TSUBO
Anus Mundi
Etichetta: Soa Records
Anno: 2008
Durata: 23 min
Genere: brutal death metal tecnico dagli spunti grind
I lettori più attenti ricorderanno la recensione del demo del 2005
dell'omonima band laziale. Proprio in quella recensione, il nostro
collega DanieleDNR si è dilungato in maniera esauriente sulle notizie
biografiche degli Tsubo, ragion per cui mi sembra inutile ripeterle in
questa sede. Il lettore che ne fosse interessato, può comodamente
leggersi la recensione del "Promo 2005" presente nel nostro Archivio
Demo.
Quello che a noi interessa, invece, è "Anus Mundi", l'album d'esordio del gruppo.
Le registrazioni di "Anus Mundi" hanno avuto luogo nel 2007 al
Casarmando Studio. Il processo compositivo è però iniziato molto tempo
prima, a ridosso proprio della pubblicazione del "Promo 2005". Il
materiale qui presente, quindi, è il frutto di due anni di lavoro
attento e curato, nel quale il gruppo ha acquisito sicurezza ed
esperienza. Esperienza maturata anche grazie ai numerosi concerti, e
divulgata periodicamente grazie alla presenza degli Tsubo in tre
compilation: "Calamity Metal Compilation Vol. I" (2006), "Italia
Violenta" (2007) e "Spreading The Sickness Vol. I" (2007).
La grafica del libretto è stata curata da Mirco Marcacci e
Michaela Von Der Heyde. In copertina troviamo una figura umanoide,
strana ed inquietante. Ed altre figure umane decorano lo sfondo di ogni
pagina, sulle quali sono stampati i testi in italiano. Ogni testo è
preceduto da alcune note introduttive in inglese, tradotte da Ano
Domini dei Muculords. Non poteva inoltre mancare il consueto "Stop The Minkions!" di bulldozeriana memoria. Infine, l'album è dedicato al loro amico Cri.
"Anus Mundi" contiene sette composizioni per un totale di 23 minuti di
musica. Un po' pochini? Beh, non direi, vista l'intensità della
proposta degli Tsubo. L'assalto del gruppo è costante, non dà tregua, e
l'ascolto del loro primo full-length è un'esperienza davvero
impegnativa, nel senso positivo del termine. Infatti non ci si può
accostare agli Tsubo col cuore leggero. La loro musica, costantemente
ultraviolenta, ha sempre tenuto in grande considerazione la tecnica, e
la complessità del rifferama e delle strutture compositive.
Se già nel "Promo 2005" non si poteva parlare di grindcore puro, in
"Anus Mundi" la componente brutal death si è fatta ancora più
consistente, mantenendo del grind la velocità, la violenza
incontrollata, l'utilizzo di due voci. Ma basta una canzone come "Ladri
Di Vite" per mettere tutti a tacere. La traccia d'apertura è davvero
bellissima! Colpisce al primo ascolto, ed affascina sempre di più ogni
volta che la si riascolti. I musicisti sono in gran forma, ed il lavoro
delle chitarre di Giorgioni e Fasano è stupefacente. Grazie alla valida
qualità di registrazione, si riescono ad ascoltare nitidamente tutti
gli strumenti. E' bello quindi apprezzare il lavoro delle due asce, le
armonie deliziose quanto estreme. In più, il basso di Gux e la batteria
di ThrasherDemo accompagnano il tutto con precisione e furia.
L'esecuzione è sentita, talvolta magari non precisissima, ma sempre
convincente.
Meno estrema, "Guerra Per la Pace", conferma lo stato di grazia
del quartetto, e la puntualità dei vocalizzi di Gux e Giorgioni. La
medesima carica distruttiva si ritrova anche in "Citazioni".
Dopo lo strumentale, semplice e diretto, intitolato "Messa...",
parte "...In Scena", vera e propria sfuriata di aggressività. Il lavoro
dei musicisti è stupefacente e non concede sconti. La tecnica è
migliorata in maniera esponenziale, ed è uno spettacolo apprezzare
l'abilità dei musicisti nel creare strutture complesse e di ottima
fattura.
"Utopismo Alla Rovescia" e "40/45" chiudono il CD nel migliore dei
modi, con la seconda canzone più diretta della prima. In essa è
presente un inedito fattore melodico, non eccessivamente accentuato ma
nemmeno trascurabile. Inoltre è da segnalare un passaggio lento
dall'alta potenzialità atmosferica.
E c'è ancora il tempo di un rutto come ghost-track.
Come avrà notato il lettore, non mi sono dilungato più di tanto nelle
descrizioni delle varie tracce. Perchè? Semplice, descrivere le canzoni
degli Tsubo non è affatto facile. I cambi di ritmo e di riff sono
frequentissimi, ed è difficile rendere per iscritto la potenza e le
capacità della band. Quello che è certo è che "Anus Mundi" sia un
ottimo lavoro. C'è qualche imperfezione qui e là, ma nel suo insieme è
un disco più fresco e creativo di molti altri, proposti quotidianamente
da gruppi che suonano lo stesso genere degli Tsubo. Il quartetto ha le
idee molto chiare, e vuole dare alla sua musica un'impronta seria e
profonda. Se i testi sono impegnati, ancora più impegnata è la musica.
A volte, certi passaggi sono così belli da lasciare senza fiato; ma per
gustarne a fondo la bellezza, occorrono ascolti attenti ed
appassionati. Perchè di primo acchito gli Tsubo spaventano. La loro
violenza esecutiva è tremenda: ritmiche e riffing velocissimi, voci
estreme, suoni lividi e slabbrati. Eppure, la loro violenza è sì
istintiva, ma mai cieca. C'è un gran lavoro dietro ad ogni
composizione, ognuna delle quali ha una propria personalità che la
differenzia dalle altre in maniera netta.
"Anus Mundi" è un disco di tutto rispetto, che merita un voto
alto. Lo so che gli Tsubo miglioreranno, ma l'intensità della loro
musica ed il carattere della band mi fanno sorvolare sugli eventuali
difetti. Perchè è così che questa musica dev'essere suonata. E gli
Tsubo vanno sostenuti assolutamente!
(Hellvis - Novembre 2008)
Voto: 8
Contatti:
Mail Tsubo: demo@tsubo.it
Sito Tsubo: http://www.tsubo.it/
Sito Soa Records: http://www.soarecords.it/