TIAMAT
Gaia
(EP)
Etichetta: Century Media
Anno: 1994
Durata: 25 min
Genere: gothic metal
Ah, le case discografiche! Non si può fare a meno di loro (per
adesso...), è grazie ad esse se la musica può venire prodotta e
diffusa, tuttavia c'è sempre il rovescio della medaglia, costituito,
per esempio, da prodotti come quello che mi appresto a recensire. Sì,
in questo caso non ha senso parlare di opera, di lavoro, di arte;
questo è a tutti gli effetti un prodotto commerciale, pubblicato con
l'evidente intento di cavalcare l'onda del successo dei Tiamat e
raggranellare qualche soldo in più. Tanto per rendere più chiara la
cosa, basti pensare che lo stesso Johan Edlund, quando gli si chiese
come mai avesse deciso di pubblicare questo EP, rispose che lui non ne
aveva assolutamente idea, che la decisione non dipendeva da lui e che,
probabilmente, si trattava di una semplice operazione commerciale. Più
chiaro di così!
Io però questo EP l'ho sentito, quindi qualche parola voglio
spenderla, almeno per descrivervi di cosa è composto. "Gaia" raccoglie
al suo interno sei tracce, raggranellate in qualche maniera tra cover,
pezzi remixati e brani editati. Il lavoro si apre proprio con due
canzoni tagliate: si tratta di "Gaia" e "The Ar", ovvero due dei pezzi
scelti per la realizzazione di un video. In entrambi i casi non c'è
molto da dire, dato che, semplicemente, si tratta di un taglio che
sfuma nel nulla, fatto semplicemente per far restare il brano
all'interno dei 3/4 minuti standard.
Il terzo brano, invece, è l'unico per cui valga la pena di
spendere qualche parola in più: si tratta infatti di "When You're In",
un brano dei Pink Floyd tra i meno conosciuti, interpretato per
l'occasione dalla band di Edlund. È molto interessante la scelta fatta
dal gruppo, che decide di non buttarsi su uno dei grandi classici della
formazione inglese, ma di ripescare un pezzo tratto da "Obscured By
Clouds", una colonna sonora scritta dai Pink Floyd per il film "La
Vallée". Sembra quasi che questa decisione sia una specie di
dichiarazione d'amore viscerale verso la band di David Gilmour, un modo
per dimostrarsi dei veri conoscitori del gruppo e non dei fan
dell'ultima ora che conoscono solo "Money", "Another Brick In The Wall
pt.2" o "Wish You Were Here". Certo, è vero che il brano, di per sé,
non è esattamente un capolavoro: si tratta di un semplice strumentale
che, comunque, non raggiunge la forza espressiva di tantissimi altri
brani dei Floyd poco conosciuti, ma in generale apprezzo il gesto fatto
dai Tiamat.
Dopo questa interessante parentesi si risprofonda nell'inutilità
con un'altra versione tagliata, questa volta di "Whatever That Hurts",
anch'essa scelta per un video, per poi passare ad un nuovo pezzo
intitolato "The Ar (Ind. Mix)". Quest'ultimo non è altro che una specie
di remix della parte centrale del brano "The Ar", allungato fino a
raggiungere la durata di un paio di minuti. Completamente senza senso.
Chiude questo 'imperdibile' lavoro una nuova versione di
"Visionaire", praticamente identica all'originale tranne che in qualche
brevissimo passaggio.
Insomma, questo EP davvero non vale un soldo e di certo chi ama i
Tiamat può tranquillamente farne a meno. L'unico brano interessante,
"When You're In", può essere recuperato in un tributo ai Pink Floyd che
si intitola "Signs Of Life", mentre tutti gli altri brani sono
francamente evitabili. Nel 2001 la Century Media ha ripubblicato
"Wildhoney" inserendo come bonus questo EP, così potreste ascoltare
tutte queste versioni senza spendere ulteriori soldi. In generale,
comunque, "Gaia" resta una semplice operazione commerciale fatta per
spillare un po' di soldi ai fan. E come tale si becca una bella
insufficienza.
(Danny Boodman - Aprile 2006)
Voto: 5
Contatti:
Sito Tiamat: http://www.churchoftiamat.com/
Sito Century Media: http://www.centurymedia.com/