TRILLION
Trillion
Etichetta: Epic (vinile) / SBME Japan (ristampa in CD)
Anno: 1978 (vinile) / 2000 (CD)
Durata: 38 min
Genere: prog/pomp rock
Tra il 1978 e il 1979 la CBS italiana lanciò una campagna promozionale
per attirare l'attenzione del pubblico più giovane verso le band del
proprio roster che proponevano rock. Questa promozione, chiamata "Dal
Rock al Rock", aveva come testimonial d'eccezione Ted Nugent, o meglio
la copertina del suo album "Weekend Warriors", dove Ted è rappresentato
mentre imbraccia la chitarra, trasformata in un fucile a pompa, mentre
scarica piombo rovente al grido "Guai a chi non ascolta Rock!!", lo
slogan che accompagnava l'operazione commerciale. Le band proposte
dalla major coprivano tutte le sfumature del rock: si andava da nomi
consolidati come Aerosmith, Ted Nugent, Boston, Molly Hatchet, Journey,
Blue Oyster Cult, Meat Loaf, Toto e Kansas a formazioni praticamente
sconosciute come Aviary, Tonio K, Nantucket, David Johansen (nome nuovo
se non si conoscevano i New York Dolls) e Trillion. Devo dire che
questa campagna ebbe nei miei confronti l'effetto voluto, perché nel
giro di pochi mesi mi portai a casa quasi tutti i titoli
pubblicizzati... almeno quelli che non mi ero già accaparrato.
Ovviamente tra questi anche l'esordio dei Trillion, uscito per la Epic
nel 1978. Complice del mio acquisto anche la bella grafica di
copertina, con tre teste di leone dalle fauci spalancate scolpite nella
pietra e parzialmente coperte dalla neve (pensate che per parecchio
tempo ho pensato che il nome della band, Trillion, fosse la forma
contratta di Three-Lions, proprio a causa della copertina... ero
giovane e inesperto he, he, he!! però l'idea era buona!!).
La band statunitense (Chicago) nasce grazie a Patrick Leonard
(piano e tastiere) e Dennis "Fergie" Frederiksen (voce e tubular
bells), a cui si uniscono Ron Anaman (basso 4 e 8 corde), Frank
Barbalace (chitarra acustica ed elettrica, voce) e Bill Wilkins
(batteria e percussioni). A differenza degli altri componenti, nomi
nuovi nel panorama musicale, Frederiksen ha già alle spalle
l'esperienza con gli MS Funk, band nella quale era entrato nel 1975 per
sostituire l'amico dimissionario Tommy Shaw, che stava per unirsi agli
Styx. Del resto Fergie è l'unico che porterà avanti collaborazioni
importanti nell'ambiente rock dopo i Trillion, coinvolgendo, in tempi
diversi, gli amici Ricky Phillips (The Babys, Bad English, Firefly,
Styx) e Pat Torpey (Mr. Big), entrando nei Toto nel 1984 e pubblicando
diversi album solisti, l'ultimo dei quali insieme al chitarrista Tommy
Denander, "Baptism By Fire", nel 2007. Questo non significa
assolutamente che gli altri elementi della band fossero meno dotati; al
contrario si tratta di ottimi musicisti che danno mostra delle loro
grandi capacità in tutta la durata del long play. "Trillion",
estremamente raffinato per essere un esordio, ha il grande pregio di
fondere in maniera magistrale il progressive anni '70 con l'hard rock
melodico e il pomp rock di matrice Styx, rendendo il risultato
estremamente appetibile anche a chi non è mai stato un grande amante
del prog. Un risultato simile verrà raggiunto più tardi nel primo album
dei Touch (1980). In generale si possono riconoscere varie influenze
nelle canzoni che lo compongono, sia riconducibili ai maestri del pomp
che ho citato in precedenza, sia ai Boston, per certe sonorità della
chitarra. Ma anche ai Toto dei primi due album nelle scelte melodiche,
nelle linee vocali e nell'uso delle tastiere. Dal punto di vista del
prog, probabilmente la loro ispirazione maggiore viene da band
americane come gli Starcastle e i Kansas, più che dagli esponenti
europei del genere. In questo caso descrivere canzone per canzone il
contenuto del disco è praticamente impossibile. Ogni singola traccia è
un piccolo gioiello dalle mille sfacettature, ciascuno diverso
dall'altro, ma con in comune l'incredibile fantasia con cui vengono
affrontati gli arrangiamenti e la raffinata originalità con cui si
risolvono tutte le situazioni, anche quelle più complesse, lasciando
chi ascolta sorpreso ad ogni passaggio. Facendo un parallelo culinario,
sarebbe come cercare di descrivere a parole il sapore dei vostri piatti
preferiti: potremmo parlarne per un'ora, ma finché non li si assaggia
(nel nostro caso, non le si ascolta) non si ha che una opaca idea di
quello che ci aspetta nella realtà. L'uso della chitarra distorta è
centellinato per tutta la durata dell'album, dove prevalgono gli ottimi
arrangiamenti di tastiera e delle voci. Ma quando i coni sputano
distorsione, sono colate di lava che si riversano sull'ascoltatore. E'
il caso di "Hold Out", in apertura alla side A, dall'introduzione
marziale affidata alla sezione ritmica e alle tubular bells, dove il
ritornello è saturo di energia. Oppure di "May As Well Go", in chiusura
dello stesso lato, forse la composizione più hard rock dell'album.
Particolarmente articolate e complesse "Big Boy" e "Never Had It So
Good", le più vicine al prog, anche se le melodie sviluppate dalla
sempre notevole voce di Frederiksen restano stampate nel cervello dal
primo ascolto. Particolarmente radiofonica e immediata "Give Me Your
Money, Honey", dall'impronta pop. Anche "Fancy Action" e Hand It To The
Wind", all'inizione della facciata B, portano avanti questa
impostazione più easy, ma sempre di grande qualità. A conclusione
dell'album "Bright Night Lights", che riprende l'aspetto progressivo
dei Trillion e "Child Upon The Earth", un lento malinconico fantastico
cantato dal chitarrista Frank Barbalace, dalle atmosfere fantasy,
particolarmente epico nel finale, dove all'assolo di chitarra si
sovrappongono effetti spaziali psichedelici così cari a band come
Hawkwind e Eloy.
Un disco questo dei Trillion che si affianca, come risultato ottenuto,
in maniera perfetta ai due album degli Zon, di cui vi ho già parlato in
passato. Dobbiamo ringraziare la SBME giapponese che ristampandolo nel
2000 ha permesso a questo ottimo esordio di non venire dimenticato
(...c'è solo un piccolo problema... su Amazon.com lo vendono a partire
da 200 $!!!! Il vinile è più accessibile, 15/20 euro da
MusicStack.com). Destino diverso è toccato al secondo album dei
Trillion, "Clear Approach" (1980): forse per l'abbandono di Frederiksen
o per la minore qualità artistica del contenuto (non posso affermarlo
con certezza perchè non l'ho mai ascoltato, data la scarsa
reperibilità) finito in maniera definitiva nel dimenticatoio. Il vinile
è però acquistabile online a prezzi ragionevoli... ci stò facendo un
pensierino.
(J.L. Seagull - Dicembre 2007)
Voto: 9