TOWERSOUND
Towersound

Etichetta: Brennus Music
Anno: 2004
Durata: 65 min
Genere: heavy metal


I Towersound sono una giovane band francese che, evidentemente, voleva fare tutto in famiglia. Il trio, infatti, è formato da tre fratelli: Jean-Christophe (compositore e cantante), Laurent (chitarrista) e Florian (batterista). E il basso? Il basso non c'è. E si sente.
Ma andiamo con ordine: il gruppo nasce nel 2001, ovviamente con questa formazione, e inizia a crescere, affinando la propria tecnica esecutiva e organizzando uno studio di registrazione casalingo. Nel 2004, dopo solo un demo di cinque canzoni, la band arriva al contratto discografico con la Brennus Music e dà alle stampe questo primo full-length autointitolato.
La proposta del gruppo è un heavy metal piuttosto classico, fortemente influenzato dai maestri degli anni '80, infarcito di orchestrazioni talvolta sinfoniche, talvolta medievali.
La qualità sonora dell'album è tutt'altro che ottima: da una parte troviamo una produzione ovattata e grezza (problema che affligge gran parte delle uscite della Brennus Music), che penalizza sia la batteria che il suono della chitarra ritmica; dall'altra abbiamo l'uso massiccio di orchestrazioni midi che, per quanto comode, non riescono nemmeno ad avvicinarsi, ovviamente, al suono di veri strumenti.
L'album si apre con "Prelude To The Tale Of...", una composizione per chitarra acustica, organo e flauti, dal forte gusto medievale, che riporta alla mente i Pazuzu di "Awaken The Dragon" con in più gli arpeggi di Laurent.
Il vero biglietto da visita del gruppo, però, è il brano successivo, "Towersound", in cui la band getta le basi del proprio marchio di fabbrica. Si tratta di un brano piuttosto veloce, costruito su classici riff di scuola ottantiana e accompagnato da inserti di tastiera. La batteria non è particolarmente varia e si limita a svolgere il suo compito senza particolari spunti, mentre è sicuramente apprezzabile il lavoro di Laurent in fase solista. Convincente anche la voce di Jean, dotato di un timbro caldo che ricorda una versione metallizzata ed epica di Paul Stanley.
Sfortunatamente la resa sonora, già non eccelsa, viene peggiorata ulteriormente dall'assenza del basso, che avrebbe potuto riempire e raffinare maggiormente il suono.
L'album continua discretamente con la buona "Devils Of The Night", che mantiene le stesse coordinate sonore della title-track, e "Shine Over Me", una ballad elettrica di buona fattura, impreziosita da un bell'assolo di Laurent.
Purtroppo la qualità non può essere sempre omogenea in un album così lungo (45 minuti sono più che sufficienti per dar vita a un lavoro soddisfacente e, soprattutto, privo di inutili riempitivi) ed è quindi la volta di un brano piuttosto scarso, "Hell's On The Speedway", che manca di freschezza e impatto.
Migliori, invece, "Bring Your Life To Light" e, soprattutto, la ballad "My Wild Rose". Quest'ultima è una composizione sentita e piena di feeling, suonata interamente con chitarra acustica e piano, che non dovrebbe deludere tutti coloro che apprezzano anche le sonorità più dolci.
Dopo la pessima "A Good Day To Die", forse il brano peggiore del CD, arriviamo al pezzo clou del lavoro: si tratta di "Final March, Last War", una lunga suite di ben dodici minuti in cui la band sintetizza tutto il proprio lavoro. Il brano è diviso in cinque parti, alternando parti più aggressive, stacchi acustici e sinfonici e sezioni più rallentate ed epiche. Il brano, nonostante la lunghezza, funziona ottimamente proprio grazie alla grande varietà interna.
A chiudere il lavoro troviamo "Enchanted Alloy", un classico duetto strumentale tra la band e un'orchestra campionata. Il brano, di per sé, sarebbe anche piacevole, ma devo ammettere di far fatica a digerire queste pesanti orchestrazioni midi, che rendono il tutto troppo finto e pretenzioso.
Il promo in mio possesso, inoltre, è corredato di due brani aggiuntivi: si tratta di una bonus track, "Doomed At Dawn", che non aggiunge niente a quanto detto fin'ora e che, francamente, poteva rimanere nel cassetto e "Enchanted Lands", una ghost track strumentale che riprende le atmosfere di "Prelude To The Tale Of...".
Il lavoro dei Towersound, dunque, è senz'altro piacevole. Non fondamentale o imperdibile, forse, ma sicuramente buono e provvisto di personalità. Mi auguro che la band cresca ulteriormente, magari curando di più la resa sonora e, soprattutto, arruolando un bravo bassista che possa affinare ancora di più la loro proposta.
(Danny Boodman - Agosto 2005)

Voto: 7


Contatti:
Mail Towersound: band@towersound.net
Sito Towersound: http://info.towersound.net/

Sito Brennus Music: http://www.brennus-music.com/