TRIARCHY
Broken Dreams
(MCD)
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 12 min
Genere: gothic metal
Nati nel 2001, i brasiliani Triarchy, benché molto giovani, si rivelano
una band professionale e attenta ai particolari importanti per rendere
appetibile un'uscita discografica autoprodotta. Inizialmente
attraversano la classica fase di cambi di line-up, che li costringe a
restare praticamente inattivi fino a fine 2004, quando entrano in
studio per registrare il loro primo MCD, "Broken Dreams", che dovrebbe
fare da apripista all'uscita del primo vero full-length della band.
I Triarchy, dunque, si impegnano a creare un lavoro curato in ogni
sua parte: la grafica e la stampa sono professionali, la registrazione
più che buona, l'esecuzione è priva di sbavature e perfino le note
biografiche sono stampate su eleganti cartoncini che riprendono la
grafica del MCD. Insomma, sicuramente un lavoro meritevole di elogio
ancora prima di addentrarci ad analizzare la proposta musicale.
Passiamo, dunque, all'ascolto di "Broken Dreams" e iniziamo a parlare
dei due brani contenuti in questo MCD.
La band, composta da Yuri Leite (chitarra), Alisio Meneses (batteria),
Juliana Hernandez (voce), Pablo Castelar (voce), Luciana Gifoni
(tastiere) e Andre Franca (basso), suona un raffinato gothic metal, che
segue le orme di band come i primi Lacuna Coil e Tristania. Bisogna
ammettere che la proposta dei Triarchy è tutt'altro che originale,
visto che gran parte delle soluzioni ricalcano le linee guida dettate
dai gruppi citati; eppure la band riesce ad essere ugualmente
convincente, grazie ad un songwriting più che discreto e ad una
particolare attenzione verso gli arrangiamenti.
I due pezzi contenuti nel MCD, "Broken Dreams" e "Emotional Daze",
mantengono una struttura omogenea: chitarre arpeggiate e tastiere
impegnate a intrecciarsi in malinconiche partiture, alternate a momenti
più elettrici ed aggressivi che, comunque, non raggiungono mai velocità
eccessive, prediligendo tempi più cadenzati e maestosi. Questo
avvicendarsi di luci ed ombre viene, ovviamente, sottolineato dall'uso
delle due voci, maschile e femminile; a questo proposito, un plauso è
doveroso a Pablo Castelar, abile a destreggiarsi sia nelle parti in
growl che in quelle pulite, in cui la sua voce assomiglia a quella
dell'ultimo Johan Edlund (Tiamat). Da perfezionare, invece, la sezione
ritmica che, sebbene svolga adeguatamente il suo ruolo, non riesce ad
emergere, assestandosi su linee piuttosto scolastiche.
Purtroppo non mi è possibile dare un giudizio approfondito sulla
proposta dei Triarchy, dato che due soli pezzi sono troppo pochi per
poter analizzare al meglio la loro proposta. Sicuramente ci sono tutti
i presupposti per far nascere una band di rilievo, soprattutto se il
gruppo riuscirà ad evitare il classico errore, ormai così diffuso nel
gothic metal, di chiudersi a riccio nei cliché del genere. In questa
frangia del metal, infatti, è talmente raro trovare una band che sappia
tirare fuori una propria personalità che, se i Triarchy ci riuscissero,
sarebbe un bel passaporto per il successo.
Il MCD può essere ordinato sul sito ufficiale della band, che lo vende a 8 US$, spese di spedizione incluse.
(Danny Boodman - Settembre 2005)
Voto: 7
Contatti:
Mail: triarchy@triarchy.com.br
Sito internet: http://www.triarchy.com.br/