TONKA
...This Present Darkness...

Etichetta: Metal Age
Anno: 2002
Durata: 39 min
Genere: thrash


Questo è il primo album dei norvegesi Tonka, e mi ha preso totalmente in contropiede: non mi aspettavo di trovarmi un album di thrash cupo ed intricato da parte di un gruppo norvegese, e tanto meno mi aspettavo che fosse pubblicato da un'etichetta slovacca come la Metal Age, che normalmente pubblica solo gruppi locali... beh, meglio così! "...This Present Darkness..." era stato autoprodotto dai Tonka nel 2000 e spedito in giro per il mondo in cerca di un contratto, arrivato alla fine grazie alla Metal Age, che lo ha pubblicato nel 2002.
Lo stile dei Tonka è una sorta di thrash cupo e contorto, un po' sulla scia degli ultimi Anacrusis, dei Coroner o del secondo album dei DBC. Però va detto che i Tonka risultano meno intricati e cervellotici di questi 3 gruppi, il loro thrash non è di certo tirato o caciarone, ma non è nemmeno troppo ostico. Le 8 canzoni qui presenti sono tutte molto buone, con delle strutture variegate, in cui ci sono continui rallentamenti ed accelerazioni, non ci sono parti ripetute in maniera noiosa, e lo stile dei riff varia in continuazione, passando da riff dissonanti a riff melodici, con anche un paio di riff arabeggianti. Le canzoni sono basate principalmente sulle ritmiche, visto che il basso ha sempre un posto in primo piano (tipo i Coroner) e gli assoli sono pochi e brevi; va detto che il bassista Bernardo ed il chitarrista Bernt hanno un ottimo affiatamento e formano una bella coppia compatta. Il lavoro alla batteria di Yngve riesce a valorizzare quanto fatto da chitarra e basso, non ci sono passaggi ipertecnici od incasinatissimi, ma anche lo stesso il risultato finale è d'effetto. A tutto questo va aggiunto il cantato di Teo (un mio omonimo!), la cui voce cupa e malinconica mi ha ricordato quella di Ron Broder dei Coroner.
La produzione è buona, non è eccezionale ma fa il suo dovere. I suoni sono molto cupi, hanno privilegiato la resa atmosferica sull'impatto violento, quindi non aspettatevi delle schitarrate spaccaossa o un basso distorto che fa tremare i muri. La confezione è molto carina e curata, tutto sembra tranne che un album thrash, visto che l'artwork è tutto grigio con aggiunte delle immagini prese da quadri rinascimentali (almeno credo). Il libretto è bello corposo e comprende tutti i testi (di stampo filosofico ed intimista).
In conclusione questo è un album molto buono, non è certo un capolavoro, ma resta un'uscita di tutto rispetto e che merita la considerazione di tutti i thrasher. Non ci sono canzoni deboli, così non ci sono nemmeno canzoni killer che possono diventare classici storici. E' un album che va goduto dall'inizio alla fine, anche perché negli ultimi anni non c'è più nessuno a portare avanti questo tipo di musica (il thrash intricato) con convinzione. Altro punto di merito dei Tonka è di avere una propria personalità, in alcuni punti ricordano i gruppi citati, ma è sempre un rimando vago e non una scopiazzatura. Quindi, se sentite la nostalgia del thrash intricato di fine anni '80 - inizio '90, allora contattate questo gruppo.
(teonzo - Marzo 2003)

Voto: 8


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