TODESBONDEN
Sleep Now, Quiet Forest

Etichetta: Prophecy Productions
Anno: 2008
Durata: 55 min
Genere: folk / gothic


Chiunque si sia ritrovato nella situazione di recensire una band ancora sconosciuta sa benissimo che, ancora prima di aver messo il CD nel lettore, ci sono tutta una serie di indizi che, in un modo o nell'altro, contribuiscono a crearsi un'aspettativa, che poi potrà essere confermata o smentita con l'ascolto della musica vera e propria. Tutto normale, ma a volte capita di prendere degli abbagli colossali.
Prendiamo l'esempio degli statunitensi Todesbonden, arrivati al debutto grazie alla Prophecy Productions: mi arriva questo pacchetto, inizio a dare un'occhiata e mi ritrovo immerso nel classico mondo del gothic sinfonico: copertina naturalistica, titoli che parlano di foreste, foto in abiti celti e, soprattutto, una voce femminile dal timbro semi-operistico. Non ho ancora messo su l'album e già sto pensando: 'toh, per una volta la Prophecy s'è presa un abbaglio!'. Insomma, cheppalle, il solito polpettone romantico sinfonico.
E invece mi sbagliavo.
A dirla tutta all'inizio pensavo di aver azzeccato il pronostico, almeno sul contenuto, visto che "Surrender To The Sea", il brano di apertura, viaggia sulle coordinate descritte: per carità, è un bel pezzo, ma lo stile è abbastanza abusato, con le sue chitarre pompose, le tastiere romantiche e la voce angelicata di Laurie Ann Haus a guidare il tutto. Degli ottimi interventi di piano e violino, ma tutto sommato un brano nella norma.
A partire dal pezzo successivo, però, mi sono dovuto ricredere e, se è vero che la componente gothic è quella alla base, la musica dei Todesbonden è molto, molto più complessa, abbracciando culture e mondi molto lontani.
"Surya Namaskara", per esempio, è un bellissimo pezzo etnico in cui la batteria incalza l'ascoltatore a ritmo di marcia, mentre Laurie si lancia in vocalizzi antichi dal sapore orientale. Gli altri strumenti ci ricamano intorno e si ritagliano il loro spazio, soprattutto il pianoforte, che si rende protagonista di un passaggio da applausi, teso e ricco di forza espressiva.
Si passa a "Trianon" e il songwriting torna a viaggiare su binari conosciuti, mantenendo però un livello invidiabile: il pezzo, quindi, pur non stupendo con soluzioni intricate, mostra una preparazione eccelsa da parte di una band che sa perfettamente tirare le fila delle proprie canzoni. Il tutto, poi, abbellito dall'uso frequentissimo di due strumenti principe come il violino e il pianoforte.
"Aengus Og's Fiddle" continua il nostro viaggio nella musica dei Todesbonden ed ecco un nuovo tassello da aggiungere al loro stile: la musica, dopo aver attraversato l'oriente e la tradizione gotica, ci trasporta nella verde Irlanda, per un brano di puro folk: chitarre acustiche e delicate si intrecciano in una melodia triste e malinconica che racconta storie di un lontano passato.
I due brani successivi sembrano volerci trattenere in queste atmosfere e così incappiamo prima in "Fading Empire" e poi in "Ghost Of A Crescent Moon": la prima è una splendica composizione che potrebbe essere tranquillamente una canzone di Loreena McKennitt, se non fosse per le chitarre elettriche che compaiono sul finale; la seconda, invece, gioca ancora sulle chitarre acustiche, ma poi torna a farsi sentire la componente metal con un finale in crescendo di grande efficacia.
Per ora l'album non ha perso un colpo e la successiva "Flow My Tears" tocca una nuova vetta: il brano si spoglia di ogni orpello e Laurie Ann, con il solo ausilio di un'arpa e di un violino, costruisce un brano che ritorna alla tradizione vocale del gregoriano. Splendida e intensa.
Dopo tanta bellezza non si poteva continuare a salire all'infinito e così arriviamo a "Sailing Alone", l'unico 'riempitivo' del disco, e "Lullaby", un semplice e delicato intermezzo acustico.
Fortunatamente ci pensa "Battle Of Kadesh" a ritornare ai livelli di eccellenza: il brano torna nuovamente a viaggiare nel mondo arabo; quando inizia mi ricorda la colonna sonora de "L'Ultima Tentazione Di Cristo" ("Passion"), composta da Peter Gabriel, poi la musica si fa sempre più maestosa, con la voce di Laurie Ann che si cimenta in evoluzioni vocali di altissima fattura, accompagnata da arrangiamenti ineccepibili su tutti i fronti.
A chiudere il tutto, infine, troviamo "Sleep Now, Quiet Forest" che, come si può capire anche dal titolo, è un delicato affresco bucolico, in cui un flauto di canna sembra guidarci al riposo dopo un lungo viaggio. Ecco, io pensavo che i Todesbonden fossero un semplice gruppo gothic, invece mi accorgo che sono proprio dei viaggiatori, anime vagabonde che amano girare il mondo per incontrare le sue tradizioni più antiche e affascinanti. Il mio viaggio con loro si è appena concluso, ma la strada è lì davanti a voi. Non vi resta che imboccarla.
(Danny Boodman - Luglio 2008)

Voto: 8


Contatti:
Mail Todesbonden: todesbonden@gmail.com
Sito Todesbonden: http://www.todesbonden.com/

Sito Prophecy Productions: http://www.prophecy.cd/