TODTGELICHTER
Was Bleibt
Etichetta: Folter Records
Anno: 2005
Durata: 53 min
Genere: black metal
Nati nel 2002, i Todtgelichter sono giunti al debutto discografico con
quest'album, dopo aver pubblicato il demo "Fluch/Sog In Den Wahnsinn"
nel novembre del 2003.
La copertina ben rappresenta la musica del gruppo, con una
suggestiva quanto grigia fotografia di un albero spoglio. I
Todtgelichter, infatti, suonano un black metal gelido ed atmosferico.
Premetto da subito che qui non troverete nulla di originale o
innovativo, però tutto sommato si tratta di un prodotto onesto e
interessante. Spazio allora a ritmiche serrate, che lasciano sovente
spazio a tempi più ragionati, a chitarre fredde ed evocative e al
classico screaming abrasivo. C'è spazio pure per qualche arpeggio.
L'interessante inserimento di tastiera su "Von Hass Und Trauer", dal
sapore classicheggiante, è invece un episodio isolato. In questa
circostanza le tastiere vengono usate anche come strumento solista, con
buoni risultati. Ma il pilastro che sorregge tutte le composizioni è la
melodia delle chitarre, sempre cupa, evocativa e depressiva, tanto che,
per certi versi, mi viene da accostare i Todtgelichter a più di un
gruppo della scena finnica. L'atmosfera, infatti, è l'elemento
predominante in quest'album, nonostante alcune canzoni siano più
dirette e violente."Was Bleibt" è un album abbastanza compatto, sotto
questo punto di vista, anche se comunque le canzoni, tutte nello stesso
stile, non arrivano ad assomigliarsi. "Wunden", ad esempio, si
distingue perchè è basata quasi interamente su ritmi cadenzati. E' una
traccia dall'incedere sofferente, grazie a melodie angoscianti,
dissonanze e un cantato estremo (tra i Godkiller degli esordi e i
vecchi Bethlehem). Si tratta anche della composizione più lunga, con i
suoi dieci minuti di durata. Segue "...Und Gütig Empfange Ich Euch",
diretta ed incalzante come non mai, guidata un riffing ispirato agli
Ulver di "Nattens Madrigal". La conclusiva "Flammenspuk", poi, si apre
con quella che sembra una marcia, sulla quale si aggiungono gli altri
strumenti, prima di esplodere con blastbeat e riff alla Gorgoroth.
Insomma, ogniuna di queste nove canzoni lascia il segno, anche se, come
detto in apertura, non si tratta di nulla di originale. Ogni tanto i
Todtgelichter si dilungano troppo, ma è un difetto che si può
perdonare, vista la qualità media dei pezzi. Inoltre le canzoni sono
ben strutturate e non si limitano a riproporre i soliti schemi.
Soltanto un riff in stile death di "Schlachtenruf" non mi è piaciuto.
Non mi spiego perchè abbiano deciso di inserirlo, visto che non si
intona affatto col resto.
Anche la produzione e la registrazione sono abbastanza azzeccate,
ma comunque nella norma. I suoni sono freddi, stridenti, belli scarni e
ben bilanciati. Le stesse sonorità, però, si sentono in un sacco di
altri dischi, e forse è anche per questo motivo che i Todtgelichter non
danno l'impressione di essere un gruppo originale, anzi danno l'idea di
già sentito. Eppure il loro lavoro l'hanno svolto per bene, e di certo
"Was Bleibt" non tarderà a ricevere i consensi da parte dei sostenitori
del black metal. Un album non imperdibile, dunque, ma che mi sento di
consigliare ai seguaci del genere. Qui andate sul sicuro, non rimarrete
delusi.
(BRN - Settembre 2005)
Voto: 7
Contatti:
Sito Folter Records: http://www.folter666.de/