TRICK OR TREAT
Evil Needs Candy Too
Etichetta: Valery Records
Anno: 2006
Durata: 49 min
Genere: heavy/power
Dolcetto o scherzetto? Finalmente il "dolcetto" sono riusciti a
mangiarselo i Trick Or Treat, viste le traversie ed i vari "scherzetti"
superati per riuscire a pubblicare il loro debut album. La band è nota
nel nord Italia per essere la tribute band più o meno ufficiale (o al
massimo ufficiosa) degli Helloween Kiske-Era. Caro e vecchio heavy
"zuccheroso" e veloce con un sacco di melodie e richiami ovviamente
alla band che tributano da tempo, cosa che potrebbe essere gradita o
meno dal pubblico. Sicuramente i nostalgici potranno gioire nel sentire
la title-track (posta astutamente come opener del disco), pezzo
veramente tirato con un arrangiamento vocale che già dal secondo
ascolto vi entrerà in testa. Forse i più potranno accusare la band di
ispirarsi troppo alla band che coverizzano, ma il mio ragionamento è
questo: mi piacciono gli Helloween, li tributo suonando il loro
repertorio, adoro l'heavy power, scrivo qualche pezzo mio: a chi mi
ispiro? Ai Korn? Certo che no! Quindi che male c'è? In fondo il sound è
vicino alla band tedesca ma mai un riff è scippato, anzi, essendo
troppo buono nei loro confronti potrei azzardare che questo CD avrebbe
potuto essere, per scelte stilistiche, il degno successore di "Pink
Bubbles Goes Ape", se fosse solo se Kiske ai tempi non si fosse imposto
per volere fortemente un disco troppo discontinuo come "Chamaleon"
(disco che ogni volta mi riprometto di ascoltare e farmi piacere magari
con il tempo, per cogliere qualcosa che in passato mi fosse sfuggito,
ma che purtroppo anche impegnandomi non ci sono mai riuscito).
Torniamo alle canzoni del CD. Tutte ottimamente prodotte e suonate
con forse un piccolissimo neo, ovvero la mancanza totale del supporto
del basso che è molto, forse troppo, coperto dal resto, e visto che il
bassista Mr. Leone è molto bravo mi è quasi sembrata una follia
coprirlo così tanto. Detto ciò il disco scorre che è una meraviglia.
"Evil Needs Candy Too", veloce e diretta, è perfetta in ogni sua
singola nota.
La successiva "Time For Us All" è un ottimo up-tempo che spezza la
velocità della precedente portandoci solo per le sonorità, non le note
sia ben chiaro, alla bombastica "Dr Stein". Terribile il refrain che
anticipa il ritornello e ottime le tastiere che fanno capolino qua e là
sia in questa canzone come per altre del disco, un po' come succedeva
per gli Helloween (chiaramente).
Per quanto possa ricordaren la successiva "Like A Donald Duck" era la
hit del demo della band di un paio di anni fa, quindi quale scelta
migliore di rinvigorire il pezzo, aggiornandolo e risuonadolo di nuovo
per inserirlo nel debut album? Di matrice happy metal, uno dei pezzi
migliori del disco; una summa delle sonorità della band, velocità
melodie e grandi linee vocali, con il "solito" ritornello da urlare e
delle fantastiche "tastierine" (mai strumento fu utilizzato meglio per
sottolineare passaggi e melodie come in questo caso) che rendono il
tutto (ancora...) molto Helloween.
"Girls Just Want To Have Fun" altri non è che la cover di una
disco hit degli anni ottanta, ovviamente riarrangiata in stile Trick Or
Treat. Personalmente credo che sia il pezzo peggiore del CD, non me ne
voglia la band, forse l'intento era fare un pezzo molto inusuale per
divertimento, e fin qui OK, ma secondo me la song è troppo monotona, e
soprattutto è cantata in delle tonalità altissime che francamente per
quanto sia bravo Ale, il cantante, non ho apprezzato... Che vi devo
dire: de gustibus!
