TOURNIQUET
Where Moth And Rust Destroy

Etichetta: Metal Blade
Anno: 2003
Durata: 59 min
Genere: progressive thrash


Sinceramente mi viene piu' facile descrivere la sesta release del gruppo white metal californiano facendo un confronto con le uscite precedenti, piuttosto che isolando "Where Moth And Rust Destroy" dal resto della loro produzione.
Il reclutamento di un bassista in pianta stabile, nelle vesti di Steve Andino, e una maggior promozione ad opera della Metal Blade sono gli aspetti piu' appariscenti del disco, sul quale ho la personale opinione di un'attenzione piu' alta da parte dell'etichetta, con l'obiettivo di maggiori vendite. Trovo conferma nell'alone piu' "serioso" che avvolge il CD: rispetto alla copertina e all'attitudine del precedente "Microscopic View Of A Telescopic Realm" (sigh... non troveremo piu' titoli come "Gelatinous Tubercles Of Purulent Ossification") questa release ha un aspetto piu' fruibile, ovvero appetibile ad una maggior schiera di metallari. Un altro segno e' la semplificazione delle composizioni e la rigidezza delle strutture: "Microscopic View Of A Telescopic Realm" aveva la particolarita' dei brani lunghi e intricati, qua troviamo song si' lunghe, ma piuttosto semplici e lineari.
L'unica reminescenza di questa passata caratteristica e' "Drawn And Quartered", abbastanza complessa e in grado di ospitare ben quattro assoli, mentre il resto della fantasia compositiva di Ted Kirkpatrick viene confinato nelle sezioni introduttive ("Architeuthis") o nelle parti conclusive dei brani ("Convoluted Absolutes"). Passando alle sonorita' non posso non rimanere deluso dalla mancanza delle venature hardcore e punk, che rendevano la matrice sonora piuttosto ironica e scanzonata, sollevando il piatto della bilancia corrispondente al pesante lavoro di songwriting e alla relativa difficolta' di ascolto.
Inoltre un generale rallentamento dei tempi, che relega le tipiche cadenze thrash a pochi momenti, riesce a inquadrare i Tourniquet attuali come piuttosto razionali e schematici (come nella gia' citata "Convoluted Absolutes"), con la volonta' di spostare il raggio d'azione dal techno-thrash verso la ricerca di atmosfera e di dare un certo contorno piu' profondo alla musica proposta. Il risultato e' un disco dalle ritmiche piu' trascinanti ("Restoring The Locust Years"), ma anche piu' lente e grovoose ("A Ghost At The Wheel" e "Melting The Golden Calf"), andando in soccorso alla dispersivita' di fondo che ostacola la resa perfetta di "Microscopic View Of A Telescopic Realm".
Il punto piu' alto del disco, quasi a riassumere tutti gli aspetti positivi del disco, e' la quasi conclusiva "Healing Water Of The Tigris", che eleva alla potenza le caratteristiche di "Where Moth And Rust Destroy" (mai titoli brevi, eh?): dagli ottimi riff, al cantato del refrain, passando per le spettacolari escursioni alla chitarra di Marty Friedman; faccio presente che mezzo punto del voto conclusivo e' di esclusiva di questa song.
E' ovvio che non potevo dimenticarmi di citare la presenza di questo chitarrista, al quale, assieme a Bruce Franklin dei Trouble, vengono affidati tutti gli assoli del disco. Nel brano appena citato si sbizzarrisce per quasi due minuti, ma nel resto delle canzoni non e' da meno, facendo compiere un bel salto di qualita' al disco. I 59 minuti hanno termine con "In Death We Rise", la quale si apre tra un duetto chitarra e violino, gia' presente in altri due pezzi, per poi sfociare in catartiche melodie gregoriane.
Concludendo... se da una parte andiamo a perderci sotto l'aspetto visionario della discografia precedente, con quest'ultima release i Tourniquet cercano di puntare sull'efficacia e sulla resa dei brani, semplificando il proprio stile e ricercando in soluzioni piu' progressive, piuttosto che in complessita' di scrittura, il proprio marchio di fabbrica, alla costante ricerca di personalita' e di differenziazione dal resto della scena. Pertanto le qualita' rimangono piuttosto inalterate, ma andiamo a spostarci su una dimensione differente e, comunque, il risultato riesce a premiare le ambizioni prefissate.
(Melix - Febbraio 2004)

Voto: 8


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