TICKET TO HELL
Man Made Paradise
Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2008
Durata: 40 min
Genere: extreme metal
Il progetto Ticket To Hell ha preso vita e sostanza grazie alla voglia
ed alla passione di Jacobo Cordova, polistrumentista messicano (del quale abbiamo recensito anche un lavoro del suo progetto doom Majestic Downfall - nd Hellvis),
che dopo una passata esperienza negli Antiqua, decide di portare avanti
questo progetto solista in cui poter dar sfogo a tutte le sonorità ed
influenze che nel corso degli anni ha incorporato in sé e che facevano
parte del suo background musicale. Dopo un primo demo omonimo del 2006,
eccolo quindi uscire sul mercato con questo primo full-lenght album,
"Man Made Paradise", grazie alla nostrana My Kingdom Music.
A livello di packaging il lavoro è ineccepibile, il booklet si
presenta in maniera ultra professionale, corredato dei testi e con
l'immagine di copertina davvero convincente. Musicalmente parlando ci
troviamo, poi, dinanzi a otto pezzi di puro, nudo e crudo, thrash metal
moderno, influenzato in maniera pesante dal death melodico tanto in
voga agli inizi degli anni '90 e da tutte quelle sonorità moderne e
ridondanti provenienti negli ultimi anni dagli Stati Uniti, vedi il
cosiddetto metalcore, la new wave of american thrash metal ed il brutal
death più tecnico ed artificiale.
I brani scorrono tutti velocemente, colpendo soprattutto per la
produzione e la riuscita sonora; le chitarre mantengono per tutto il
lavoro una pesantezza ed una corposità di suono incredibile, creando in
più di un'occasione un muro sonoro indescrivibile, e risultando,
altrettanto spesso, ugualmente fluide e distinguibili, passando
agevolmente da riff più cadenzati e classici a partiture più veloci e
di matrice più estrema; le ritmiche ed il suono della batteria, in
generale, mi lascia invece un attimo interdetto, e questo non per la
riuscita finale, che devo dire essere ottima e funzionale, ma per
l'artificiosità e la freddezza che fuoriescono in maniera imponderabile
lungo ogni partitura e base ritmica, rendendo forse, alla fine, il
tutto un po' troppo simile, piatto, standardizzato e glaciale.
Certamente lo spirito modernista del nostro ben si addice a tali
sonorità e riuscite sonore, richiamando alla mente, i grandi del genere
come i Fear Factory o gli Strapping Young Lead di Devin Townsend, ma
alla lunga il lavoro sembra pagarne un poco, perdendo in appeal ed in
originalità. Peccato. Le vocals svariano radicalmente; in ogni singolo
brano, lungo ogni singola melodia, vi sono cambi vocali, con
l'utilizzo, ora, della voce pulita, ora dello screaming, passando per
il growling più incazzato per arrivare poi all'uso di filtri e sinth
vocali; il tutto compiuto ed attuato con una scelta melodica ed una
personalità davvero notevoli, che riescono a donare ad ogni singolo
cantato una cattiveria ed una brutalità sonora sopra la media.
Bravissimo.
Non vi sono differenze sostanziali, tra un singolo pezzo e
l'altro, come ho già avuto modo di dire, la base sonora, le ritmiche e
la velocità sono sempre accomunabili le una alle altre, creando quasi
un unico, singolo e lungo brano, che però va a trovare diversificazione
negli spunti melodici, nei richiami e nelle molte reminescenze sonore
che nell'arco di tutti i quaranta minuti fuoriescono dal cd; è
possibile, quindi, sentire riff glaciali e chirurgici che tanto
ricordano gli Slayer, passaggi ritmici che riportano alla mente i
migliori Fear Factory o devastazioni sonore che richiamano invece ai
grandi Morbid Angel, ai più attuali Nile o, in più di un'occasione, ai
grandissimi Lamb Of God.
Insomma, se per un certo verso "Man Made Paradise", scorre
piacevolmente, facendoti scuotere il capo e le membra tutte senza mai
un attimo di tregua, è anche vero, però, che sembra questo stesso
pregio a rendere il tutto un po' troppo piatto, freddo ed artificiale,
facendogli perdere, alla lunga, un pizzico di originalità e di
personalità e riportando il tutto entro canoni prestabiliti e quindi,
già di per sé, super utilizzati. Gli amanti delle sonorità e dei generi
sopra citati, che non nutrono aspettative di sorta e che cercano sempre
e comunque la botta e la violenza sonora, vi si potranno buttare a capo
fitto ed a colpo sicuro, trovando in questo buonissimo lavoro, una
nuova valvola di sfogo su cui poter far sicuro affidamento; chi invece,
pur amando tali generi, cerca comunque, qualche spunto innovativo,
qualche slancio di maggior personalità o una pur minima distinzione
sonora, troverà invece difficile arrivare alla fine dell'ultimo brano.
Per molti, moltissimi, ma non per tutti.
(Pasa - Luglio 2008)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito Ticket To Hell: http://www.myspace.com/tickettohellband
Sito My Kingdom Music: http://www.mykingdommusic.net/