TIERRA SANTA
Legendario
Etichetta: Locomotive
Anno: 1999
Durata: 42 min
Genere: heavy metal
Sul finire degli anni '90 gruppi come Tierra Santa e i già rodati Mago
De Oz riuscirono a creare interesse verso un mercato, quello spagnolo,
che in fatto di heavy metal non è mai stato fermo, soprattutto a
livello underground. Ed entrambi i gruppi, come intuibile dal nome,
erano - sono - caratterizzati dai testi in lingua madre. Ammetto di
essere affascinato non poco da chi cerca di esprimersi nella propria
lingua a scapito dell'abusatissimo inglese; intendiamoci, l'heavy metal
è nato in inglese e la stragrande maggioranza delle band continuerà
giustamente (...) ad esprimersi attraverso questo idioma però, da un
certo punto di vista ben venga chi cerca soluzioni diverse anche per
quanto riguarda la lingua. I grandi francesi Trust, i polacchi Turbo
dell'ottimo esordio o la nostra Strana Officina, da poco ritornata
prepotentemente in pista, e anche i bravissimi russi Holy Dragons sono
ottimi esempi del fatto che è il connubio tra heavy metal e lingua
inglese non solo è possibile - perché non dovrebbe? - ma porta anche
spesso a ottimi risultati. E ci sarebbero tanti altri esempi di gruppi
meno noti ma comunque apprezzabili...
Torniamo ai Tierra Santa e a questo "Legendario", secondo capitolo
della loro discografia e disco grazie al quale mi avvicinai alla band
spagnola. Titoli bellissimi ed evocativi come "La Profecia" (che poi è
un'introduzione), "Reconquista", "La Mano De Dios" o "El Baston Del
Diablo" avevano il potere di affascinare già prima dell'ascolto. E
anche dopo aver ascoltato il disco risultava chiaro che i Tierra Santa
ci sapessero fare "in quanto a heavy metal",
su questo non ci piove. Il problema principale, è inutile girarci
intorno, è che se togliamo a "Legendario" tutto quanto suoni alla Iron
Maiden, beh... rimangono veramente le briciole. I Tierra Santa del
secondo disco sono né più né meno che una versione in spagnolo degli
Iron Maiden. Su questo credo sia difficile dissentire. Certo,
strumentalmente i nostri non hanno lacune, le canzoni sono composte con
discreto gusto, per quanto assai derivative, il gruppo ha una bella
"carica" quando parte... il fatto è che mi rimane difficile terminare
l'ascolto di una canzone senza contare i furti al repertorio di Steve
Harris e soci. Sia ben chiaro, preferisco di gran lunga ascoltarmi
questo "Legendario" che gli ultimi Iron Maiden, però devo dire che a
disco finito rimanevano e rimangono molti dubbi. Sembra che il gruppo
spagnolo si sia divertito a comporre i brani di questo disco
chiedendosi, passaggio dopo passaggio, "cosa ci avrebbero messo gli
Iron Maiden". Ed è un peccato perché come ho già detto i Tierra Santa
sanno suonare ed hanno un tiro che tanti si sognano... Basta ascoltarsi
i riff del primo brano "Septima Estrella" per capire cosa intendo dire.
Giro maideniano, stacchi maideniani, basso quasi in primo piano come
gli Iron Maiden... E che dire dell'inizio pacato con successiva
partenza de "La Cruzada" che sembra uscito pari pari da un disco come
"Seventh Son Of a Seventh Son"? E il giro dell'ottima "El Baston Del
Diablo" non è spudoratamente maideniano? Anche i licks melodici, spesso
armonizzati, riportano alla mente le trame della coppia Murray-Smith...
La voce fortunatamente non ricorda Dickinson o DiAnno e gli assoli sono
ben eseguiti e neppure troppo simili alla vergine di ferro. Niente di
sconvolgente, sia chiaro, comunque ben intonati nel contesto. Le
liriche in spagnolo hanno un indubbio fascino e rendono quantomeno
particolare la proposta del gruppo. Il disco è comunque abbastanza
piacevole nel complesso e non mancano buoni brani, primo tra tutti
l'ottimo "Reconquista", bel pezzo caratterizzato da un incedere lento e
cadenzato. E anche "La Mano De Dios", aperta da un bellissimo arpeggio,
è veramente bella, affascinante ed evocativa, con una solista semplice
ma di sicuro effetto. Devo dire che sui tempi lenti il gruppo riesce ad
ottenere risultati migliori, quantomeno più personali. Quando invece la
velocità si fa più alta, vedi la seguente "Atlàntida" sembra veramente
di ascoltare una cover degli Iron Maiden tra l'82 e l'88. A volte credo
anche che le citazioni maideniane siano anche un po' forzate e
appesantiscano il risultato finale, come nella bella "Dracula", che
avrebbe anche un bellissimo ritornello costruito su una andatura in
cavalcata non troppo veloce.
Il disco si chiude così come si è aperto, ossia nella devozione
totale verso "Hallowed Be Thy name" o "Rime Of The Ancient Mariner":
sentitevi a tal proposito l'inizio di "Los Diez Mandiamentos" (che poi
comunque si evolve in altro modo e risulta anche piacevole e ben
costruita).
Se amate incondizionatamente l'heavy metal e siete affascinati
anche dai gruppi di secondo o terzo piano i Tierra santa potrebbero
anche fare il caso vostro, in quanto "Legendario" è un disco ben
suonato e che si lascia ascoltare, con tutte le riserve derivanti dal
fatto che più volte si sfiora il plagio.
Certo, se non vi piacciono "Powerslave" e "Seventh Son Of A
Seventh Son" la vedo dura anche dare una chance a questi spagnoli,
bravi ma, a mio parere, decisamente troppo troppo derivativi.
(Linho - Dicembre 2007)
Voto: 6