TRANSCENDING BIZARRE?
The Four Scissors
Etichetta: Sleaszy Riders
Anno: 2003
Durata: 37 min
Genere: cyber death
Silenziosamente, il cyber death sta crescendo. Pur rimanendo un genere di nicchia, è innegabile che sta dando vita a realtà musicali di grande interesse. I Transcending Bizarre? rientrano fra queste band. Formatisi nel 2000 in Grecia, hanno pubblicato due promo nel biennio successivo. Incoraggiati dalle reazioni favorevoli, nel 2003 si sentono abbastanza maturi da pubblicare il full-length "The Four Scissors".
Il gruppo è formato da !-? alle chitarre, Kotzak alla voce, S.A. Sakis ai campionamenti e programmazione, Peter alla batteria e Dim alle chitarre.
I Transcending Bizarre? descrivono la loro arte con queste parole: "Si tratta di musica per umanoidi malfunzionanti, per completarne il danno e liberarli dalla prigione mentale stabilita dal sistema da così lunghi anni". E, in effetti, come dargli torto. Il loro suono plumbeo ed oscuro comunica la stessa malinconia dei grandi capolavori letterari del cyberpunk. Le composizioni sono fredde e distanti ma in grado di far irrompere l'emozione anche nel cuore più gelido. Scriverei altri paragoni ma non vorrei ripetere quanto scritto tempo fa recensendo una band francese simile, gli Hypnosis. Ecco, i Transcending Bizarre? condividono con essi l'atteggiamento verso questo genere musicale, sebbene i greci siano molto più tenebrosi.
La copertina di "The Four Scissors" è molto bella e professionale: vi è rappresentato un volto urlante coronato di spine e circondato da pezzi meccanici. Più in basso si vede un cuore che sta per essere schiacciato dagli ingranaggi.
All'interno del libretto ci sono i testi e le foto dei musicisti. I trucchi non sono ritoccati al computer ma sono stati realizzati dal vero. Purtroppo in alcune pagine i caratteri dei testi sono un po' sfocati.
La qualità di registrazione è ottima. E' importante che sia così perché, quando c'è di mezzo l'elettronica, non si può lesinare sulla fedeltà del suono.
In questo CD la band è coadiuvata da Maria (voce) Jim Selalmatzides (basso), Soliris Noukas (tastiere) e Babis B. (violino).
L'introduzione è fantastica. La melodia è tanto oscura quanto commovente. Il lento svolgersi del tema è ideale per calarsi nelle squallide strade dei quartieri più vecchi, sotto una pioggia acida e con l'unica luce delle arcologie distanti. Questa breve ouverture porta il titolo di "Sattelite Souls" ed è stata composta per i Transcending Bizarre? da Thanasis Lightbidge (il capoccia dei Dol Ammad, recensiti tempo fa nei demo - nd teonzo).
La band al gran completo sale finalmente in cattedra con "Dessiccated". Alla ritmica poderosa delle chitarre si contrappongono efficaci passaggi melodici della tastiera. La struttura compositiva è complessa, presenta diversi cambi di tempo e di melodia. Il gutturale di Kotzak riesce a ben interpretare la violenza verbale del testo. La sua voce assume a volte toni isterici, soprattutto quando la musica si fa atonale. L'elettronica fa da collante in ogni singolo passaggio: è utilizzata in maniera massiccia ma mai fuori luogo. La voce femminile dà quel tocco di umano che non guasta.
Si prosegue con "A New Saturn!". Le prime battute sono violentissime, con chitarre ultradistorte e voce effettata. Improvvisamente le tastiere irrompono con la loro spiccata melodia. Da qui in poi si prosegue in un'alternanza tra atonalità e melodia, con tanto di favolosi assoli di chitarra in puro stile heavy metal. Il tutto funziona alla perfezione, nonostante la molta carne al fuoco. In questa traccia non si possono non ravvisare influenze del death melodico svedese. Per fortuna il suono e lo stile dei Transcending Bizarre? riescono a creare qualcosa di nuovo ed interessante.
Ecco ora la title-track. Le aperture melodiche, vuoi delle tastiere o della voce femminile, sono estremamente evidenti. Ascoltando con attenzione l'arrangiamento si vede come i greci pieghino qualunque suono al loro volere. Le parti elettroniche sono composte con vera maestria; i campionamenti non sono mai casuali. Complimenti a S.A. Akis per il lavoro! Inoltre la band possiede il raro dono di riuscire a mutarsi in ogni passaggio. La sorpresa è sempre dietro l'angolo senza dover ricorrere a bizzarri tempi dispari o altri trucchi prog. Riescono a fare grandi cose semplicemente sfruttando il loro talento compositivo e di arrangiamento.
"Entering Release" è un brano molto aggressivo, sorretto dalle possenti scariche delle chitarre. La formula compositiva non si discosta dalle precedenti. E' interessante comunque sottolineare i richiami all'opera italiana presenti nella prima parte della traccia. Attenzione, non si tratta di qualcosa di pacchiano. I riferimenti sono solo accennati e si possono rilevare dopo un ascolto attento. Purtroppo questa traccia rappresenta una piccola caduta di tono rispetto a quanto ascoltato sinora. E' bella ma poco efficace.
Le influenze operistiche permeano anche "Coils (0.618...)". Ci sono un coro campionato, dei vocalizzi femminili e una voce narrante però la traccia in fin dei conti si può considerare uno strumentale. Le chitarre si lanciano in assoli cantabili e vengono ben accompagnate dai virtuosismi elettronici. Una grande prova di assieme!
"Diafragm Closed %" risposta le coordinate del suono verso lidi death melodici di stampo svedese. La canzone è tanto semplice quanto efficace. In questo caso tastiere ed elettronica servono solo da coloritura. Un minuto e mezzo di buon intrattenimento.
Più personale è "x_xx_X". Gli elementi qui presenti sono così differenti e variegati che è difficile descriverla. In questo mini-manifesto della band è racchiuso di tutto e di più. Tanta melodia, altrettanta grinta; elettronica a non finire; grazia ed aggressività.
Strana, assurda "Wolves May Safely Graze"! Dopo un inizio fuori da qualunque schema si assesta su un tema melodico quasi gothic. Come giustificare i microvalzer e gli accenni a musiche popolaresche delle prime battute? A metà la canzone si fa marziale ed evocativa prima di morire sulle note distanti di un pianoforte e un violino. Una morte apparente perché improvvisamente il brano si riprende e punta al suo inizio. Lo sfiora e prosegue poi per una direzione sconosciuta.
Il CD si conclude con "To A Heaven In Thick Fog". Questo è in assoluto il brano più influenzato dalla musica classica, grazie agli archi campionati e al modo di cantare del soprano. Sono presenti anche vaghi echi di new age. E' l'ennesima prova di maestria della band greca, che dimostra una grandissima sensibilità anche nei frangenti più morbidi.
Dagli aggettivi che ho sprecato nel corso della recensione vi sarete resi conto che sono entusiasta di questo "The Four Scissors". Ebbene sì! E' un grande album cyber death che vale la pena dell'acquisto. Consiglio vivamente ai fan di questo genere di mettere da parte i vecchi mostri sacri e di concentrarsi sulle nuove leve, perché stanno sfornando grandi uscite a raffica!
(Hellvis - Settembre 2003)
Voto: 9
Contatti:
Transcending Bizarre?
c/o Delliambou Kleovoulos
Pentaplatanos Gianitsa 58100
GREECE
Mail: transbizarre@hotmail.com