TRANSIENCY
Manqualm
(MCD)
Etichetta: Gentle Exhuming Records
Anno: 2007
Durata: 21 min
Genere: death/doom metal
Nella loro biografia, i lombardi Transiency scrivono di suonare "un
genere oggigiorno quasi completamente dimenticato", ovvero un
death/doom ispirato da tanti album usciti nella prima metà degli anni
'90, e io non posso che allinearmi con il loro punto di vista. In
effetti, sono davvero pochi i gruppi che negli ultimi anni hanno
proposto questo genere. Il trend attuale, se così lo possiamo definire,
li porta ad inseguire velocità, contenuti tecnici e qualità di
registrazione sempre superiori. Il genere suonato dai Transiency,
invece, prevede tutto l'opposto: ritmiche per buona parte cadenzate,
riff semplici ed oscuri, malinconici e permeati di una malsana melodia,
ed infine un suono naturale e cupo, un po' rozzo e sicuramente retrò.
Eppure non è un genere che può suonare chiunque: come per tutte le
cose, per quanto possa sembrare semplice, se non si hanno le carte in
regola non si va da nessuna parte. Nella fattispecie, l'abilità sta nel
confezionare canzoni orecchiabili, malinconiche e deprimenti, in grado
di stuzzicare fin dal primo ascolto, ma allo stesso tempo non devono
stancare nel giro di pochi ascolti. I Transiency questo problema sembra
non l'abbiano neppure avvertito, tanto le cinque (intro compresa)
canzoni di "Manqualm" sono in grado di conservare fascino e interesse
anche dopo ripetuti ascolti. A volte si trovano dei riff un po' troppo
monotoni e ripetitivi, ma nel complesso il MCD è senz'altro buono.
Per descrivere il loro stile chiamo in causa i primi due album
degli Amorphis: prendete "The Karelian Istmus" e rallentatelo un po', e
aggiungeteci le melodie malinconiche che guidano molte delle canzoni di
"Tales From The Thousand Lakes" (tralasciando le tastiere). Altri punti
di riferimento potrebbero essere i primi Paradise Lost e Katatonia.
I brani bene o male si equivalgono: la formula è la stessa, per
cui non ci sono scostamenti sensibili tra uno e l'altro. Tuttavia, non
si può neppure dire che si confondano tra loro, perché ciascuno è
caratterizzato da delle melodie che lo distinguono dagli altri.
Lo schema con cui sono realizzate le canzoni è semplice, fluido.
La chitarra funge da faro guida, ben supportata dal basso, sempre
presente, e dalla batteria. Nessuno strumento tende a sovrastare gli
altri, conservando così un equilibrio quasi perfetto all'interno dei
brani. La voce è un growl rauco, che ricorda un po' quello dei
Varathron, capace di accrescere quel velo di grigiore sempre presente
nell'arco dei ventuno minuti di "Manqualm".
La registrazione non è favolosa, ma rende giustizia della bontà
delle composizioni. Gli strumenti sono ben bilanciati e il feeling che
ne scaturisce è quello giusto.
"Manqualm" è senza dubbio un EP intrigante, a patto che vi piaccia
il genere. Sono contento che ci sia ancora qualcuno disposto a
sporcarsi le mani con il death/doom metal vecchio stampo. Spero,
d'altra parte, che ci sia anche un buon numero di supporter che possa
corrispondere agli sforzi dei Transiency.
L'inizio è senz'altro promettente. Se il quartetto riuscirà a
metterci un po' più di farina del proprio sacco e di carattere in certi
momenti, sono sicuro che ci farà rivivere -almeno in parte- le emozioni
che ci hanno regalato quegli album, ormai divenuti dei classici, che
hanno segnato la storia dei primi anni '90.
Vi lascio con alcuni cenni biografici: la band, risorta nel 2002
dalle ceneri dei Demonia, ha iniziato subito a lavorare a questo MCD,
che è un concept basato sull'epidemia di peste che flagellò l'Europa
nel 1348. Purtroppo, causa problemi di varia natura, l'uscita è stata
posticipata fino al 2007. Al momento, i Transiency stanno lavorando
alla realizzazione di un nuovo MCD, intitolato "Abominations Of
Communication".
(BRN - Agosto 2009)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Gentle Exhuming Records: http://www.myspace.com/gentleexhumingrecords