TRIVIUM
Ember To Inferno
Etichetta: Lifeforce Records
Anno: 2003
Durata: 49 min
Genere: Deathcore melodico
I Trivium si formarono nel 2000, quasi per gioco. Travis Smith (batteria), Matt Heafy (chitarra) e altri due membri parteciparono con successo a diverse competizioni amatoriali.
Nonostante il repertorio della band fosse composto soltanto di cover il pubblico si dimostrava entusiasta.
L'abbandono del cantante originale spinse Matt a sostituirlo al microfono e Brent Young, un amico dei musicisti, venne chiamato a ricoprire il ruolo di chitarrista ritmico.
I Trivium cominciarono ad esibirsi ovunque fosse possibile, facendo esperienza per costruirsi un repertorio originale. All'inizio del 2001 la band era pronta per l'incisione di un demo.
Non passò molto tempo che il bassista si allontanò dal gruppo. Il posto vacante fu ricoperto da comprimari sino a quando Brent si decise a prendere in mano le quattro corde in maniera definitiva. Era la metà del 2001 e i Trivium, sino a quel momento un quartetto, diventarono un trio.
Il 2002 fu un anno ricco di soddisfazioni. Il thrash della band attirava sempre più consensi e Matt venne fregiato del titolo di miglior chitarrista metal dell'Anno agli Orlando Metal Award. Per completare il tutto, venne inciso un altro demo di quattro canzoni.
A un certo punto, ecco la svolta. I Trivium abbandonarono il thrash anni '80 degli esordi a favore di uno stile più moderno. Per loro è stata coniata l'etichetta "melodic death metalcore", definizione che non nasconde le diverse influenze alla base della nuova musica della band.
Come suggello del nuovo corso venne inciso un demo di sette tracce, più professionale dei precedenti. Grazie ad esso i Trivium vennero ben recensiti e attirarono l'attenzione della label tedesca Lifeforce Records.
Nel giugno del 2003 cominciarono le registrazioni dell'album di debutto.
Poco prima della sua pubblicazione, a settembre, Corey Beaulieu si è unito alla band in qualità di secondo chitarrista.
E' proprio "Ember To Inferno", il primo full-length dei Trivium, che andiamo a commentare.
"Pillars Of Serpents" apre le ostilità dopo una breve introduzione. L'energia sprigionata dalla band è veramente devastante! I riff sono abbastanza semplici, almeno nella prima parte del brano, ma sono suonati con una grinta non comune. I tre musicisti si dividono i compiti in maniera efficace: la chitarra costruisce trame musicali scandite e pesanti, il basso è irrequieto mentre la batteria sostiene il tutto con un drumming preciso e potente. Considerata la voce strillata di Matt Heafy, è evidente che i canoni del metalcore sono rispettati fedelmente.
Le cose cambiano nella seconda parte di questa canzone. Gli strumenti abbassano il volume mentre il cantante si cimenta con successo in vocals pulite. L'effetto è inaspettato ma al tempo stesso non è così alieno da sembrare buttato lì a caso. L'arrangiamento infatti prevede che i riff mutino poco a poco e fugge come la peste l'eventualità di uno stacco netto. "Pllars Of Serpents" è un gran bel brano.
Le prime battute di "If I Could Collapse The Masses" strizzano l'occhio al death/thrash melodico tanto in voga in Svezia. L'esecuzione è precisa e serrata, soprattutto in fase ritmica. L'aspetto melodico è più evidente rispetto alla traccia d'apertura. Le vocals pulite si alternano per tutta la durata del brano con quelle più urlate.
Quello che stupisce è la scelta dei suoni. Nonostante i Trivium siano americani, la loro musica suona decisamente europea. Considerato che il disco è stato mixato nel tempio del death americano, ovvero i Morrisound Studios, è chiaro che si tratta di una scelta voluta.
Lo stesso discorso vale per la successiva "Fugue (A Revelation)", che ripete in qualche modo la formula del brano precedente. E' più veloce ma al tempo stesso gode di linee melodiche più efficaci. Tutto è ben composto e arrangiato, però... beh, all'attacco di "Requiem" questi richiami al death melodico svedese annoiano un po'. Dopo "Pillars Of Serpents", decisamente orientata verso il metalcore, il resto di questo CD sembra adagiarsi sulla riproposizione di stilemi triti e ritriti. E' un peccato, considerando che a conti fatti "Requiem" è una canzone di caratura superiore alle due che l'hanno preceduta.
Le cose non cambiano con la title-track. Il giro d'accordi è sempre più o meno lo stesso, quindi non trovo spunti particolari per dilungarmi nella sua descrizione.
Spero che questi miei giudizi non vengano interpretati erroneamente. I Trivium sono una band talentuosa ed i musicisti, tecnicamente parlando, hanno i controcoglioni. Chi ama il death melodico svedese e riesce a digerire anche il cantato pulito, li potrà adorare. "Ember To Inferno" è un disco godibile e ben composto. Il mio giudizio freddino è rivolto esclusivamente alle scelte sonore e compositive, a mio avviso troppo derivative.
Dopo un breve intermezzo ecco partire "Burn The Eye". Pur rimanendo "Swedish oriented" questa traccia è dotata di un sound più oscuro. I lievi rallentamenti che sottolineano il cantato pulito sono apprezzabili.
La parte centrale è molto interessante. La melodia lascia spazio a un deathcore pesantissimo, sottolineato da riff brevi e convulsi. Assieme a "Pillars Of Serpents" e "Requiem", "Burn The Eye" è una delle tracce migliori del CD.
"Falling To Grey" si apre con un ottimo assolo di chitarra. Nel corso di "Ember To Inferno" Matt Heafy ci ha abituati al suo stile di chitarra melodico ma mai invadente. La canzone è vigorosa e di buona fattura.
"My Hatred" è una traccia dotata di un arrangiamento ricchissimo, di diretta derivazione Heavy. Lo spirito che la movimenta è profondamente pessimista. Essa prepara il terreno alla conclusiva "When All Light Dies". Questa canzone possiede delle vocals molto belle e prosegue questo progressivo incupirsi delle atmosfere. La musica è contaminata da piccole particelle dissonanti che la rendono inquieta.
Uno strumentale chiude il CD.
"Ember To Inferno", ripeto, è godibile dalla prima all'ultima traccia. Presenta spunti interessanti e le canzoni sono ottimamente strutturate. La qualità di registrazione e strumentale sono impeccabili. Quello che manca ai Trivium è un po' di originalità. Il trio (ora quartetto) è troppo derivativo e questo fattore lo penalizza ingiustamente. Musicisti di tali qualità possono fare molto di più. Il mio consiglio non è quello di allontanarsi dal death melodico svedese ma di personalizzarlo. E' difficile ma credo che i Trivium siano in grado di apportare questi cambiamenti.
(Hellvis - Ottobre 2003)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Trivium: Trivium@cfl.rr.com
Sito Trivium: http://www.trivium.org/
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Sito Lifeforce Records: http://www.lifeforcerecords.com/