ("Metal Of Honor", "Front Burner" e "Hard As Rock") duri e tirati, con molta carica anthemica ed una sezione ritmica inarrestabile e potente. Si prosegue con la semi-ballad cadenzata "Child Of Sin", dove il chitarrista DiPietro mostra la sua classe e le sue qualità, ed il cantante sfoggia una grande prestazione. Il primo lato termina con "Asleep At The Wheel", classica canzone biker con solita moto rombante, sembrerebbe scontata ma il gruppo la rende interessante.
La seconda facciata si apre con "Come Beat The Band", forse un po' fuori contesto in questo disco perché troppo street, ma comunque una buona canzone anche se non proprio originale; la successiva "Hell To Pay" (la migliore canzone del disco insieme a "Child Of Sin") guarda caso si ripropone come un brano cadenzato con il cantante Mark Tornillo in evidenza con la sua voce impastata e graffiante, "Queen Of The Scene" e "Glad All Over" (cover dei Dave Clark Five's) ripropongono un sound maggiormente vicino all'hard rock ma sempre con piglio aggressivo; l'ultima canzone "Siren Song" è un'ottima ballad introdotta dalla chitarra acustica e dalla voce rauca di Tornillo che poi prosegue su toni più cadenzati, degna chiusura per un buon album.
In definitiva si tratta di un buonissimo disco, dove la band suona in maniera egregia e dove il cantante, sebbene limitato dalla sua voce non proprio cristallina, riesce a farsi apprezzare per la sua convincente perfomance.
La produzione di Rob "Wacko" Hunter è buona, la confezione del disco non comprende i testi e neanche foto. 
(metalchurch - Novembre 2002)

Voto: 7.5