"Joyful In Sadness" è il pezzo più Gamma Ray della band, con un
ottimo chorus e sopratutto una ritmica bella carica con tanti orpelli e
abbellimenti, che faranno la gioia del classico fan di metal made in
Germany; il basso timidamente si sente, anzi si percepisce, sembra che
faccia qualcosa di interessante, ma sul più bello è schiacciato prima
dalle chitarre poi dalla voce, i cori e la doppia cassa. Si arriva
nella parte centrale dove un tapping, sempre di basso micidiale più o
meno si insinua tra tutti gli altri strumenti, peccato che svanisca
troppo velocemente. L'mpressione che mi dà l'arrangiamento del basso è
quella di avere un asso in attacco e farlo giocare terzino; sacrilegio
(Leo ribellati!)
"Sunday Morning In London" dovrebbe essere la ballad o power
ballad, ma per il sottoscritto risulta essere il primo mezzo passo
falso (il vero passo falso è stata la cover...). Il refrain è carino
nulla di più, la voce ottimamente interpretata, ma devo essere onesto,
la canzone sfigura un po' con quello sentito finora. Il classico pezzo
che riempie il CD, insomma canzone di quantità non di qualità.
Con il titolo geniale di "Who Will Save The Hero" le sorti del CD si
risollevano alla grande; questo pezzo non nè veloce nè è una ballad, lo
definirei un ottimo up&slow-tempo con un ritornello strappaorecchi,
da cantare o sentire a tutto volume, per non parlare dei momenti soft
che si alternato a parti più heavy, creando un sali/scendi musicale
molto d'impatto, forse il pezzo più personale della band, lontana dai
soliti paragoni con gli Helloween (finalmente...). Bravi, bene, bis.
Purtroppo le tre finali sembrano non tenere il passo delle
precedenti. "Back As A Pet" è una song un po' anonima con tutti i
clichè del genere; la successiva "Perfect Life" oltre l'intro
inquietante che presagisce l'esplosione per un ottimo headbanging si
spegne dopo pochi riff, rallentando e incupendosi diventando forse
anche troppo lenta e prevedibile con la classica salita che ci porta
diritti al ritornello fatto di doppia cassa e cori grandiosi. Discorso
un po' a parte per l'ultimo pezzo "Back To Life", che vista la durata
(9:22) dovrebbe essere la "Keeper Of The Seventh Key" del CD. Purtroppo
questo non si rivela affatto, anzi siamo di fronte al secondo mezzo
passo falso. La canzone riassume alla grande lo stile della band, ed in
fondo è un buon pezzo che però secondo me avrebbe potuto finire prima.
L'impressione è della classica strumentale lunga e articolata, dove
sopra viene "appiccicata" la voce, sempre ottima tra l'altro. La parte
centrale come gli Helloween hanno insegnato nei loro pezzi più lunghi è
caratterizzata dai duelli tra chitarre e armonizzazioni varie, tutto
ben suonato e ottimamente arrangiato, non me ne vogliate, ma la scelta
di rallentare fino ad arrivare alla parte soft/acustica dopo le
sfuriate degli assoli è veramente troppo; come potete immaginare una
volta dopo aver frenato e ragionato sulla parte lenta e acustica la
band torna a picchiare per regalarci l'ultimo duello tra chitarre e la
"svociata" finale; indubbiamente il secondo mezzo passo falso.
Tirando i remi in barca, il CD è bello e piacerà a tutti coloro che
ancora oggi amano gli Helloween di quasi vent'anni fa; per tanti invece
sarà il solito CD del gruppo italiano che non ha idee e che non ha
saputo inventare nulla di nuovo. Purtroppo noi italiani siamo fatti
così, abbiamo bisogno di cose che sembrano di altri oppure abbiamo
bisogno di dover pensare che se non c'è nulla di nuovo da dire non si
può competere con quello che viene dall'estero.
Personalmente il CD mi è piaciuto e anche se magari ho rigirato un paio
di volte il coltello nella piaga sono più i pregi che i difetti.
L'unica cosa da fare è stabilire se essere troppo vicino agli Helloween
stilisticamente sia un pregio o un difetto, o per farla più facile, un
dolcetto o uno scherzetto? Ottima pensata ragazzi.
(Hellcat - Gennaio 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
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Sito Trick Or Treat: http://www.trickortreatband.com/
Sito Valery Records: http://www.valeryrecords.com/